Le nuove classi politiche che si sono affermate in seguito alle rivolte arabe “devono dare prova di essere all’altezza delle aspettative popolari e della responsabilità loro affidata e di essere quindi capaci di fondare una democrazia aperta a tutte le componenti della società, in cui la cittadinanza sia piena e condivisa, escludendo quindi qualsiasi discriminazione etnica, religiosa o di genere”. Ad affermarlo è il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento in occasione del convegno, a Montecitorio, “Risvegli – Una nuova stagione per la primavera araba”. “Quel che è certo – ha proseguito il presidente della Camera – è che il vento di libertà che ha iniziato a spirare nella regione mediterranea e medio-orientale difficilmente si arresterà ai confini degli stati sin qui coinvolti. A noi europei l’accaduto dovrebbe riportare alla memoria la forza contagiosa delle rivoluzioni definite anti-comuniste. Possiamo a questo punto dire che Jan Palach ha trovato un fratello in Mohamed Bouazizi”. Secondo Fini la prossima sessione autunnale dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, in autunno, “sarà la prima grande opportunità di incontro con le rappresentanze parlamentari neo-elette di Egitto, Tunisia e Marocco e darà senz’altro impulso alle relazioni euro-mediterranee”. (Roc – 9 mar)
