Sono stati resi noti i risultati annuali dello European Communication Monitor (ECM), la più importante indagine internazionale condotta su un panel di oltre 2.700 professionisti della comunicazione di 43 Paesi europei, giunta quest’anno al settimo anno di edizione. Maggiore orientamento alla comunicazione internazionale ma scarse strutture e strategie, minore divario digitale trans-generazionale, integrazione dei social media nel media mix dell’organizzazione: questi alcuni dei principali risultati della settima survey realizzata da EUPRERA (European Public Relations Educations and Reaserch Association) e l’EACD (European Association of Communication Directors), con il supporto di Ketchum, società globale di comunicazione. Per sette professionisti su dieci la comunicazione internazionale è parte dell’attività quotidiana e diventerà molto più importante nei prossimi tre anni: In Italia, questo punto di vista è stato condiviso da 73 professionisti su cento. In netto contrasto con ciò, però, solo una minoranza di aziende in Europa ha predisposto strutture e programmi adeguati per la comunicazione internazionale; in Italia lo dichiara solo il 44,6% dei professionisti, rispetto ad una media europea del 47,3%: c’è quindi molto spazio di miglioramento per le aziende italiane. (Pap – 17 lug)