“Massima fiducia a Beppe Grillo, basta con le petizioni al Pd, Gargamella restituisci i rimborsi elettorali”, “Non votare la fiducia ad un governo con il Pd è una cosa del tutto irrazionale. Vuol dire che lo scopo del movimento è semplicemente bloccare il Paese finché non si raggiungerà il 51% dei voti”. L’ atto secondo della tragicommedia sull’ appoggio al Pd, destinata a prolungarsi almeno fino alla prima riunione delle Camere il prossimo 15 marzo, si compie ancora una volta fra le righe del blog di Grillo. Ad animare il dibattito, mentre l’ ex comico manda un messaggio distensivo nei confronti di Giorgio Napolitano che in Germania “ha tenuto la schiena dritta”, è un post di Claudio Messora che invita eletti ed elettori del Movimento a non “farsi fregare” da questi “vecchi squali della politica” che “conoscono tutti i trucchi possibili per fare tutto l’ ostruzionismo di questo mondo, per cui, conoscendo la tattica della melina meglio di chiunque altro, avendola praticata per intere legislature, prometteranno per l’ ennesima volta di tagliarsi gli stipendi, di togliere i rimborsi e tutto il resto, ma poi troveranno tutte le scuse per ritardare fino ad arenare ogni progetto di legge del M5S”. Insomma, conclude Messora dopo aver accusato i promotori delle petizioni favorevoli a un accordo con Bersani di essere degli infiltrati, “tutt’ al più, se proprio Pdl e Pd-L ci tengono alla governabilità, possono sempre votare, loro, la fiducia al primo governo targato MoVimento 5 Stelle”. Una provocazione a cui lo stesso Bersani replica: “Grillo non pensi di scappare dalle sue responsabilità con delle battute”. Un’ ipotesi che scatena da subito, come già avvenuto ieri dopo le accuse di Grillo a “Bersani morto che parla”, centinaia di commenti, pro e contro, dei frequentatori del blog, fra cui si fa avanti un desiderio preciso che forse eviterebbe contrapposizioni interne: “Invece di blaterare a vanvera – scrive un militante – non sarebbe meglio fare una votazione online per tutti gli iscritto al M5S per sapere, quanti di noi voterebbero la fiducia ad un governo Bersani??? Altrimenti che razza di democrazia dal basso è questa???”. Un altro militante, che si definisce “iscritto al M5S fin dagli albori” chiedendo allo staff di Grillo di verificare, replica così a Messora: “Non è possibile che qualsiasi cosa Grillo dica sia non solo giusta, ma anche sacrosanta. Credo sia giusto, se davvero il movimento è democratico (e ho scommesso la mia reputazione ed il mio tempo, in questi anni ed in questi mesi, giurando che lo fosse), che decisioni così importanti siano, appunto, sottoposte ad un voto democratico”. In discussione nella Rete c’è il principio del cosiddetto “uno vale uno” portato avanti dal Movimento, e che sarà al centro dell’ assemblea degli eletti che si terrà all’ inizio della prossima settimana: “Le nostre linee guida – ha spiegato la neodeputata Giulia Sarti – le decidiamo assieme la prossima settimana. Lunedì e martedì. Il resto sono favole. Noi 162 parlamentari ci chiudiamo in un albergo di Roma e discutiamo. In diretta streaming. Cariche, obiettivi, ruoli, patti. Conta il gruppo”. (28 feb – Caf)