(12 lug) La crisi economica fa tremare anche la tutela della salute dei più piccoli. E la cinghia delle famiglie continua a stringersi: l’80% dei genitori di bambini fra zero e 14 anni (8,3 milioni secondo l’Istat) ammette di avere difficoltà economiche a garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate ai propri figli, limitandole allo stretto necessario anche per ciò che riguarda quelle primarie. Questo dato fortissimo emerge, con molti altri, da due indagini parallele, condotte su 600 pediatri di famiglia e 1000 genitori di tutta Italia, presentate a Milano in occasione della giornata di presentazione di Paidòss, il nuovo Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, nato da una iniziativa di Giuseppe Mele, presidente uscente FIMP. Secondo i pediatri, il 54% ha tagliato le spese per controlli diagnostici e specialistici, il 60% anticipa lo svezzamento per risparmiare. Infatti il latte artificiale nel 55% dei casi è scelto dalle famiglie solo in base al prezzo e non più seguendo solo il consiglio del pediatra, mentre poco più del 35% non può dare adeguato spazio al ‘baby food’, cibi espressamente studiati e prodotti per bambini. Cresce dunque l’allarme fra gli addetti ai lavori, che con la crisi temono anche una riduzione dei servizi di assistenza per i bimbi con patologie croniche e una diminuzione degli accessi ambulatoriali e delle visite specialistiche necessarie. Una situazione da affrontare al più presto.
http://www.paidoss.it/public/uploads/attivita/studi_ricerca/PAIDOSS_infografica_n1C_web.pdf
