(24 mag) Francia, Belgio, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Spagna. E, ancora, New York, Isole di Capoverde, Isole Azzorre, Grecia, Marocco, Israele, Normandia, Malesia e Brasile. In tutti questi paesi i Kamefei, collettivo pugliese composto da Antonio Melegari, Stefano Calò, Dino D e Marco Nuzzo, ha portato le radici della tradizione salentina contaminate da moderne melodie vocali. “L’incontro con stili musicali lontani geograficamente è sicuramente impegnativo, ma anche molto intrigante” racconta Antonio Melagari (voce, fisarmonica e tamburello) che definisce l’ esperienze all’estero “preziose e fondamentali”: “E’ l’incontro, il confronto e la collaborazione il bello di questo lavoro”. Nei concerti dei Kamafei, che nel corso degli anni hanno collaborato e condiviso i palchi con musicisti di grande calibro (dai Sud Sound System agli Almamegretta, da Davide Van De Sfross a Daniele Sepe, passando per Moni Ovadia, Après La Classe, Mannarino e Caparezza), la pizzica tradizionale incontra e si confronta con le tradizioni del mediterraneo, legandosi ai suoni moderni e ai diversi stili del mondo d’oggi: reggae, dub, hip-hop, rock, flamenco-dub. “Cerchiamo di esportare la nostra musica – dice Melagari – anche se il nostro dialetto non è di facile comprensione. E’ sorprendente però, quando in Belgio come in Malesia, trovi un pubblico pronto ad ascoltarti e a seguire il tuo ritmo. A ripetere un ritornello o due semplici parole. Quando c’è la partecipazione del pubblico allora c’è vero spettacolo. C’è vera musica”. Il “punto di riferimento” dei Kamefei, come spiega Melegari, sono i Sud Sound System: “Sono stati loro a fare da apripista a un genere, a far conoscere in Italia e non solo il dialetto salentino. Il dialetto è la loro forza”. E proprio con i pionieri del raggamuffin italiano, i Kamafei hanno collaborato per l’album “Rispetto”, prodotto da Live Music e distribuito da Edel: “Tu sei la sola”, il primo singolo estratto dall’album, è infatti arricchito dalla collaborazione di Terron Fabio e Don Rico. Le voci dei Kamafei, un composto in griko che vuol dire “caldo che scorre”, s’incontrano con quelle dei SSS in nome dell’amore, “unico tema destinato a rimanere immutabile nei tempi nelle canzoni”. Amore e rispetto sono anche le motivazioni che hanno spinto i Kamafei a proporre la collaborazione ai Sud Sound System: l’amore per la propria terra, amore per le tradizioni, amore verso le persone. “Quel rispetto che troppo spesso viene a mancare e che se tocca il futuro, le nuove generazioni, – riflette Melegari alla luce dell’attentato di Brindisi – è squallido. E’ triste”. I Kamafei sono da poco rientrati dal Belgio, dove hanno preso parte all’Airbag Festival di Bruges. Dopo aver partecipato al Festival Les Traversée de Tathiou in Normandia dove hanno condiviso il palco con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna e partecipato al Rainforest World Music festival in Malesia e il tour in Brasile a novembre i Kamafei hanno scavalcato, infatti, per l’ennesima volta i confini italiani “per continuare il loro impegno nell’esportare la propria musica, le proprie radici e la propria innovazione al di fuori della Puglia e dell’intera penisola”. (Gil)
