Le nuove norme fiscali adottate per combattere l’evasione rappresentano “strappi forti allo Stato di diritto” e fanno parte di “una fase di emergenza dalla quale si deve uscire al più presto”, altrimenti “lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe”. E’ duro il monito lanciato oggi dal Garante per la privacy Francesco Pizzetti durante la presentazione del volume che racchiude l’opera portata avanti nel suo mandato dal presidente dell’Autorità insieme con Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato (“Sette anni di protezione dati in Italia. Un bilancio e uno sguardo al futuro”). “Comprendiamo la richiesta sempre più massiccia da parte delle strutture pubbliche che combattono la lotta all’evasione di poter accedere ai dati personali”, ha sottolineato Pizzetti, ma “dobbiamo essere consapevoli che siamo in presenza di strappi forti allo Stato di diritto e al concetto di cittadino che né è la radice”. Secondo Pizzetti “è proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli” così come “è proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori”. La spinta al controllo e all’acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini che viene ad ogni livello dell’amministrazione pubblica, e in particolare nell’ambito locale, unita “all’ amministrazione digitale, a una concezione potenzialmente illimitata dell’open data e all’invocazione della trasparenza declinata come diritto di ogni cittadino di conoscere tutto, può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose”, ha denunciato Pizzetti. (Pif – 13 mar)
