L’ALTA MODA ROMANA CELEBRA BIANCA BALTI
Bianca Balti, simbolo di moda italiana, è la madrina di Altaroma che porta le sue sfilate di moda fino all’11 luglio a Roma. È lei, una delle top model più richieste e acclamate del mondo, la protagonista dell’opening della rassegna con l’inaugurazione della mostra “Bianca Balti. Immagini di una favola di moda”, allestita nel museo dei Mercati di Traiano fino al 2 settembre. Presentate 30 foto d’autore – da Karl Lagerfield a Paolo Roversi – dedicati alla modella che da anni riveste come figura di riferimento del made in Italy nel mondo della moda. La mostra – prodotta da Roma Capitale, assessorato alla Comunicazione e grandi eventi e con il patrocino di AltaromAltamoda – è curata da Stefano Dominella, presidente della storica maison romana Gattinoni. (PO / red)
AD AREZZO IL “NOPOP-ART” DI SCHIFANO
Fino al 5 agosto alla Galleria comunale d’arte contemporanea di Arezzo la mostra “Nopop-art!” di Mario Schifano, uno dei più discussi e apprezzati artisti italiani, per la prima volta nella città toscana per un’antologica che ne celebra la figura con importanti opere, tutte di rilevanti dimensioni, in cui è possibile “entrare” e smarrirsi. Il primo a portare sulla tela romana gli schermi televisivi, i giocattoli d’infanzia, le réclames della nuova epoca – quella del benessere irrispettoso e del consumo oltre il bisogno, Schifano è una delle personalità artistiche più controverse della seconda metà del Novecento italiano; creativo, geniale, sempre autentico, maledetto, ha saputo coniugare – senza mai volerlo – opera e vita, grazie a un’esistenza vissuta fino in fondo, tanto distratta quanto istantanea. (red)
A PADOVA LO SPORT VISTO DALLE DONNE
A Padova fino all’8 agosto, presso gli spazi espositivi del Centro culturale Altinate San Gaetano, si tiene la mostra “Lo sport nell’arte attraverso lo sguardo delle donne”, collettiva di dipinti, sculture e installazioni organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con il Coni Regione Veneto. Le artiste presenti in mostra, 41 in tutto e provenienti dalle diverse province del Veneto, fanno parte dell’associazione “Donne in collezionismo dal 1994” di Albignasego (Padova), intendono valorizzare il ruolo della donna all’interno delle diverse discipline sportive e propongono, nel contempo, motivi di più ampio approfondimento, legati non solo all’evidenza del corpo, ma anche alla sfera emotiva e psicologica e alle problematiche dell’identità femminile nel contesto della società contemporanea. (PO / red)
ELAD LASSRY: PRIMA GRANDE PERSONALE IN ITALIA
Il Pac – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano fino al 16 settembre, presenta la prima mostra monografica che un’istituzione museale italiana dedica al lavoro di Elad Lassry (1977, Tel Aviv; vive e lavora a Los Angeles). La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano e dal Pac, ad oggi rappresenta la più ampia panoramica mai realizzata sul lavoro del 35enne artista israeliano, che il pubblico italiano ha già avuto modo di apprezzare nell’ultima edizione della Biennale di Venezia. Il lavoro di Lassry è caratterizzato da una riflessione sull’ubiquità dell’immagine nella società contemporanea e sulla possibilità di ridefinire codici visivi conosciuti e abitudini interpretative. Nella mostra vengono presentate un’ampia selezione di opere a parete, quattro film, nuove opere di scultura e un’installazione che fonde fotografia, scultura e architettura realizzata appositamente per il Pac. L’universo visivo di Elad Lassry è privo di parole: non soltanto i suoi film sono muti ma, più in generale, la perfezione formale delle sue immagini e la loro elaborata costruzione fanno sì che la possibilità che un’immagine significhi o racconti qualcosa venga per un attimo sospesa. Più che lo spazio di una narrazione, le immagini di Lassry sono una superficie sulla quale si riflettono seduzione e repulsione, ambiguità e straniamento. Una serie di stratagemmi formali messi in atto creano ulteriori forme di ambiguità a livello percettivo: tra l’immagine e la sua cornice, infatti, Lassry stabilisce corrispondenze cromatiche che rafforzano l’oscillazione tra bidimensionalità e tridimensionalità, trasformando l’immagine stessa in un oggetto che sembra prossimo alla scultura, mentre l’assenza di luce naturale produce un’intensità cromatica che acuisce la tattilità delle immagini. Gran parte del lavoro di Elad Lassry consiste in una riflessione sull’atto stesso del vedere, sulla costruzione della rappresentazione e su come noi stessi guardiamo le immagini, proiettando su di esse significati che sono loro estranei e che provengono dalla nostra stessa esperienza autobiografica e culturale. Per Lassry, infatti, l’atto dell’inquadratura non è soltanto un dispositivo formale nelle mani dell’artista ma è anche, e soprattutto, un dispositivo interpretativo che fa appello alla posizione dello spettatore: è per questo motivo che le sue immagini non sono accompagnate da una precisa spiegazione né la loro origine è in alcun modo chiarita. (red)
NELLE MARCHE OMAGGIO A LODOLA
Fino al 28 luglio la Galleria Opus di Grottammare dedica una mostra a Marco Lodola che presenta una scultura luminosa di grandi dimensioni ed alcune opere recenti. Marco Lodola (Dorno, 1955) conclude i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze con una tesi sui Fauves. Nei primi anni 80, insieme ad altri artisti, fonda il movimento del Nuovo Futurismo di cui Renato Barilli è stato il principale teorico. Si susseguono importanti mostre personali e collettive nelle principali città italiane ed europee. Molte le sue collaborazioni con grandi industrie. Nel 1994 viene invitato ad esporre negli ex archivi della città imperiale di Pechino. Nel 1996 comincia a lavorare anche negli Stati Uniti. Nello stesso anno partecipa alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Scultura di Montecarlo. Vanta innumerevoli eventi, partecipazioni, premi e collaborazioni tra cui ricordiamo tra i più recenti la partecipazione nel 2009 alla Biennale di Venezia e all’edizione successiva del 2011 con l’installazione Ca’ Lodola alla Ca’ D’oro sul Canal Grande. (red)
