All’indomani del confronto tra governo e parti sociali, che ha visto l’esecutivo indicare la data del 21-23 marzo per il varo della riforma del mercato del lavoro, la responsabile del Welfare Elsa Fornero “confida” nel fatto che un accordo possa essere trovato, sottolinea di “voler chiudere molto in fretta” e che “risulterebbe molto difficile capire il ‘no’ dei sindacati”. Al termine del round di ieri, il governo e i sindacati sono ancora su posizioni distanti, soprattutto per quanto riguarda i nodi degli ammortizzatori sociali e dell’articolo 18. Tanto che il segretario generale della Cgil Susanna Camusso aveva parlato di “passo indietro”, mentre per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni il rischio è quello di “un’ecatombe sociale”. Oggi Bonanni avverte che se non saranno modificate le proposte sugli ammortizzatori sociali e la mobilità il tavolo rischia di saltare: “Il governo deve stare attento, perché dopo la vicenda delle pensioni, se salta anche questo tavolo c’è una cesura non facile”. “L’entità del cambiamento è tale – sottolinea Fornero – che posso capire che l’interpretazione di primo acchito sia uno choc. Però io ritengo che la riforma sia una buona riforma e mi risulterebbe molto difficile capire da parte del sindacato italiano che non si dichiari d’accordo con una riforma che lavora per l’inclusione e l’universalità degli ammortizzatori sociali”. Sul tema delle risorse per gli ammortizzatori sociali, il ministro manda un messaggio chiaro ai sindacati: “E’ chiaro – afferma – che se uno comincia a dire no, perché dovremmo mettere una ‘paccata’ di miliardi e dire ‘poi voi ci dite di sì?’. Non si fa così”. (Roc – 13 mar)
