• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio Notiziario

del 10 maggio 2007

it@withub.it by it@withub.it
10 Maggio 2007
in Archivio Notiziario
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Giovedì 10 Maggio 2007- Anno XII – Numero 20 – Direttore Isabella Liberatori

 Questo
notiziario viene inviato a tutti gli utenti indicati dalla DGIEPM del Ministero
degli Esteri, quale servizio
informativo offerto ai media in lingua italiana operanti all’estero.  

SOMMARIO
1 Attualità
8         Economia
11        Società
14        Sport
16        Europa
18        Regioni
24        Speciale Cgie
34        Italiani nel Mondo
47        Speciale
Tfr

Attualità

 Napolitano: “Maggiore
attenzione per le vittime dei reati”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Ribadisco la convinzione che la pena detentiva debba essere riservata a
chi commette crimini che destano allarme, che ledono gravemente valori e
interessi preminenti e intangibili”. Così il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha parlato l’8 maggio commentando la situazione delle
carceri italiane. In visita al penitenziario di Rebibbia, a Roma, Napolitano ha
insistito molto sulla necessità di dare maggiore attenzione alle vittime delle
pene, nella speranza che la detenzione sia riservata ai reati di maggiore
gravità. Il capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Giustizia
Clemente Mastella e dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, è stato
accolto dal coro “Amnistia, amnistia”. La visita è iniziata incontrando le
detenute e visitando il reparto nido, per poi passare nella casa circondariale
maschile. il presidente ha auspicato la necessità di norme “rapide e
comprensive” per misure alternative alle detenzione per le madri, sia italiane
che straniere. Impegno analogo nei riguardi dei detenuti maschili, soprattutto
per quanto riguarda il “reinserimento nel mondo del lavoro” al termine della
detenzione. Occorre garantire “la sicurezza della comunità” e varare norme che
“nello stesso prevedono misure alternative più credibili ed efficaci ai fini
del recupero del condannato, prestando maggiore e più concreta attenzione verso
le vittime del reato”. In Parlamento “si deve ripensare l’intero sistema
sanzionatorio e della gestione delle pene” per “la ricerca di soluzioni
condivise”. Difendendo il provvedimento dell’indulto di un anno fa, il
presidente ne ha sottolineato l’importanza soprattutto “per rendere più
vivibili e degne le carceri italiane”.

Un provvedimento necessario, anche per Mastella che “ha
ricondotto le carceri umane in condizioni di legalità”. Davanti ai detenuti il
ministro ha sottolineato che il provvedimento “ha comportato l’adeguamento
della presenza dei detenuti entro i limiti regolamentari, senza produrre,
statistiche alla mano, alcuna crescita dei fenomeni criminali” al contrario,
“l’analisi dei flussi di rientro ha dimostrato come la recidiva dei soggetti
beneficiari del provvedimento di clemenza si sia mantenuta all’interno di
limiti certamente molto più bassi delle attese”. “Siamo appena al 12% di
rientrati in carcere”, ha spiegato Mastella. Nel ricordare le iniziative
seguite all’indulto, il Guardasigilli ha aggiunto che “si è operato un rilancio
delle attività penitenziarie e di trattamento, si è voluto così affermare un
modello di detenzione costruito attorno alla persona umana”. Per arginare la
criminalità, l’obiettivo è quello “di una ridefinizione dei contenuti della vita
detentiva, offrendo a quanti lo vogliano un’opportunità effettiva di riscatto e
l’occasione di iniziare una nuova vita”. Le parole del presidente hanno
scatenato una lunga serie di reazioni. Tra i più critici, il “disobbediente”
del Prc Francesco Caruso. “Mastella e Napolitano hanno perso una buona
occasione, oggi a Rebibbia, per affrontare con coraggio la questione
dell’amnistia, provvedimento quanto mai necessario per dare una logica ed una
efficienza al provvedimento dell’indulto – ha commentato Caruso -. L’indulto
infatti è stato un provvedimento necessario ma non sufficiente. Per la prima
volta nella storia della Repubblica si è approvato un provvedimento di indulto
senza affiancarlo ad un congiunto atto di amnistia”.

Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato
della Rosa nel Pugno, in relazione alle parole di Napolitano, ha dichiarato che
“dopo una campagna demagogica e allarmistica, le parole sacrosante del
presidente Napolitano sull’indulto rendono finalmente giustizia a un provvedimento
che è riuscito quantomeno a sgravare di un terzo il carico umano che soffriva
la condizione disastrosa delle prigioni”. “Si tratta della vita e della dignità
– continua il segretario – di almeno 18 milioni di cittadini italiani – stiamo
parlando del 30 per cento della popolazione – in attesa da dieci o quindici
anni di una decisione giudiziaria essendo parti in causa negli attuali 9
milioni di processi pendenti”. Il carcere è “parte integrante, con la ricchezza
di sentimenti e valori che anche tra queste mura possono emergere”, ha
affermato invece il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Ettore Ferrara, ringraziando Napolitano per la visita. Rispettando il giudizio
espresso dal presidente, non sembra pienamente d’accordo la deputata di Idv
Silvana Mura, che ha dichiarato: “Penso che la forte domanda di legalità e
ordine che giunge dai cittadini delle principali città italiane e di cui si
sono fatti portatori alcuni importanti sindaci meriti una risposta molto
diversa da quella offerta da chi coglie immediatamente l’occasione per chiedere
un’inaccettabile amnistia. I detenuti hanno sicuramente diritti che vanno
rispettati, ma li hanno anche i cittadini onesti che sono vittime e non
colpevoli di reati”.

 

 

Prodi: “Conti in salute,
l’economia è risanata”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Abbiamo risanato le finanze pubbliche in un anno, e ore è più facile
procedere lungo la strada del cambiamento”. Sono parole di Romano Prodi che,
intervenuto a un convegno sul Business italiano che si è tenuto all’hotel
Excelsior di Roma, mostra “con orgoglio” le stime di crescita del Paese, anche
sulla scorta della recente promozione ottenuta in sede Europea. “Il processo
ormai è riavviato – ha spiegato il premier – e io sono fiducioso che il Paese
ce la farà. La ripresa economica è in atto e l’Italia ha tutte le possibilità
di sfruttarla al massimo; in solo un anno siamo passati dalla polmonite alla
buona salute. Noi abbiamo previsto un disavanzo del 2,3 per cento del Pil, e
anche se l’Unione Europea ha fatto una valutazione addirittura inferiore a
questa, noi preferiamo essere prudenti”. “Certo – ha ammesso – abbiamo adottato
una strategia severa per la finanza pubblica, consapevoli dell’elevato prezzo
politico da pagare. Ma i risultati ci sono e tutti, dalla Ue all’Fmi fino a
Moody’s, hanno detto di approvare e sostenere la nostra azione”. Non c’è solo
l’ottimismo nelle parole del presidente del Consiglio, che non risparmia
qualche affondo ha chi ha espresso delle critiche nelle ultime settimane:
“C’è stata un’indecente discussione sulla chiusura dell’Italia ai capitali
stranieri – ha osservato – una discussione non fondata sui fatti. Ora,
finalmente – ha aggiunto citando anche il caso Telecom-Telefonica – si comincia
a distinguere bene tra propaganda e fatti concreti”.

“In realtà – ha sottolineato Prodi – sarebbe auspicabile che
tutti i paesi fossero aperti ai capitali internazionali come l’Italia: sarei
curioso di vedere il caso Telecom ‘esportato’ in altri paesi europei o negli
Stati Uniti, dove il governo mette pesantemente le mani ogni volta che qualche
straniero interviene”. Tornando ai temi di politica economica interna, il
presidente del Consiglio ha ribadito l’abolizione del cuneo fiscale annunciata
ieri. “L’intera misura vale 7 miliardi di euro – ha spiegato – e con
questa riduzione così significativa dei costi del lavoro avremo risorse in
eccesso che mi auguro vengano investite in innovazione, ricerca e sviluppo”.
Intanto il presidente del Consiglio può rallegrarsi anche per i confortanti
risultati che arrivano dalla lotta all’evasione fiscale: nel 2006, infatti, il
95 per cento dei controlli è andato a buon fine, con un conseguente aumento
delle somme riscosse del 49 per cento. Ovvero, da 2,3 a 3,4 miliardi di euro.
Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, l’attività
sarà inoltre potenziata con una particolare attenzione a determinate categorie
di contribuenti. “Di certo aumenteremo del 56% i controlli nei confronti
delle grandi imprese – ha spiegato – mentre raddoppieremo il ricorso alle
indagini finanziarie”.

Inoltre proprio in questi giorni stanno partendo 120 mila
avvisi a commercianti, artigiani e imprenditori interessati dagli studi di
settore, in relazione a situazioni che denotano anomalie o valori in
contraddizione: “Tutte cose – ha spiegato lo stesso Romano – che possono essere
verificate dagli stessi contribuenti”. “Quanto raggiunto finora – ha poi
spiegato, commentando i dati diffusi – è in linea con le previsioni della
Finanziaria, che puntava a recuperare circa 7 miliardi”. A determinare questa
impennata del gettito c’è stato soprattutto l’intensificarsi dei controlli, con
accertamenti sulle imposte dirette che nel 2006 sono passati da 85.438 a
137.444, e verifiche da 2.701 a 3.021. Scendendo nel dettaglio dei dati, gli accertamenti
del 2006 relativi a Irap e Iva sono ammontati a 419.924 (+14% rispetto al 2005)
per una maggiore imposta accertata di 13,1 miliardi, in leggero calo rispetto
ai 13,8 miliardi dell’anno precedente. Le somme effettivamente incassate, come
detto, sono ammontate a 3,4 miliardi rispetto ai 2,3 miliardi del 2005, con un
incremento del 49%. Poco meno della metà di tali introiti, 1,5 miliardi (+38%)
arriva da adesione del contribuente all’accertamento, e quindi senza ricorrere
al contenzioso.

 

 

Alitalia, nuovo sciopero del
personale di volo: aerei a terra il 21 maggio

 

(9colonne Atg)
ROMA – Alitalia ancora nella bufera: il personale di bordo, dopo la nuova
interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro di
categoria, ha infatti deciso di proclamare una nuova agitazione. A seguire lo
sciopero del 3 maggio scorso, hostess e steward della compagnia di bandiera si
fermeranno ancora una volta per 24 ore. Data prevista: il prossimo 21 maggio.
Ancora un’azione di protesta, dunque, decisa da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl,
Sdl in seguito al rifiuto di ieri sera, della proposta di accordo al tavolo
delle trattative. Salterà, inoltre l’incontro previsto dei sindacati con il
presidente di Alitalia Berardino Libonati, nell’ambito del processo di privatizzazione
dell’azienda. In una nota i sindacati fanno sapere che “il disagio dei
lavoratori, la violazione degli accordi sottoscritti, il peggioramento
progressivo e inarrestabile del clima, l’inaccettabile atteggiamento di
chiusura assunto dall’ azienda impongono una ulteriore presa di distanza dalle
responsabilità in capo all’azienda ed all’azionista di riferimento che,
necessariamente, dovranno assumersi ogni onere su quanto accadrà nel prossimo
immediato futuro”. I sindacati confermano comunque la “disponibilità al
confronto su basi di reciproco rispetto ed invitano le istituzioni ad offrire
un contributo per la gestione di una vertenza che diventa di ora in ora sempre
più insostenibile”. La nota spiega che l’incontro sospeso ieri notte “appare
fortemente condizionato da interferenze che niente hanno a che vedere con i
diritti dei lavoratori, ma riguardano solo posizioni di potere all’interno di
Alitalia, senza preservare il valore rappresentato dall’ azienda stessa”.

Gli assistenti di volo – sottolineano ancora i
rappresentanti dei lavoratori – chiedono “il rispetto degli accordi
contrattuali degli organici necessari e delle competenze economiche previsti
dal precedente contratto, compreso il recupero inflattivo”. La situazione della
compagnia aerea nazionale è tornata dunque a essere oggetto di dibattito
politico. Solidarietà ai dipendenti dell’Alitalia da parte del deputato
dell’Idv Egidio Pedrini, per il quale “i lavoratori sono giustamente
preoccupati per il loro futuro ed hanno ragione poiché se continua così ci
ritroveremo con altri 12000 esuberi che dovranno essere ricollocati”. Sul
versante della privatizzazione dell’Alitalia, sono invece intervenuti il
presidente del Consiglio Romano Prodi e il suo vice, Francesco Rutelli. Secondo
il premier “il processo di privatizzazione” in atto è “un esempio di
trasparenza e correttezza” che ha smentito anche chi, come l’Economist, lo
aveva criticato”, come dimostra il fatto che ci siano “tre gruppi, di cui due
stranieri, che ci stanno scommettendo”. E proprio agli acquirenti si è rivolto
il ministro per i Beni culturali che ha auspicato che “chi acquista faccia gli
interessi del sistema Italia e migliori l’offerta nazionale”. “Contrasterò
l’acquisto della compagnia per farla diventare un servizio regionale in favore
di un nostro competitor” ha concluso Rutelli.

 

 

Il Senato intitola una sala
a Raciti: “Continua a vivere con noi”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Mio marito continua a vivere con noi, lui sarà sempre con noi con il
suo esempio ed il suo ricordo. Lo dico sempre anche ai miei figli, lui vive
attraverso i nostri sorrisi, i nostri occhi, il nostro esempio. Il nostro è un
impegno a non dimenticare per poter fare”. A parlare con voce rotta
dall’emozione è Marisa, la vedova di Filippo Raciti, l’ispettore di polizia
ucciso nel corso degli incidenti a margine di Catania-Palermo. L’8 maggio la
signora Raciti, insieme con i figli Fabiana ed Alessio, ha partecipato a
Palazzo Madama, all’inaugurazione di una sala del Senato attigua all’Aula,
dedicata alla memoria del marito e la cui targa scoperta dal presidente del
Senato, Franco Marini e dal ministro dell’interno, Giuliano Amato, recita: “Il
Senato della Repubblica, con l’ispettore Filippo Raciti, morto nell’adempimento
del proprio dovere, ricorda tutti gli operatori delle forze dell’ordine caduti
per garantire la sicurezza della vita democratica”. La vedova Raciti si scusa
con i giornalisti per l’emozione “perché non sono abituata a stare davanti alle
telecamere, mi trovo proiettata in un ruolo che non è il mio”, ma colpisce la
sua dignità e coraggio nel ricordare il marito che per lei è come se “fosse
stato lapidato, gli è arrivato addosso di tutto e la cosa più brutta e crudele
e che sono stati dei giovanissimi ad ucciderlo”. Per Marisa Raciti
ricordare suo marito significa “impegnarsi ad educare ed onorare il suo
ricordo”.

“Un servitore dello Stato fedele ed orgoglioso”, con
queste parole, prese a prestito dall’arcivescovo di Catania e proferite
nell’omelia delle esequie di Filippo Raciti, il presidente del Senato, Franco
Marini, ha ricordato oggi, durante la cerimonia di Palazzo Madama, l’ispettore
deceduto il 2 febbraio scorso a Catania negli incidenti con i tifosi. Per
Marini quel giorno è successo “qualcosa di irrazionale, all’interno ed
all’esterno di uno stadio che doveva celebrare un avvenimento sportivo
importante della regione e che ha visto lo scatenarsi di una violenza
fortemente preoccupante perché inspiegabile con molti giovani che hanno
partcecipato a questa specia di guerriglia che ha sconvolto Catania”. Marini,
sotto lo sguardo degli occhi lucidi della vedova Raciti le si rivolto per “dare
un saluto ed un abbraccio da parte di tutti i senatori” e che “mai come questa
volta sono stati uniti nel desiderio di decicare questa sala a suo marito, c’è
stata un’assoluta unità”. Per Marini, questa iniziativa del Senato “vuole
essere un riconoscimento partecipato, unanime ed un rispetto profondo del
Senato a tutte le forze dell’ordine che garantiscono 24 ore su 24, l’equilibrio
e la sicurezza quotidiana della nostra vita civile”. “Credo che incontriamo la
partecipazione ed il consenso di tutto il Paese – ha aggiunto ancora Marini –
quando accadono queste tragedie toccano i sentimenti familiari e voglio
ricordare una frase che lei, singora, disse nel giorno del funerale di suo
marito “noi vogliamo muoverci affinché non ci siano altre famiglie che debbano
provare lo stesso dolore”. Marini ha sottolineato che “continuera questo
ricordo, affetto e vicinanza dello Stato a lei e i suoi ragazzi”. Marisa
Raciti, dopo la cerimonia, ha assistito all’apertura dei lavori dell’Aula del
Senato, durante la quale la seconda carica dello Stato ha ricordato l’esempio
di Filippo Raciti.

“Voglio sottolineare la totale unanimità del Senato e
di tutti i gruppi parlamentari per questa iniziativa in ricordo di Filippo
Raciti, un grande servitore dello Stato, questa unanimità fu la stessa che
portà all’approvazione del decreto governativo sulla violenza degli stadi
varato subito dopo i tragici eventi di Catania”. E’ quanto ha affermato
invece il ministro dello Sport Giovanna Melandri commentando con i cronisti la
figura di Raciti. Per il ministro dello Sport, il “decreto antiviolenza ha
già prodotto dei risultati, ha inasprito le sanzioni ed ha agito con
determninazione per trasformare gli stadi italiani in luoghi sicuri”.
“Oggi, ricordando l’ispettore Raciti – ha aggiunto la Melandri – credo che sia
doveroso farlo anche attraverso l’azione del governo, del Parlamento, che ha
sostenuto con grande forza questa scelta”. Alla cerimonia erano presenti anche
il capo della polizia Giovanni De Gennaro, con il suo vice, Antonio Manganelli,
il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Gianfranscesco Siazzu, il
comandante generale della guardia di Finanza, Roberto speciale, il presidente
del Coni Giovanni Petrucci e quello della Figc Giancarlo Abete. Per i politici
presenti quasi tutti i presidenti dei gruppi parlamentari, Anna Finocchiaro
(Ulivo), Manuela Palermi (Verdi-Pdci), Renato Schifani (Fi), Francesco
D’Onofrio (Udc). Oltre a Marini, alla cerimonia c’erano anche tutti e quattro i
vicepresidenti del Senato, Milziade Caprili (Prc), Gavino Angius (Sd), Mario
Baccini(Udc) e Fracesco Calderoli (Lega).

 

 

Viaggio in Brasile per Papa
Benedetto XVI

 

(9colonne Atg)
ROMA – Dal 9 al 14 maggio, in occasione dell’apertura della quinta conferenza
generale dell’episcopato latinoamericano e dei Caraibi, la visita in Brasile,
la prima nel continente sud-americano, di Benedetto XVI. Grande attesa per le
parole che il Papa pronuncerà ne corso del viaggio, considerato un “prova del
fuoco”: “In due anni di pontificato – nota il vaticanista dell’Espresso Sandro
Magister – né il Brasile né l’America latina sono mai apparsi al centro della
sua attenzione, nonostante lì vivano cinquecento milioni di cattolici, quasi la
metà del miliardo e cento milioni di cattolici di tutto il pianeta”. “Lampi di
passione per questo continente – prosegue Magister nella sua newsletter –
Joseph Ratzinger li aveva fatti balenare nei primi mesi dopo l’elezione a papa.
Aveva fissato lui, il 7 luglio 2005, il tema della quinta conferenza generale
dei vescovi dell’America latina e dei Caraibi: ‘Discepoli e missionari di Gesù
Cristo’. Quinta dopo quelle di Rio de Janeiro nel 1955, di Medellín nel 1968,
di Puebla nel 1979 e di Santo Domingo nel 1992: aveva voluto lui che l’altra
frase del titolo: ‘Perché tutti abbiano la vita’ finisse specificando: ‘in
Lui’. E che fosse aggiunta l’affermazione dello stesso Gesù: ‘Io sono la via,
la verità e la vita’. Aveva stabilito lui la data e il luogo. Nell’ottobre del
2005, durante il sinodo dei vescovi, incontrando alcuni cardinali sudamericani
chiese loro a bruciapelo quale fosse in Brasile il più frequentato santuario
della Madonna. ‘L’Aparecida’, gli risposero. E il papa: ‘Vi riunirete lì. Nel
maggio del 2007. E io ci sarò’”. Il discorso che Giovanni Paolo II pronunciò
nel 1979 a Puebla, in Messico – prosegue Magister – “ebbe un impatto forte,
inaugurò la decennale battaglia che Roma avrebbe poi combattuto e vinto, con
l’apporto inflessibile dell’allora cardinale Ratzinger, contro l’utopia
marxista nelle vesti della teologia della liberazione”.

Ma da quando Wojtyla mise piede in Messico nel 1979 e l’anno
dopo in Brasile, oggi non sono più al potere regimi reazionari ma progressisti,
in Brasile, Cile, Uruguay, Argentina. “Mentre in Venezuela, Bolivia, Ecuador,
Nicaragua – ricorda Magister – domina il populismo di Chávez, Morales, Correa,
Ortega. Il marxismo caro alla teologia della liberazione resiste solo a Cuba.
La religione dei nuovi regimi populisti è semmai l’indigenismo, sono i miti
dell’America precristiana. Ma un cambiamento non meno forte è avvenuto sul
terreno religioso. Nel 1980, quando Giovanni Paolo II si recò per la prima
volta in Brasile, i cattolici avevano il quasi monopolio, erano l’89 per cento
della popolazione. Al censimento del 2000 erano scesi al 74 per cento e oggi a
San Paolo, a Rio e nelle aree urbane sono addirittura sotto il 60 per cento.
Contemporaneamente sono aumentati i senza religione – dall’1,6 per cento del
1980 al 7,4 per cento del 2000 – ma soprattutto i protestanti d’impronta
pentecostale. Questi ultimi sono passati dal 5 per cento del 1980 al 15 per
cento e nelle aree urbane anche al di sopra del 20. Ma c’è di più: lo spirito
del pentecostalismo raccoglie un numero crescente di seguaci anche tra chi
continua ad appartenere alla Chiesa cattolica”, un fenomeno che interessa anche
l’Africa, l’Asia e il Nordamerica. In Brasile, infatti, un cattolico su tre può
essere oggi ascritto a questa tendenza, che “ama un cristianesimo puritano, comunitario,
impegnato sulla scena pubblica, con forte spirito di missione”. Magister
ricorda ancora che Giovanni Paolo II, a Santo Domingo nel 1992, bollò come
“lupi rapaci” le comunità pentecostali protestanti, “che in effetti
sono spesso aggressive contro i simboli del cattolicesimo, dalla Madonna al
papa. Lo stesso Ratzinger, in una conferenza del 13 maggio 2004, accusò gli
Stati Uniti di promuovere ‘la protestantizzazione dell’America latina e il
dissolvimento della Chiesa cattolica’. Ma da papa, lo scorso 17 febbraio, ha
richiamato piuttosto la Chiesa
a interrogare se stessa”. Da qui il forte accento sulla figura di Gesù che con
cui il pontefice marchierà il suo viaggio. Per tentare di scalzare, nota ancora
Magister, la figura di quel “Gesù umanizzato e politicizzato dei libri di Jon
Sobrino”, il teologo della liberazione condannato lo scorso inverno dalla
Congregazione per la dottrina della fede, interprete di una dottrina che venne
criticata severamente nel 1984 e poi nel 1986 da due documenti firmati dall’allora
cardinale Joseph Ratzinger, ma che “influenza tuttora larghi strati della
Chiesa latinoamericana”.

Se il peruviano Gustavo Gutiérrez, autore nel 1971 del libro
“Teologia della liberazione” che diede inizio alla corrente teologica
dello stesso nome, è rientrato nelle grazie del Vaticano (lo scorso mercoledì
delle ceneri ha partecipato al rito con il Papa a Roma), il gesuita Jon
Sobrino, basco emigrato nel Salvador, “ha tenuto ferme le sue posizioni anche
dopo che la
Congregazione
per la dottrina della fede ha condannato nel
novembre scorso (ma la sentenza è stata emessa a marzo), dopo un procedimento
di analisi durato due anni, due suoi libri: “Jesucristo liberador. Lectura
histórico-teológica de Jesús de Nazaret”, del 1991, e “La fe en
Jesucristo. Ensayo desde las víctimas”, del 1999, tradotti in italiano
dall’editrice Cittadella di Assisi. E, al santuario dell’Aparecida, papa
Ratzinger non potrà che ribadire le ragioni di quella sentenza di condanna,
imponendo la sua rotta alla Chiesa latinoamericana, nella quale personaggi come
il cardinale Paulo Evaristo Arns, già arcivescovo di San Paolo del Brasile e
altri alti prelati, non nascondono la loro simpatia per le tesi di Sobrino. Una
rotta, quella del Papa, indicata fin dal titolo all’assemblea generale in
programma all’Aparecida: “Discepoli e missionari di Gesù Cristo, perché i
nostri popoli abbiano la vita in Lui”. Assieme alle parole di Gesù nel
Vangelo di Giovanni: “Io sono la via, la verità, la vita”. “La
sentenza vaticana – scrive Magister – riconosce a Sobrino di prendersi
giustamente cura dei poveri e degli oppressi – che è imperativo essenziale per
tutti i cristiani – ma lo accusa di sminuire, in nome della liberazione dei
poveri, i tratti essenziali di Gesù: la sua divinità, il valore salvifico della
sua morte”. Nel dicembre scorso lo stesso Sobrino ha scritto di non poter
accettare la sentenza, perché non vuole arrendersi a quelli che denuncia come
trent’anni di diffamazione e di persecuzione da parte degli ambienti vaticani
contro la teologia della liberazione. Tra i vescovi osteggiati da Roma perché
simpatizzanti con i teologi della liberazione Sobrino ricorda, oltre a Oscar
Romero, l’arcivescovo di San Salvador ucciso nel 1980 e suo amico (del quale
lamenta il continuo rinvio, in Vaticano, della causa di beatificazione: per la
cronaca anche Sobrino sfuggì per un caso, era all’estero, ad un massacro di
religiosi, il 16 novembre 1989, a San Salvador), il brasiliano Helder Camara,
il messicano Samuel Ruiz e Leonidas Proaño dell’Ecuador. Di più. Nella sua
lettera Sobrino indica come il più accanito persecutore della teologia della
liberazione il cardinale Alfonso Lopez Trujillo. E non risparmia critiche anche
allo stesso Ratzinger.

 

 

Conflitto d’interessi: è
ancora scontro fra i poli

 

(9colonne Atg)
ROMA – Il centrodestra si stringe attorno a Silvio Berlusconi: “Lo vogliono
eliminare”. Il centrosinistra risponde: “E’ una legge che va fatta, è un
impegno con gli elettori”. Non si ferma lo sollevato dalla legge sul conflitto
d’interessi. Dopo le dichiarazioni del presidente di Forza Italia che ha
accusato l’Unione di voler condurre un’azione di “killeraggio” nei confronti
degli oppositori politici e di voler “eliminare il più pericoloso concorrente”,
proseguono gli “attestati di solidarietà” degli esponenti della Casa delle
libertà nei confronti del loro leader. “In Italia sono stati cancellati dalla
scena innumerevoli politici con il voto degli elettori – dichiara il presidente
dei senatori di An, Altero Matteoli – La sinistra al governo vorrebbe farlo con
leggi su misura. Non è democratico ed è contro la costituzione. Lo è ancor più
nel caso di Berlusconi, che è stato già premier ed è il leader del maggior
partito italiano”. Maurizio Gasparri, capogruppo di An alla Camera, aggiunge:
“Con la sortita sul conflitto di interessi Prodi ha ottenuto due risultati
negativi: spaccare il suo schieramento, nel quale perfino ministri dicono no
alla legge anti Berlusconi, dimostrare al Paese che preferisce vendette contro
gli avversari politici piuttosto che il taglio delle tasse e dell’Ici”.

Secondo Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia
cristiana per le autonomie, “l’Unione andrà a sbattere se punta a disarcionare
Berlusconi. Questa del conflitto di interessi è solo la volontà punitiva dei
sinistri nei confronti del leader dell’opposizione”. Anche Isabella Bertolini,
deputata di Forza Italia, accusa l’Unione di essere “nel caos” e di voler
“epurare Berlusconi dalla vita politica”. Faremo le barricate”, conclude. Dal
centrosinistra, Dario Franceschini, capogruppo dell’Ulivo alla Camera, assicura
che non si tratta di approvare una legge contro Berlusconi ma di rispettare un
impegno preso con gli elettori, gli stessi che, dieci anni fa, dopo che la
mutata situazione politica aveva fatto saltare le legge già approvata alla
Camera, non perdonarono all’Ulivo di aver perduto quell’occasione. “In politica
– afferma Franceschini – quando si commettono errori, non vanno ripetuti. E’ un
mio impegno come capogruppo: stavolta la legge la faremo, e bene”. “Una legge inderogabile”
anche secondo il deputato dell’Ulivo Franco Monaco che osserva: “Sono in gioco
principi non negoziabili, prima che solenni impegni elettorali. Se ci convenga
o meno non conta nulla”, aggiunge a proposito del fatto che la legge potrebbe,
in termini propagandistici, favorire Berlusconi in vista delle elezioni
amministrative.

“Al governo – prosegue Monaco – gli elettori ci hanno
mandato anche per questo. E le due proposte di legge all’esame sono
equilibratissime. Anche troppo, semmai condizionate dalla cura di dimostrare
che non sono contro nessuno”. Per Nello Formisano, capogruppo dell’Italia dei
Valori al Senato, quella sul conflitto d’interessi è “una legge a garanzia di
tutti e non contro qualcuno. E’ soprattutto una legge per la democrazia”. La
sinistra radicale non ne vuole sapere di fare sconti. Fare la legge, afferma
Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento
Europeo, è “un dovere morale verso gli elettori che hanno votato per il
centrosinistra”. Pino Sgobio, capogruppo Pdci alla Camera, va oltre
sottolineando che è giusto “continuare a insistere sul tema
dell’ineleggibilità”. Una posizione già espressa da Angelo Bonelli, capogruppo
dei Verdi alla Camera: “La legge prodotta dalla commissione Affari costituzionali
è troppo blanda: presenteremo degli emendamenti per introdurre l’elemento
dell’ineleggibilità, come avviene in tutte le democrazie occidentali. L’Italia
non è la Repubblica
delle banane”. “La stagione di Berlusconi – aggiunge – è terminata, lo hanno già
deciso gli elettori”.

 

 

Prodi: “Il 16 ottobre una
splendida data per far nascere il Pd”

 

(9colonne Atg)
BOLOGNA – Piero Fassino chiama, Romano Prodi risponde: “Il 16 ottobre mi sembra
una splendida data per avere una grande giornata democratica nel nostro paese”,
dice il premier accogliendo la proposta, lanciata dal segretario dei Ds in
un’intervista al Corriere della Sera, di far nascere ufficialmente il Partito
democratico nel giorno del secondo anniversario delle primarie che elessero
Prodi leader del centrosinistra nel 2005. Tra poco più di cinque mesi, il 16
ottobre 2007, Fassino vuole fissare l’Assemblea costituente, il congresso di
fondazione del Partito democratico. Una “buona idea”, ha commentato Prodi a
passeggio per Bologna. “Mi sembra che noi – ha aggiunto – dobbiamo fare il più
presto possibile. Purtroppo non riusciremo prima dell’estate ma, vediamo, se si
potesse fare prima lo farei anche prima. Tra le elezioni amministrative e
l’arrivo delle ferie diventa complicato accelerare ulteriormente i tempi che
sono, comunque, da accelerare il più possibile”. In ogni caso bisogna
affrettarsi a dare vita agli organi di partito perché, ha spiegato Prodi, “non
possiamo tenerlo in ballo fino alla prossima primavera. Il tempo più rapido mi
sembra questo”.

Il presidente del Consiglio ha inoltre affermato che le
difficoltà sulla scelta di un coordinatore del futuro partito sono state
superarate: “Sono cose – ha precisato – che si decidono assieme. Non credo che
ci sia problema. Le grandi difficoltà sono state superate”. Un altro elemento
sul quale si concentra l’attenzione del premier è la presenza delle donne nel
gruppo dirigente del nascente soggetto politico. “Trovare questo momento in cui
si possa raggiungere il nostro obiettivo, che era quasi un sogno qualche tempo
fa, cioè ogni uomo un voto, ogni donna un voto”. “Adesso, come ho detto l’altro
giorno, dovremo fare un gruppo per preparare questa giornata – ha proseguito
riferendosi al giorno dell’Assemblea costituente – ed è necessario che in
questo gruppo si siano tante donne quanti uomini. Cominciamo – ha concluso
Prodi – anche nella parte iniziale dell’organizzazione del nuovo partito ad
avere un diverso rapporto tra uomini e donne”.

 

 

Economia

 

Pensioni, Padoa-Schioppa:
“Senza intesa c’è lo scalone”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “I sindacati devono capirlo: la riforma delle pensioni va fatta, e
questa è un’occasione da non perdere. Anche perché i tempi sono stretti e
bisogna fare l’accordo entro giugno. Altrimenti si applica la legislazione
vigente”. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, intervistato da
Repubblica, irrompe nel dibattito in corso sulla riforma della previdenza e lo
fa con la forza di un tornado, arrivando addirittura a ipotizzare la conferma
dello scalone proprio alla vigilia dell’apertura del tavolo sul welfare con le
forze sociali. “Io capisco le difficoltà dei sindacati, ma stavolta dobbiamo
chiedere a Epifani, Bonanni e Angeletti di essere ambiziosi e coraggiosi. Il
negoziato non può durare in eterno – ha aggiunto il ministro – perché i tempi
sono stretti e dobbiamo chiudere presto”. “Non dobbiamo perdere quest’occasione
– ha poi ribadito nell’incontro odierno del governo con le parti sociali – per
fare due cose fondamentali per i giovani e per le pensioni basse. Al momento –
ha anche osservato – ci sono 2,5 miliardi di extragettito, e maggiori risorse
dovranno derivare da economie e risparmi di spesa. Ogni altro intervento dovrà
essere ‘neutrale’ dal punto di vista finanziario. Il nostro obiettivo è
arrivare a un assetto del mercato del lavoro, con tutte le relative tutele, in
cui ci sia la piena accettazione della flessibilità, ormai un dato ineludibile,
ma anche la fine della precarietà, che invece è dannosa”.

Le parole del ministro hanno suscitato l’immediata reazione
dei rappresentanti sindacali e di altri ministri del governo. Fra i primi a
prendere le distanze Rifondazione comunista e Comunisti italiani: “Quanto
dichiarato da Padoa Schioppa – ha detto Pino Sgobio, capogruppo Pdci alla
Camera – non è condivisibile per noi e non corrisponde al programma con cui
l’Unione ha vinto le elezioni, né con i dodici punti sottoscritti dai partiti
al momento della crisi di governo. Tradire quell’accordo è tradire la fiducia
di chi ha votato centrosinistra”. Dura anche la presa di posizione di Guglielmo
Epifani, leader della Cgil: “Il coraggio dovrebbe averlo il governo – ha
spiegato – per potersi presentare con una proposta unitaria. Solo a quel punto
potrà partire la fase finale del confronto. Inoltre voglio dire al ministro
Padoa-Schioppa che noi il coraggio ce l’abbiamo; prima di dire al sindacato
quello che deve fare, chieda al governo se è in condizione di presentarsi con
una sola posizione”. Analoga la linea della Uil: “Noi non ci sottraiamo al
confronto – ha osservato il leader dell’organizzazione Angeletti – ma dal
governo non è ancora arrivata nessuna proposta su cui discutere. Non siamo noi
a perdere tempo, considerando anche che il sistema ha bisogno solo di
aggiustamenti e non di riforme epocali”.

I riferimenti alle spaccature all’interno della maggioranza
sul tema della previdenza sembrano tra l’altro trovare conferma anche nelle
parole di Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Rifondazione Comunista:
“Le dichiarazioni di Padoa-Schioppa – ha detto – non rappresentano la posizione
dell’Unione, né quella del governo. E non si può cominciare una trattativa con
le parti sociali portando una posizione pericolosa per la stessa coesione del
governo”. Una presa di posizione più leggera è invece quella di Cesare
Damiano, ministro del Lavoro, secondo il quale “è necessario sostituire lo
‘scalone’ con degli ‘scalini’ attraverso un percorso graduale. E poi dobbiamo
tutelare i più deboli, a partire dai pensionati con redditi più bassi”.
Più “programmatico” anche l’intervento del segretario generale aggiunto della
Cisl Pier Paolo Baretta, che durante l’incontro con il governo, ha detto di
essere disponibile a parlare “di tutti gli argomenti ma non della revisione al
ribasso dei coefficienti” di rivalutazione del montante contributivo. “Condividiamo
anche il fatto che vada salvaguardato l’equilibrio finanziario del sistema – ha
osservato – che però non si può basare sulla legislazione vigente in chiave Ue
ma deve tenere conto dell’incremento del Pil e dei flussi migratori”. E proprio
sui coefficienti lavorerà un tavolo tecnico che il governo, stando a quanto
riferito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta
convocherà per verificare i costi degli eventuali interventi. “Il congelamento
dei coefficienti di trasformazione potrebbe essere un’ipotesi – ha osservato il
leader della Uil Angeletti sul tema – anche perché applicarli così sarebbe una
vera e propria ingiustizia. Se il governo li congela, accoglie una parte della
nostra richiesta”.

 

 

Camere di Commercio: Rimini
nuova porta fra Adriatico e Balcani

 

(9colonne Atg)
RIMINI – Si è costituito l’8 maggio, alla Camera di Commercio di Rimini, il
Comitato di Indirizzo del progetto “Coast to Coast”, finalizzato
all’attivazione di flussi turistici bidirezionali tra il bacino del medio-alto
Adriatico – in prossimità della costa romagnola e la zona del Delta del Po – e
quella dell’Istria, del Golfo del Quarnaro e della Dalmazia. Si tratta di un
progetto che la Camera
di Commercio di Rimini presentò nel 2003 all’allora ministero delle Attività
Produttive Antonio Marzano e che ha ottenuto un finanziamento in base alla
legge n. 84/2001 e che sarà coordinato dall’Unione nazionale delle camere di
Commercio. Il progetto, che ha preso il via il 12 marzo scorso per concludersi
l’11 settembre 2008, sarà determinante per la preparazione di uno studio di
fattibilità che dovrà arrivare a delineare le azioni possibili per realizzare
ed incrementare relazioni di tipo economico, commerciale, sociale tra le due
sponde, con particolare riferimento al turismo ed alle attività ad esso
connesse. In particolare i due settori su cui dovrà incentrarsi lo studio
riguarderanno l’offerta di pacchetti turistici integrati fra i due paesi e lo
sviluppo delle relazioni fra PMI con particolare riferimento alla filiera turistica.
Al meeting di ieri mattina erano presenti Maurizio Temeroli, segretario
generale della Camera di Commercio di Rimini, Fabio Pizzino, in rappresentanza
di Unioncamere Nazionale; e Vinko Mičetić, presidente della
Camera di Commercio di Rijeka, in Corazia, che costituisce il soggetto pubblico
capofila del progetto Coast to Coast sull’altra sponda dell’Adriatico. “La
legge 84/2001 – ha sottolineato Pizzino – è una delle leggi più importanti di
politica estera fatta in Italia in questi anni: con essa l’Italia ha ritenuto
l’area del Sud Est d’Europa come fondamentale per l’apertura di relazioni di
carattere economico ed imprenditoriale con il nostro Paese. E’ quindi interesse
anche nostro che nei Paesi del Sud Est d’Europa si rafforzino le strutture
economiche, amministrative, perché possano poi proporsi sul mercato europeo ed
internazionale in maniera decisa, concreta, strutturata”.

 

 

Spazio, Confindustria:
“Rilanciare il settore per modernizzare l’Italia”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Lo spazio offre oggi un contesto economico e tecnologico sempre più
rilevante, ricco di stimoli e di possibilità di progresso nei campi più
diversi, con applicazioni di servizi innovativi per il cittadino e le imprese e
per la
Pubblica Amministrazione.
Il rilancio dell’industria spaziale
italiana costituisce, perciò, non solo una priorità dettata dall’agenda della
competizione internazionale, ma un’opportunità strategica per la
modernizzazione del nostro Paese che non possiamo permetterci di
sottovalutare”. Lo ha detto Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi
Innovativi e Tecnologici nell’aprire l’8 maggio i lavori del Convegno “Space
Economy 2007”, giunto alla sua quinta edizione. All’incontro, promosso in
collaborazione con Aiad (Associazione industrie per l’aerospazio i sistemi e la
difesa), Asas (Associazione per i servizi e le applicazioni per lo spazio) e
Sat Expo, ha preso parte, fra numerose presenze istituzionali e
imprenditoriali, il Ministro dello sviluppo economico Luigi Bersani.
L’industria spaziale italiana, che occupa oltre 6.000 addetti, distribuiti per
il 66% nell’attività manifatturiera e il restante 34% nei servizi, nel 2005 ha
realizzato un volume di fatturato pari a 1,5 miliardi di euro. Sul territorio
vi sono iniziative importanti come il Distretto tecnologico aerospaziale del
Lazio, quello della Campania, progetti avviati in Piemonte e in Sardegna.

L’Italia partecipa a importanti progetti europei come il
consorzio Galileo, Gmes, Cosmo-SkyMed. Ma tutto ciò non basta: “Se queste
intraprese dimostrano l’interesse diffuso per il tema spazio – ha sottolineato
Tripi – è pur vero che negli ultimi anni si è verificato un indebolimento delle
posizioni italiane a livello internazionale, che oggi rischia di penalizzarci
in quei campi, per altro sempre più numerosi, dove le applicazioni derivate
dalle tecnologie spaziali stanno imprimendo un’accelerazione nello sviluppo di
applicazioni avanzate”. A questo proposito, il Convegno è stata l’occasione per
presentare il Quaderno “Tecnologie, progetti e prospettive della Space Economy
italiana”, curato da Giovanni Caprara, che offre una panoramica delle grandi
potenzialità dell’industria spaziale nel dar vita a servizi innovativi. Se
l’area delle telecomunicazioni rimane indubbiamente privilegiata, assorbendo il
50-60% dei ricavi dell’industria spaziale europea (pari a 5 mld di euro), lo spazio
sta rinnovando profondamente la protezione civile e la sicurezza, la gestione
delle emergenze, quella del traffico terrestre, la lettura e gestione del
territorio, i servizi per l’agricoltura, la tutela dei beni ambientali e
culturali, la sicurezza delle frontiere e delle infrastrutture, la
telemedicina, la telemetria e il telecontrollo. Senza contare il contributo che
il satellite offre al superamento del digital divide territoriale, consentendo
anche a pubbliche amministrazioni non servite da reti di banda larga
tradizionale di fornire servizi innovativi altrimenti improponibili.
“L’utilizzo dello spazio rappresenta una sfida economica e tecnologica
altamente impegnativa – ha concluso il presidente di Confindustria Servizi
Innovativi e Tecnologici – che va affrontata con investimenti in ricerca e
sviluppo da parte delle imprese, e con una governance politica forte e coerente
da parte delle istituzioni, in grado di garantire un quadro di sviluppo
concorrenziale per il settore e avviare una collaborazione fra pubblico e
privato rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità”.

Dal canto suo il ministro Pier Luigi Bersani ha dichiarato
che “il ministero dello Sviluppo economico è pienamente coinvolto nelle
politiche dello Spazio ed ha un peso specifico decisivo in ambito di
pianificazione e di intervento in questo settore. L’obiettivo che ci poniamo –
ha spiegato – è quello di colmare il divario competitivo che separa l’industria
europea da quella americana in termini di presenza sui mercati globali,
attraverso la creazione di nuovi campioni europei nei settori a maggior
contenuto tecnologico, in cui anche l’Italia può giocare un ruolo da
protagonista. Con l’inserimento e la piena integrazione delle politiche
industriali dedicate al settore spaziale all’interno del programma Industria
2015 intendiamo rafforzare il ruolo del pubblico nell’indirizzare le scelte di
politica spaziale. Un esempio di questa nuova strategia industriale è il
progetto Galileo, attraverso il quale è stata avviata la ricerca di nuove forme
di coinvolgimento del privato che partecipa alla crescita di programmi la cui
dimensione non si esaurisce più nella sola finanza pubblica. Questa –ha
evidenziato Bersani – è la strada che perseguiamo, integrando sempre più
risorse pubbliche e private verso settori tecnologici ad alto potenziale di
sviluppo.

 

 

Camere di Commercio: più
imprese manifatturiere a Milano che in Germania

 

(9colonne Atg)
MILANO – Il bernoccolo dell’impresa in Europa trova la sua casa in Lombardia e
a Milano. Con oltre 543 mila imprese – il 4,2% del totale: quasi un’impresa
ogni 20 –, la Lombardia
è la prima regione in Europa per numero di imprese, precedendo l’Ile de France,
la Catalogna
e il Veneto. Mentre Milano da sola (con quasi 258 mila imprese: quasi 1 impresa
ogni 40) raggiunge il 7° posto tra tutte le regioni europee, subito dopo la Comunità di Madrid e
prima di Londra (al 10° posto) e del Rhone-Alpes (al 15°). E se consideriamo i
Paesi europei, la Lombardia
è al 7° posto: serve un Belgio più una Norvegia più una Danimarca per
raggiungere il numero di imprese lombarde. Sono questi alcuni dei dati che
emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati
Eurostat tratti dal rapporto “Regions: Statistical yearbook 2006”. Proprio il
capoluogo lombardo è al 14° posto, subito prima dell’Austria e della Norvegia:
quanto la Finlandia,
l’Irlanda, la Slovacchia
più metà dell’Estonia messe assieme. Nel manifatturiero Milano sale invece al 12°
posto – prima della Germania: quasi 2 mila imprese in più -, per arrivare
all’11° nei servizi e al 10° per ricerca e sviluppo. L’Italia piazza ben 9
regioni tra le prime 50 in Europa. Tra i singoli settori, la Lombardia è la prima
regione in Europa per numero di imprese nel manifatturiero (il 5,7% del
totale), nei servizi (4,5% del totale, in particolare prima nel settore della
ricerca e sviluppo e terza in quello dell’informatica e computer), in quello
delle costruzioni e nel commercio. Mentre Milano, presa da sola, è al 4° posto
tra le regioni europee per i servizi (in particolare al 3° per R&S e al 5°
per informatica) e al 6° per il manifatturiero. Tra gli hotel e i ristoranti,
Milano con oltre 15 mila imprese (lo 0,9% del totale europeo), precede importanti
mete di vacanza come la Scozia,
la Sicilia, i
Paesi Baschi, la Bretagna
e le Isole Baleari. “Le imprese – ha commentato Carlo Sangalli, presidente
della Camera di Commercio di Milano – sono il segno distintivo di Milano. Una
realtà che dal basso contribuisce a creare valore, a diffondere idee, che
dimostra ogni giorno quel senso di intraprendere e quella voglia di rischiare
alla base della ricchezza, non solo economica, ma anche sociale, del nostro
territorio”.

 

 

Società

 

Web: un surfer italiano su 4
scarica illegalmente

 

(9colonne Atg)
ROMA – La
Fondazione Einaudi
ha presentato il 4 maggio a Roma nella
Sala Capitolare della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” i
risultati della ricerca sul download di prodotti multimediali da internet in
maniera gratuita tramite i software per lo scambio di file (peer-to-peer).
Diretto da Davide Bennato, il sondaggio dal titolo “I comportamenti di consumo
di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing” è stato realizzato
nel corso del 2006. Tra i partner che hanno affiancato la Fondazione Einaudi
in questo progetto ci sono Telecom Italia, Fastweb, Confindustria Servizi
Innovativi e Tecnologici, Univideo, Anica, Fimi -Fpm, Imaie. Questi sono alcuni
dei principali esiti. I 2/3 degli intervistati dichiarano di non scaricare
contenuti da internet (non downloader, 67%), un navigatore su 4 afferma di aver
scaricato contenuti nell’ultimo anno gratuitamente (downloader free: 25%) e il
7% afferma di aver scaricato contenuti a pagamento (downloader pay). Inoltre,
chi non scarica contenuti da Internet sa della possibilità di acquistare
contenuti dalla Rete (84%), ma dichiara di non farlo o perché non vuole
acquistare su Internet (38%) o, semplicemente, perché non è interessato (31%).

Chi ha scaricato contenuti da Web a pagamento si considera
esperto nell’uso di Internet (44%), che scarica da 1 a 2 brani al mese (23%)
con punte di 6-10 brani (22%), che preferisce scaricare allo stesso modo
musica, ossia Hit del momento (35%), musica recente (34%), e brani “storici” (31%).
Gli utenti di file sharing (downloader free) sono concentrati nella fascia
15-24 anni (43%), studenti (45%) disposti ad acquistare musica da internet se
costasse fra i 30-50 centesimi (38%) e ad acquistare film se costassero intorno
ai 2 euro (28%) ma anche disposto a spendere oltre questa cifra (32%). “E’
evidente – ha commentato Enzo Mazza, presidente dell’associazione nazionale dei
discografici Fimi – che i forti limiti all’espansione della banda larga in
Italia stanno penalizzando lo sviluppo del mercato legale. Ogni punto
percentuale in più di penetrazione di broadband, porterebbe ampi benefici anche
al download legale che sta conquistando molti consumatori, come è testimoniato
dai risultati dello scorso marzo, con quasi mezzo milione di brani venduti in
rete in Italia”. Lo studio sul file sharing è la prima iniziativa promossa
dall’Osservatorio su Libertà e Comunicazione (Libercom) istituito dalla
Fondazione Luigi Einaudi per studiare i rapporti fra i diritti di libertà
dell’individuo e le nuove forme della comunicazione, prevalentemente in
relazione al sistema dei media digitali.

 

 

Vacanze: i single prenotano
on-line e preferiscono l’Europa

 

(9colonne Atg)
ROMA – I single preferiscono le mete europee, organizzano da soli le vacanze e
ricorrono spesso ad Internet per le prenotazioni. E’ questo il ritratto del
single italiano che emerge da un sondaggio realizzato da www.speedvacanze.it,
portale specializzato in viaggi per single. Secondo la ricerca condotta su un
campione di 600 intervistati di età compresa tra i 18 e i 60 anni, l’80% dei
single ritiene che sul web ci siano più informazioni, maggiore scelta e prezzi
migliori. La vacanza ideale è nel segno del relax e del divertimento, mentre,
per le mete preferite, il 75% dei vacanzieri opta per mete europee – un terzo
di loro in Italia e due terzi in altri Paesi dell’Ue -, mentre solo il 25% ha
dichiarato che per le vacanze estive di quest’anno sceglierà mete extra
europee. Tra chi rimarrà in Italia, il 18% partirà per la Sardegna, il 16% per la Sicilia, il 15% per la Campania, il 12% per
l’Emilia Romagna, il 9% per la
Calabria
e l’8% per la Toscana. In Europa sarà invece la Spagna il Paese più
visitato: il 24% di chi partirà scegliendo di rimanere nei Paesi dell’Ue opterà
infatti per la
Penisola Iberica.
Al secondo posto la Francia con il 22% delle
preferenze, seguita dalla Grecia con il 16%. Oltre i confini europei le mete
preferite dai single sono invece Tunisia (26%), l’Egitto (21%) e il Marocco
(16%). Per tutti la meta preferita rimane comunque il mare con l’80% delle
preferenze. Molti anche i single (18%) che opteranno per le crociere. A
rimanere in Italia, secondo il sondaggio, saranno soprattutto i romani (62%) e
i napoletani (58%). I primi andranno soprattutto in Sicilia e Sardegna, mentre
i secondi sceglieranno di rimanere al mare in Campania oppure opteranno per la Sicilia. La maggior
parte dei milanesi (64%) opterà invece per l’estero con la Spagna al primo posto,
seguita dalla Francia e – al terzo posto – dalla Tunisia.

 

 

Il 6 maggio ha fatto festa
l’Italia dei piccoli Comuni

 

(9colonne Atg)
ROMA – “In Italia più di un Comune su due ha meno di 5.000 abitanti: è la
piccola grande Italia, custode di risorse paesaggistiche e culturali
straordinarie e luogo di economie tipiche; questa Italia va resa protagonista
del futuro”. Con queste parole Roberto Della Seta, presidente nazionale di
Legambiente, ha inaugurato il 6 maggio “Voler Bene all’Italia”, la festa
nazionale dei piccoli Comuni, organizzata da Legambiente insieme a un vasto
comitato promotore di associazioni ed enti, sotto l’alto patronato del
presidente della Repubblica e con la collaborazione di Enel. Sono oltre duemila
i borghi in festa che, per il quarto “Italian pride”, hanno aperto le porte ai
visitatori con centinaia d’iniziative: da Cleto (Cosenza) a Stroncone
(Trapani), da Comeglians (Udine) a Posada (Nuoro), da Caltabellotta (Agrigento)
a Pignone (La Spezia).
I borghi del Belpaese hanno organizzato degustazioni, visite guidate, percorsi
naturalistici, mostre, convegni, rappresentazioni folkloristiche e poi musica,
sagre, spettacoli e attività ludiche. Un’Italia non così piccola, quella dei
Comuni “lilliput”, visto che amministra la metà del territorio nazionale
custodendo gran parte delle chiese, delle dimore storiche, delle biblioteche e
delle tradizioni che ci rendono orgogliosi di essere italiani. “Voler Bene
all’Italia”, iniziativa salutata il 5 maggio da un messaggio del presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, ha visto nel pomeriggio la partecipazione
del presidente del Senato Franco Marini che era nel cuore della Toscana, a
Barberino Val d’Elsa, insieme ad Ermete Realacci, presidente onorario di
Legambiente e al presidente dell’Enel, Piero Gnudi.

“La presenza del presidente del Senato a Barberino alla
festa di ‘Voler Bene all’Italia’ ha un valore in più. La consideriamo, infatti,
una sorta di impegno per un rapido avvio di discussione, e speriamo in
un’altrettanto rapida approvazione, al Senato della legge sui piccoli Comuni,
già varata dalla Camera lo scorso 18 aprile. E’ una legge molto attesa – ha
proseguito Realacci – dai tanti soggetti direttamente interessati e importante
per l’intero Paese, perché indica con chiarezza una direzione ed una politica:
considerare gli oltre 5.800 comuni con meno di 5.000 abitanti non una zavorra
del ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità e costruire
il futuro su solide radici già esistenti. La festa di oggi – conclude Realacci
– è un vero e proprio ‘Italian pride’ per evidenziare che proprio nella tenuta
delle nostre comunità, nella coesione sociale, nell’orgoglio delle nostre
radici troviamo la base di un’economia in grado di competere scommettendo sulla
qualità, sull’innovazione, sulla conoscenza”.

I piccoli Comuni si stanno affermando anche come luoghi
ideali per la sperimentazione e lo sviluppo di energie pulite. Ecco perché
anche quest’anno Legambiente e Enel hanno deciso di rilanciare il risparmio
energetico per i piccoli Comuni, regalando 150 mila riduttori di flusso per il
risparmio idrico a tutti i municipi che hanno organizzato l’evento. In
occasione della festa, viene presentata inoltre la quarta edizione della guida
“I piaceri dell’energia” che propone itinerari culturali e naturalistici vicini
alle centrali Enel. “L’iniziativa di Legambiente – afferma Piero Gnudi – è in
linea con due dei principali obiettivi della nostra società: rafforzare il
legame con il territorio, contribuendo al suo sviluppo e valorizzando le sue
risorse; sensibilizzare tutti gli italiani su un uso più razionale
dell’energia, la principale “fonte rinnovabile” della quale disponiamo. E
proprio all’efficienza e al risparmio energetico sono destinate importanti
risorse nel nostro piano per l’ambiente, che prevede investimenti per oltre 4
miliardi di euro”. Tra le iniziative in programma spicca “Il Treno dei piccoli
Comuni”, partito da Roma per un viaggio alla scoperta dei tesori paesaggistici
regionali. A bordo Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale
di Legambiente e Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Tappa per il
convoglio nelle località romane di Gorga e Gavignano, con la partecipazione di
Enrico Gasbarra, presidente della Provincia di Roma e infine a Vallecorsa, in
provincia di Frosinone.

 

 

Pane artigianale, è boom: lo
compra il 90% degli italiani

 

(9colonne Atg)
VERONA – È democratico, moderno, nutriente, edonistico. È un rapporto di
passione, quello che lega gli italiani e il pane. Un rapporto sempre più
stretto, in costante crescita, se è vero che il 96% degli italiani acquista
pane fresco artigianale, confermando il dato del boom per le venite di questo
prodotto. Vale a dire 47,9 milioni di persone su un totale di quasi 50 milioni
di giovani e adulti. Sono questi alcuni dati della ricerca sugli italiani e il
pane, realizzata dal sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, per
conto di Siab – International Techno Bake Exhibition, l’ottava edizione del
Salone internazionale dell’Arte bianca, in programma a Veronafiere da domani al
9 maggio. La manifestazione conferma una “mission” sempre più consolidata
dell’Ente fieristico veronese, nei confronti dell’agroalimentare, che
rappresenta oltre il 40% per cento del prodotto manifestazioni fieristiche del
comparto. La rassegna conta oltre 400 espositori, di cui il 20% esteri
provenienti da 16 Paesi, ed ha come obiettivo principale
l’internazionalizzazione. In sintesi, il pane fresco artigianale cresce di 1,8
milioni dal 2000 ad oggi e quello industriale di 1,4 milioni mentre – nel loro
insieme – i prodotti sostitutivi perdono ben 2,6 milioni (per il calo anzitutto
delle fette biscottate di tipo tradizionale e dei cracker di ogni tipo).
Notevole la frequenza d’acquisto del pane fresco artigianale: più di due
italiani su tre lo comprano tutti i giorni o quasi (in particolare i 14-34enni,
i residenti al sud, le famiglie con figli, i salariati e i lavoratori autonomi
così come gli appartenenti ai ceti superiori); più di un quinto si
approvvigiona da due a quattro volte alla settimana (specie al nord e nelle
città maggiori); solo un 12.mo ha una frequenza d’acquisto minore ma mai
bassissima.

Dati che vanno letti sapendo che il 31% compra meno di un
chilo alla settimana, quasi la metà da 1 a 4 chili (in media 2. 3 chilogrammi),
un sesto 4 o più chili (con il dato medio che cresce man mano che si va verso
sud e che – ovviamente – cresce il numero medio dei componenti del nucleo
familiare). Quanto alle occasioni di consumo, prevalgono i due pasti
principali: la cena (83% degli italiani) e il pranzo (81%), con minor peso
della prima colazione (13%) e della merenda (a metà pomeriggio 12% e a metà
mattina 9%). Ma contano assai pure il consumo al ristorante/pizzeria (45%), a
casa di familiari/amici (41%), durante viaggi/picnic (35%). La ricerca
demoscopica, realizzata tramite 1.488 interviste telefoniche, somministrate con
il metodo Cati (Computer Aided Telephone Interviewing) ad un campione
rappresentativo della popolazione italiana 14-79enne (esclusi i non residenti e
i membri delle convivenze: ospedali, ospizi, convitti, carceri, caserme,
conventi, ecc. ), indica un consumo sostanzialmente trasversale, anche se un
modesto ‘picco’ (98%) si osserva nel Lazio (Roma è davvero la capitale
d’Italia, almeno per quello che riguarda il pane fresco artigianale). I due
concorrenti diretti del prodotto artigianale sono il pane industriale, che non
supera il 28% (14. 1 milioni: soprammedia nel Triveneto e nel nord-ovest dove
maggiore è il peso della moderna distribuzione alimentare) e il pane
surgelato/congelato che non arriva al 7% (3. 3 milioni: in particolare in
Veneto). Ma anche le fette biscottate col loro 66% di penetrazione nelle
famiglie italiane (32. 9 milioni: specie nel centro-sud), i cracker col 63%
(31. 5 milioni: specie nel Triveneto), i grissini col 46% (23. 2 milioni:
specie al nord e in particolare in Piemonte) e i granetti col 17% (8. 5 milioni
di persone: con lieve accentuazione in Emilia-Romagna) si tengono a grande
distanza dal pane fresco artigianale, assoluto leader nel Paese.

Quali le ragioni di questo rinnovato “boom” del pane fresco
artigianale? L’indagine condotta da Astra Ricerche per Siab ne indica dieci: 1)
Il pane fresco artigianale non è considerato un alimento vecchio e superato (lo
pensa meno del 4%) e neppure un prodotto consumato prevalentemente dai poveri
(una tesi propria solo di un ottavo del campione). 2) Per la grande
maggioranza, il pane fresco artigianale è diventato un cibo contemporaneamente
antico e innovativo: da un lato esso è considerato uno dei piloni portanti del
made in Italy (il 69%), mentre un quasi identico 70% dice che “è espressione di
tante tradizioni regionali o locali assai diverse”; dall’altro lato, esso
esprime valori avanzati (per il 70% è democratico, non discriminando tra età,
sessi, condizioni sociali e culture) mentre per il 68% “è uno degli alimenti
più sicuri, senza rischi di truffe o sofisticazioni”, per il 60% “fa bene alla
salute”. 3) Secondo la gran parte degli intervistati, non solo il pane non fa
male alla salute (lo ritiene meno del 5% del campione) e “non è di per sé
ingrassante” (lo sostiene il 62%) ma “va bene anche nelle diete dimagranti
purché naturalmente non se ne mangi troppo” (55%). 4) Le sue qualità
intrinseche ne fanno un cibo non solo nutriente (69%) ma anche essenziale per
la buona crescita dei bambini e dei ragazzi (64%). 5) Va da sé che tale salutarietà
è legata sia all’immagine di prodotto semplice e genuino (70%). 6) Vincente su
tutto è l’edonismo alimentare: il 75% ha un rapporto quasi erotico col pane
fresco artigianale “quando è caldo, appena uscito dal forno”. 7) Il 65% del
campione afferma che esso piace molto ai suoi familiari/conoscenti, il 62%
parla dell’eccezionale goodwill giovanile per esso, un identico 62% sostiene di
adorarlo (“mi piace moltissimo, specie in alcuni tipi o specialità”:
soprammedia i 14-34enni, i residenti nel Triveneto, gli studenti, il ceto medio
impiegatizio e autonomo, i salariati, coloro che convivono con 0-14enni),
mentre quasi un italiano su due (il 49% e cioè 24. 2 milioni di nostri
connazionali) sostiene che non potrebbe farne a meno: qui con leadership del solito
Triveneto, dei 45-54enni, degli abbienti e dei laureati non meno che dei
soggetti con reddito e consumi medio-bassi (a partire dai salariati), di coloro
che hanno bambini o pre-adolescenti in famiglia e degli internauti. 8) Non si
notano quasi differenze di genere sessuale nell’amore per il pane, un tempo
prevalentemente maschile e ora sostanzialmente bisex. 9) La
“modernità” del pane fresco artigianale non cancella i suoi antichi
valori sia di consumo sia etico-sociali: il 67% lo ama ancora nel caffelatte la
mattina, magari un po’ vecchio e il 55% ne coglie e ne esalta il profondo
legame con la tradizione cristiana (con accentuazioni che riguardano sia i
55-64enni sia i giovani 14-24enni), con evidente riferimento al significato del
pane nel sacramento dell’Eucaristia, al miracolo del Cristo della
moltiplicazione dei pani e dei pesci, all’atto esemplificativo della carità
cristiana consistente nella condivisione del pane con gli “ultimi”.
10) Infine l’indagine evidenzia che non esiste alcun altro alimento e
probabilmente alcun prodotto che sia giudicato contemporaneamente esempio di
tradizionalità positiva (dal 77% degli adulti) e di modernità (89%), di
trasversalità democratica (84%) e di prestigio sociale (71%).

 

 

Sport

 

Calciomercato: Galliani apre
le porte al ritorno di Sheva

 

(9colonne Atg)
MILANO – “Sheva è rimasto nel nostro cuore, lui e sua moglie sono stati
invitati ad Atene per seguire la finale di Champions League. Il futuro?
Vedremo, è un giocatore del Chelsea. Comunque lui lo sa, gli teniamo il posto
per un paio di mesi, visto che dopo il matrimonio di Kakà si è liberato lo
spazio per un giocatore extracomunitario. Ma non parliamo troppo di futuro,
adesso dobbiamo pensare alla finale”. Così Adriano Galliani, amministratore
delegato del Milan, apre le porte a un clamoroso ritorno di Andriy Shevchenko
al Milan. Infatti, l’avventura dell’attaccante ucraino in Inghilterra al
Chelsea non è stata delle più fortunate e il desiderio del giocatore sarebbe
quello di tornare a Milano dove è amato e stimato. Molto dipenderà comunque dal
futuro del tecnico Josè Mourinho sulla panchina dei Blues. Se l’ex allenatore
del Porto dovesse partire è probabile una conferma di Shevchenko a Londra.
Intanto, sempre il club rossonero sta sondando il terreno con il Barcellona per
Samuel Eto’o. La trattativa appare difficile, ma il Milan resta alla finestra.
La società di via Turati per rinforzare il reparto arretrato sta puntando su
Alex del Psv Eindhoven, mentre per il centrocampo il nome più gettonato è
quello di Mohamed Diarra del Real Madrid.

Tornando al Barca, secondo le ultime indiscrezioni che
provengono dalla Spagna, sarebbe vicino l’ingaggio di Thierry Henry
dall’Arsenal. Sulle tracce del bomber dei Gunners ci sarebbe anche l’Inter, ma
il club azulgrana è in vantaggio. Come detto Mourinho potrebbe lasciare la
panchina del Chelsea, e per sostituirlo in cima alla lista dei desideri di
Roman Abramovich c’è Fabio Capello. Il futuro del tecnico di Pieris è legato,
però, all’esito finale della Liga. Se Capello dovesse riuscire ad aggiudicarsi
il titolo spagnolo, il secondo in carriera, non si muoverebbe da Madrid.
Infatti, l’ex tecnico di Milan e Juventus è riuscito dopo varie peripezie a
domare uno spogliatoio “bollente” e nonostante la cocente eliminazione dalla
Champions League per mano del non irresistibile Bayern Monaco, un successo in
campionato sarebbe quasi considerato un “miracolo”. Nel frattempo, il
quotidiano iberico As, scrive oggi che il Real Madrid ha preparato un contratto
quadriennale per il difensore tedesco Christoph Metzelder, che a fine stagione
arriverà a Madrid a parametro zero dal Borussia Dortmund. L’ingaggio dovrebbe
aggirarsi intorno ai quattro milioni di euro a stagione.

 

 

Ciclismo, Basso: “Non mi
sono mai dopato, tornerò a correre”

 

(9colonne Atg) MILANO
– “E’ solo tentato doping. Nella mia carriera non ho mai assunto sostanze
dopanti né fatto ricorso all’autoemotrasfusione. Sconterò la mia pena e tornerò
a correre”. Così si è aperta l’attesa conferenza stampa di Ivan Basso all’Hotel
Michelangelo di Milano. “Saprò tornare a farmi volere bene – ha proseguito il
ciclista varesino -, penso che il gruppo mi accetterà. Non sono mancati
attestati di stima di colleghi, si può vincere onestamente come ho sempre
fatto”. “Ho voluto assumermi le mie responsabilità anche nei confronti della
mia famiglia, che ha condiviso la mia scelta. Si è parlato di me come di un
pentito, di un collaboratore, ma voglio precisare che non mi è stato chiesto
nulla riguardo ad altre persone. D’altronde non ero a conoscenza di corridori o
altri sportivi coinvolti”. Basso spiega inoltre il suo rapporto con il medico
Eufemiano Fuentes e circa l’Operacion Puerto: “E’ stato solo un momento di
debolezza, ma sono conscio che il tentato doping è assimilabile all’uso di
doping. Sconterò la pena e tornerò a fare il lavoro che ho sempre amato”.
Intanto, anche Michele Scarponi sta deponendo e collaborando a Roma con il capo
della Procura antidoping Ettore Torri.

“E’ la prima volta che nel mondo del ciclismo un atleta di
punta decide di collaborare”, questo il commento alla vicenda Basso del
presidente del Coni, Gianni Petrucci, che ha poi aggiunto: “C’è un’etica che
sta venendo fuori: per cambiare c’è bisogno di buon senso senza eroi e
vittime”. “Quando gli atti dell’istruttoria saranno completati – ha concluso
Petrucci – voglio conoscere anche dal punto di vista morale un atleta che ha
vinto tanto e che ora ha iniziato un percorso nel quale bisogna stargli
vicino”. Ma cosa rischio ora il ciclista italiano? La confessione equivale alla
positività al doping, per cui Basso può essere squalificato per due anni, anche
se l’entourage del corridore spera in una riduzione della pena di un anno.
L’Uci potrebbe ricorrere al Tas (Tribunale arbitrale dello sport) in caso di
una squalifica ritenuta troppo blanda. Inoltre, a Basso può essere revocata la
vittoria al Giro d’Italia 2006 se viene dimostrato che il varesino si sia
sottoposto ad autoemotrasfusione prima o durante la kermesse rosa.

 

 

Calcio, Catania: tornano i
tifosi, ma in campo neutro

 

(9colonne Atg) ROMA
– Il Catania ritrova il suo pubblico. Così ha deciso la Camera di conciliazione del
Coni circa il ricorso del club etneo, che ritroverà dunque il calore dei suoi
sostenitori per le prossime due gare interne contro il Milan (il 13 maggio) e
contro il Chievo (27 maggio). “Il conciliatore Angelo Piazza – si legge nella
nota del Coni – ha preso atto oggi dell’accordo conciliativo tra la Società Calcio
Catania SpA e la
Federazione Italiana
Giuoco Calcio a seguito dell’istanza
relativa alla sanzione irrogata alla società per gli episodi verificatisi il 2
febbraio 2007 in occasione della gara Catania-Palermo”. “La società Catania –
prosegue il comunicato – accetta in via definitiva la sanzione ad essa inflitta
della squalifica del campo Angelo Massimino di Catania fino al 30 giugno 2007 e
dell’ammenda di 20 mila euro” e “garantisce di manlevare la Figc da qualsiasi pretesa
risarcitoria nei suoi confronti avanzata” dagli 82 abbonati rossazzurri davanti
al Tar di Catania. “La Figc,
sentita la Lega
Nazionale
Professionisti e valutata l’istanza della società
affinché sia adottata un’equa soluzione della controversia, autorizza la
disputa delle residue gare interne del Catania in calendario (Catania-Milan del
13 maggio 2007 e Catania-Chievo del 27 maggio 2007), in campo neutro e con
presenza del pubblico”.

 

 

Calcio, Lippi: “Arbitri
preparati ma giocatori maleducati”

 

(9colonne Atg)
PISA – “Voi tecnicamente siete i più bravi d’Europa, grazie ad una preparazione
che vi fa crescere fin dalla serie D; i giocatori italiani sono invece, per
gestualità e linguaggio, i più maleducati”. Così si è espresso l’ex commissario
tecnico della nazionale italiana Marcello Lippi rivolgendosi agli arbitri
riuniti a San Giuliano Terme per il terzultimo raduno della stagione. Il ct
campione del mondo ha dato il proprio sostegno ai direttori arbitrali: “Un
consiglio che posso darvi – ha proseguito – soprattutto ai più giovani, è di
essere più decisi con i calciatori che manifestano un atteggiamento troppo
forte in campo. Un tempo – ha ricordato Lippi – quando Gussoni arbitrava e io
giocavo nella Sampdoria, in campo tra arbitri e calciatori ci si dava del lei”.
Lippi ha tenuto una vera e propria lezione tecnica agli arbitri che si trovano
in raduno in provincia di Pisa. Si tratta della seconda esperienza di questo
genere che gli arbitri vivono con un allenatore professionista: la precedente
occasione ha visto protagonista nelle scorse settimane l’attuale ct azzurro
Roberto Donadoni, come del resto è previsto dalle nuove disposizioni regolamentari
dell’Aia.

 

 

Europa

 

Redditi: in Europa 72
milioni di poveri

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – Povera Europa. Sul territorio comunitario dell’Unione europea
abitano più di 72 milioni di poveri, che a stento trascorrono il giorno
dignitosamente. I dati, molti eloquenti, precisano che il 16% dei cittadini
europei vive sotto la soglia di povertà, definita come il 60% della media del
reddito nazionale, mentre il 10% tira a campare in famiglie dove la
disoccupazione colpisce tutti i componenti. Inoltre, sbaglia chi pensa che un
lavoro, o la “capacità” di svolgerlo, protegga dal rischio povertà, in quanto
il 38% degli europei in età lavorativa si trova in stato di povertà, cui si
aggiunge l’8% dei salariati che sopravvive con meno di quello che è necessario
e il quadro si completa con il 19% dei bambini che corrono il pericolo di
cadere sotto la soglia dell’indigenza. Tale scenario è quanto emerso dal sesto
meeting europeo dedicato alla povertà e all’esclusione sociale che, organizzato
dalla Commissione esecutiva e dalla Presidenza di turno tedesca, ha portato a
Bruxelles i rappresentanti delle associazioni delle persone in difficoltà, le
delegazioni delle autorità nazionali e gli esponenti delle istituzioni
comunitarie, per discutere dei progressi realizzati negli ultimi anni e delle
strategie da promuovere in futuro, al fine di ridurre la quota di povertà prima
del 2010.

Per combattere il fenomeno la Commissione europea si
è impegnata a destinare risorse finanziarie necessarie per sostenere
l’inclusione sociale e raggiungere gli obiettivi sanciti dal fondo sociale
europeo e dal nuovo programma “Progress” dell’Unione. Il fine di questa nuova
azione è di quello di apportare un considerevole aiuto finanziario per
conseguire gli obiettivi nel settore dell’occupazione e del sociale, come
peraltro è affermato nella strategia di Lisbona. Un piano, inoltre, che intende
facilitare le attività di analisi, valutazione e controllo delle politiche dei
paesi membri e di sviluppo di metodi e strumenti statistici e indicatori
comuni, sostenendo campagne di sensibilizzazione e di aiuti alle realtà che
lavorano sul territorio, secondo cinque linee di interventi: occupazione,
protezione e integrazione sociale, condizione di lavoro, contro la
discriminazione e per l’uguaglianza tra uomo e donna. Per l’esecutivo
comunitario, si tratta di appoggiare e controllare l’applicazione della
normativa e gli obiettivi politici, favorendo la creazione di reti e la
diffusione delle buone pratiche in fatto di mutuo apprendimento.

 

 

Ue, delegazione del Parlamento in Palestina: ridurre
l’embargo

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – La Commissione
esteri dell’Europarlamento ha ascoltato il 9 maggio la relazione del cipriota
Kyrinacos Triantaphyllides, capo della delegazione degli europarlamentari
appena tornata da una visita in Palestina tra il 29 aprile e il 3 maggio scorsi.
La delegazione ha chiesto la fine dell’embargo politico ed economico imposto
dalla vittoria di Hamas alle elezioni legislative nel gennaio 2006. La
delegazione ha incontrato anche il primo ministro palestinese Ismaïl Haniyeh.
Secondo Triantaphyllides, “l’embargo deve essere alleggerito dal momento che il
nuovo governo di unità nazionale – composto da rappresentanti di Fatah e Hamas
– ha rispettato le condizioni imposte dal Quartetto (Ue, Usa, Russia, Onu)”, in
particolare riconoscendo i confini di Israele del 1967. La delegazione chiede
all’Ue di togliere l’embargo economico, che sta paralizzando i territori
palestinesi, riattivando i pagamenti degli aiuti all’Autorità palestinese. Il
rapporto infine solleva anche il problema degli 11.000 detenuti palestinesi,
tra cui Aziz Dweik, portavoce del Consiglio legislativo, e chiede il rilascio
del soldato israeliano Gilad Shalit e del giornalista della Bbc Alan Johnston.

 

 

D’Alema: “Il futuro è nella sovranità condivisa”

 

(9colonne Atg)
ROMA – L’Unità, sotto il titolo “Per una Europa senza veti”, ha pubblicato
il 9 maggio ampi stralci della “European lecture” che Massimo D’Alema ha tenuto
il giorno precedente all’Università di Oxford, in collaborazione con l’Istituto
Italiano di cultura di Londra, alla vigilia della Festa dell’Europa che si è celebrata
il 9 maggio: “L’interazione democratica tra nazioni-Stato e istituzioni comuni
– afferma il ministro degli Esteri – è stata la chiave dell’evoluzione della
Ue. Il progetto europeo era non solo una idea ambiziosa,ma anche un’idea
autenticamente grande proprio per il fatto di essere riuscita a raccogliere
l’ambizione, le capacità e le migliori tradizioni storiche di ciascun paese
membro in vista del perseguimento di una serie di obiettivi comuni e non
circoscritti. Sostanzialmente questo è stato il modo originale in cui l’Europa
ha superato il nazionalismo vecchio stile. Per la prima volta nella storia, il
disegno dell’unificazione europea si fondava sul consenso volontario piuttosto
che sulla forza. Se guardiamo ai 50 anni trascorsi, questa lezione centrale è
chiara: una forte Unione esige Stati che siano, al tempo stesso, consapevoli
delle loro oggettive limitazioni e pronti a mettere in comune prerogative
sovrane. Da questo punto di vista la visione federale dell’Europa era solo
parzialmente corretta in quanto prevedeva un progresso lineare in grado di
distaccarsi dalla sovranità nazionale e di avvicinarsi all’autorità
sopranazionale. Ma la concezione opposta che considerava le nazioni-Stato come
la sola unità politica capace di sviluppo e quindi rifiutava qualsiasi
significativa cessione di sovranità, è stata superata dagli eventi. Infatti ora
siamo in grado di vedere alla luce dell’esperienza che la strada del futuro è
piuttosto quella di una sovranità condivisa e di una governance a più livelli.
La qual cosa ci porta ad una conclusione chiave: requisito fondamentale per il
successo dell’Unione è una efficace divisione delle responsabilità”.

 

 

Festa dell’Europa: la bandiera
Ue sventola sulle Alpi

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – Cinquanta guide alpine hanno issato il 9 maggio – Festa dell’Europa
– 50 bandiere europee su altrettante vette della catena delle Alpi e sulle
principali cime italiane. La cerimonia dell´alzabandiera si è tenuta, in
contemporanea, alle ore 12. Con questa manifestazione i popoli delle Alpi – un
territorio che è stato in passato teatro di guerre, orrori e divisioni –
intendono simbolicamente ringraziare e celebrare questa Europa che ha saputo
assicurare loro 50 anni di pace. La Commissione europea patrocina l’evento ed il vicepresidente
Ue, Franco Frattini, ha consegnato alle Guide alpine della Lombardia le 50
bandiere che hanno sventolato sulle vette europee più alte. Lo stesso Frattini ha
partecipato in videoconferenza alla cerimonia, dal palazzo della Commissione a
Bruxelles. Ecco alcune delle principali vette interessate dall’iniziativa. In
Francia: il Dome de Neige des Ecrins, 4015 mt; nelle Alpi del Delfinato; il
Grand Flambeaux, 3556 mt. E l´Aiguille d´Argentiere, 3901 mt., entrambe nelle
Alpi Graie. In Austria: il Gross Venediger, 3674 mt., e il Gross Glockner, 3798
mt, entrambi nelle Alpi Tauri. Tra Francia e Italia il Monte Bianco, 4808 mt.
In Italia, tra le altre: il Gran Paradiso, 4061 mt.; il Resegone, 1874 mt.;
l´Adamello, 1581 mt.; la
Marmolada
di Rocca, 3342 mt. Ma anche l´Etna, 3323 mt., il
Vesuvio 1281 mt. e il Monte Vettore, 2476 mt., negli Appennini.

 

 

Intralci al business
nell’Ue? Ci pensa Solvit

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – La rete Solvit è un servizio gratuito e rapido per aiutare il
singolo cittadino europeo e le imprese a risolvere i problemi derivanti
dall’applicazione scorretta della normativa comunitaria da parte delle
amministrazioni nazionali. Il suo principale obiettivo è di dare una mano a
superare gli ostacoli che possono incontrare nel mercato unico i cittadini e le
società quando vogliono intraprendere un’attività, risiedere o fare affari in
un altro Stato membro dell’Ue. Istituita nel 2002 dalla Commissione con la
partecipazione degli Stati membri, la rete Solvit da allora ha trattato più o
meno 1500 casi di varia natura, quali i permessi di soggiorno, il
riconoscimento delle qualifiche professionali, i diritti legati al lavoro e
alla sicurezza sociale, l’accesso al mercato per i prodotti, la prestazione di
servizi, i rimborsi Iva o i controlli alle frontiere per le imprese. Secondo
l’opinione della Commissione esecutiva la rete Solvit, nonostante l’offerta di
servizi rapidi, efficaci e gratuiti, ha necessità di una migliore promozione e
un maggior sostegno a livello degli Stati nazionali al fine di realizzare
appieno le proprie potenzialità. Un giudizio che emerge dalla relazione annuale
presentata alla stampa dal commissario per il mercato interno e i servizi
Charlie McCreevy. Nel documento, infatti, si legge che, da un lato, il numero
annuale dei casi trattati è rimasto invariato rispetto al precedente anno e,
dall’altro, il tasso di risoluzione dei casi ha mantenuto un livello elevato,
mentre è aumentato proporzionalmente la velocità media di trattamento delle
domande.

Per quanto riguarda i tempi medi di attesa per ottenere la
soluzione pratica si aggirano intorno alle dieci settimane, riducendo il
periodo di trattamento da una media di 74 giorni nel 2005 a 54 giorni nel 2006.
Le cifre sottolineano che dopo un forte aumento nel 2005 il numero globale dei
casi considerati idonei ad essere trattati nel 2006 si è stabilizzato a 467. Il
tasso medio di risoluzione dei problemi è salito all’82%. Nello specifico, i
cittadini hanno sottoposto ai centri Solvit il 69% dei casi depositati mentre
le imprese il restante 31%. Gli ambiti più gettonati dai cittadini riguardano
la sicurezza sociale, il sistema fiscale, il riconoscimento professionale;
invece le imprese hanno richiesto principalmente assistenza nei settori dove
incontrano maggiori problemi, cioè l’accesso al mercato per i prodotti, la
prestazione di servizi e lo stabilimento. Tuttavia, questo lungo elenco di
successi, che peraltro conferma il buon funzionamento della rete Solvit, è
attraversato da una nota negativa dovuta a una carenza di personale e di
attività promozionale a livello nazionale. Un fenomeno che interessa circa la
metà dei centri Solvit limitando la soluzione di un numero maggiore di
problemi. Ad esempio i paesi dell’Ue con la popolazione più numerosa, tra cui
l’Italia, non solo hanno registrato un numero di casi relativamente basso ma
anche e soprattutto i centri Solvit non dispongono di personale sufficiente.
Gli interessati che vogliono usufruire del servizio gratuito e di facile uso
della rete Solvit possono contattare il centro nazionale Solvit o compilare un
modulo di reclamo on-line nella lingua di loro scelta.
(http://europa.eu.int/solvit/site/news/index_en.htm)

 

 

Regioni

 

A Napoli nel 2008
l’Università internazionale dello spazio

 

(9colonne Atg)
NAPOLI – Napoli è stata scelta per organizzare la sessione estiva 2008 dello
Space Study Programme dell’International Space University (Isu), un importante
evento internazionale di formazione. Il capoluogo campano ha battuto
prestigiose e importanti università americane che si erano proposte per
accogliere gli oltre cento partecipanti all’evento. La candidatura della città
è nata da una proposta del Comitato Promotore “ISU SSP2008” e dall’Università
Federico II con il sostegno dell’Assessorato all’Università e alla Ricerca
Scientifica della Regione Campania. Hanno aderito all’iniziativa anche la Provincia di Napoli, il
Cira e il Mars, l’Agenzia Spaziale Italiana, Città della Scienza, la Camera di Commercio di
Napoli e le industrie aerospaziali campane e nazionali, come Telespazio, Alenia
e Carlo Gavazzi Space. Lo Space Study Program (Ssp) dell’Isu è un programma
intensivo di nove settimane, concepito per giovani laureati e giovani
professionisti di tutte le discipline, che condividono un’esperienza unica nel
suo genere. La
Sessione Estiva
dell’Isu a Napoli consisterà in un periodo di
formazione specialistica interdisciplinare nel settore spaziale, con più di
cento studenti provenienti da tutto il mondo e un numero equivalente di
docenti, esperti e leaders della comunità spaziale mondiale. Questa estate i
corsi si terranno a Pechino. Per l’occasione, la Regione Campania,
con la Carlo Gavazzi
Space, il Cira e la Camera
di Commercio, hanno deciso di erogare borse di studio agli studenti campani
individuati per partecipare ai corsi di alta formazione.

 

 

Abruzzo, al via il volo
Pescara-New York

 

(9colonne Atg)
PESCARA – Dal 9 maggio è scattato il nuovo volo Eurofly a cadenza settimanale
Pescara-New York. Per il turismo abruzzese viene indicato come un “punto di
svolta” citando le parole di Enrico Paolini. “Pescara ha tutte le carte in
regola per essere considerato il ‘terzo aeroporto di Roma’” rivendica il
vicepresidente e assessore al Turismo della Regione Abruzzo.

 

 

Ambiente: nasce nel
bolognese l’ecomuseo dell’acqua

 

(9colonne Atg)
BOLOGNA – Un museo per raccontare il secolare rapporto tra l’uomo e l’acqua. In
un territorio, quale quello della pianura bolognese, compreso tra il torrente
Samoggia e il fiume Reno, nel comune di Sala Bolognese, che negli anni è stato
più volte teatro di alluvioni e allagamenti. Verrà inaugurato l’11 maggio alla
presenza del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De
Castro l'”Ecomuseo dell’acqua” di Padulle di Sala Bolognese, che nei
giorni scorsi è stato presentato alla stampa dall’assessore regionale
all’agricoltura Tiberio Rabboni, dal sindaco di Sala Bolognese Valerio Toselli
e da Vincenzo Breveglieri presidente del Consorzio di bonifica Reno Palata.
“Un Museo della memoria – ha spiegato Rabboni – che racconta la fatica
compiuta nei secoli dall’uomo per regolare l’acqua dalla montagna alla pianura,
un’acqua che in questi territori è sempre stata un’opportunità, ma anche una
minaccia.” “Senza il lavoro dei Consorzi di bonifica – ha detto
ancora l’assessore – in Emilia-Romagna avremmo oggi 1 milione di ettari
perennemente allagati. Invece abbiamo 20 mila chilometri di canali e 454
impianti idrovori di sollevamento. E dopo aver asciugato il terreno , i
Consorzi distribuiscono ben 1 miliardo di metri cubi d’acqua per irrigare i
campi.” Impegnandosi anche per promuoverne un uso attento e razionale.
“Solo lo scorso anno – ha ricordato ancora Rabboni – grazie al sistema di
bilancio idrico Irrinet i Consorzi emiliano-romagnoli sono riusciti a
risparmiare ben 90 milioni di metri cubi”.

Per il sindaco di Sala Bolognese Valerio Toselli “l’Eco
museo dovrà servire soprattutto a far conoscere il ciclo dell’acqua e a
sensibilizzare i cittadini sull’importanza di questa risorsa e sulla necessità
di una sua gestione attenta e razionale. A partire dal suo riutilizzo”.
“I cittadini percepiscono spesso i Consorzi di bonifica come qualche cosa
di vecchio e di antico – ha sottolineato il presidente del Consorzio Reno
Palata Vincenzo Breveglieri – questo Museo invece mostra quanto ancora oggi il
loro lavoro quotidiano sia importante per il nostro territorio”.

Promosso dal Comune di Sala Bolognese e dal “Consorzio
della Bonifica Reno Palata”, con la collaborazione della Regione
Emilia-Romagna e della Provincia di Bologna, L’Ecomuseo ha sede in un
fabbricato rurale ristrutturato dove il visitatore sarà accompagnato, lungo
l’itinerario di visita, dalle più moderne tecnologie informative quali pannelli
interattivi, diorami tridimensionali e “totem” informatici. Ma,
accanto a queste moderne tecnologie troverà anche gli oggetti tradizionali del
lavoro contadino e della bonifica ed un teatrino meccanico, che racconterà col
linguaggio popolare dei burattini, la vicenda millenaria dell’acqua in questa
zona della pianura bolognese.

Il percorso del visitatore non si esaurisce nell’edificio
destinato all’esposizione; la collocazione dell’Ecomuseo nell’area verde della
cassa di espansione del Dosolo, permette infatti ai visitatori un percorso
all’aperto estremamente utile ed interessante. Con uno sguardo, è infatti
possibile sia vedere le varie strutture di governo dell’acqua quali il sistema
di corsi d’acqua naturali ed artificiali, la cassa di espansione e l’impianto
idrovoro; sia apprezzare il contesto agro-ambientale, pregevole anche per
spunti naturalistici e paesaggistici, in cui le diverse strutture sono
inserite.

L’intera opera è stata realizzata grazie ai fondi del Piano
Regionale di Sviluppo Rurale 2000/2006, gestiti dalla Provincia di Bologna e
dal Programma d’Area della Regione Emilia-Romagna; all’impegno economico del
Comune di Sala Bolognese; alla partecipazione del Consorzio della Bonifica Reno
Palata e grazie al contributo di sponsor privati quali: la Fondazione Cassa
di Risparmio di Bologna, Hera Bologna, ATO 5, Concave, ed Aemil-Banca.

 

 

Sicilia: un pool di banche
investe sul turismo di lusso a Mazara

 

(9colonne Atg)
PALERMO – Un piano d’investimenti da sedici milioni prenderà il via a Mazara
del Vallo grazie a un pool di banche europee che ha dato semaforo verde al
finanziamento del progetto firmato dal gruppo mazarese Sicily House. La cordata
di istituti è composta da Bnp Paribas-Bnl, Abn Amro-Antonveneta,
Ubi-Centrobanca e Intesa-San Paolo. Sicily House è la società proprietaria del
Kempinski Hotel Giardino di Costanza, il superhotel del Trapanese tra i pochi,
in Italia, ammessi nella catena dei “Leading of the world”. E proprio l’unico
Kempinski italiano sarà il cuore del piano messo a punto dalla società guidata
da Giovanni Savalle. Il primo obiettivo è recuperare, in termini architettonici
e di “ammodernamento funzionale”, la villa ottocentesca annessa al superhotel.
Così Villa Fontanasalsa, con le sue tre sale da 500, 250 e 160 posti,
diventerà, entro la fine dell’anno, un centro congressi di categoria cinque
stelle lusso. La seconda direttrice dell’investimento concerne la creazione di
una scuola di formazione per giovani interessati a entrare nel mondo del
turismo d’élite. Pertanto sarà acquisito, in località Borgata Costiera, un
immobile da destinare alle attività di formazione. E Sicily House si impegna a
riconoscere una corsia preferenziale ai giovani che usciranno dalla scuola, per
le future assunzioni al Giardino di Costanza, dove già lavorano 87 addetti.
Sarà anche organizzata, sempre ad opera di Sicily House, un’area attrezzata di
2.600 metri quadri, nel litorale in concessione, a Torretta Granitola.
L’obiettivo è offrire ai turisti di fascia alta che scelgono Kempinski (per il
54% stranieri, per il 46% italiani, nel 2006), una spiaggia all’altezza delle
attese. L’ultimo punto del piano finanziato dal pool di banche, riguarda il
completamento dell’investimento alberghiero di Sicily House, con la
realizzazione di un nuovo ristorante da 80 posti “all’interno dell’area
piscina” del complesso. Il gruppo Sicily House è partecipato al 40% da Abm
Merchant del finanziere trentino Alberto Rigotti. Per il resto fa capo alle
famiglie mazaresi Savalle e Norrito.

 

 

Un vigneto in Toscana per
l’italoscozzese Paolo Nutini

 

(9colonne Atg)
FIRENZE – La popstar scozzese dalle origini lucchesi Paolo Nutini, reso celebre
col singolo “Last request”, ha riferito che tra i suoi progetti futuri vi è
quello di comprare un vigneto in Toscana, in modo da poter produrre del vino.
Il bisnonno di Paolo proveniva da Barga in Garfagnana (Lucca), per cui si
presume che il terreno in questione sia situato da quelle parti. Il cantante
italo-scozzese avrebbe pensato, inoltre, nei pressi del vigneto, uno studio di
registrazione, dandogli la possibilità di abbinare l’utile al dilettevole.
Nutini, a 20 anni, è già un divo, tale da essere considerato in Inghilterra,
una grande promessa del pop, a giudicare anche dall’esercito di fan che si é
già formato attorno a lui. “Il mio bisnonno – spiega Nutini – si trasferì in
Scozia dalla Garfagnana, durante la
Prima
guerra mondiale, per aprire un negozio di fish’n’chips.
Quell’attività si è tramandata per generazioni, fino a mio padre. Ma il ‘nonno’
– dice, usando proprio questo termine in italiano – era un grande amante della
musica. Adorava suonare boogie-woogie al pianoforte, impazziva per l’opera
classica ed è stato lui ad incoraggiarmi davvero a cantare. Ha sempre avuto il
desiderio che qualcuno in famiglia facesse della musica la propria vita.
Purtroppo non è più qui accanto a me, ma io sto facendo proprio quello che
voleva lui, ho scelto di fare il cantante per onorare la sua memoria”.

 

 

Fare impresa in Ucraina: un
workshop a Reggio Emilia

 

(9colonne Atg)
REGGIO EMILIA – “Fare impresa in Ucraina”, è questo il titolo dell’iniziativa
in programma per il prossimo 25 maggio a Reggio Emilia promosso da Boorea e
Legacoop Reggio Emilia, in collaborazione con Unicredit Banca d’Impresa.
L’iniziativa, che ha il patrocinio della Camera di Commercio di Reggio Emilia e
dell’Università di Modena e Reggio Emilia, vedrà la partecipazione di Aldo
Ferrari, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Mauro Degola,
segretario generale di Legacoop Reggio Emilia che con il compito di avviare i
lavori a cui interverranno Rostyslav Zatsepilin, responsabile della
rappresentanza commerciale dell’ambasciata di Ucraina in Italia (“Fare impresa
in Ucraina: outlook sul Paese”), Gianpaolo Caselli, Università di Modena e
Reggio (“I fondamentali dell’economia ucraina”), Gianluca Sardelli, Studio
Sardelli, IC&Partners Group (“Il diritto societario e le principali
normative contabili e fiscali in Ucraina”), Fulvio Casavecchia, coordinatore
specialisti estero di Unicredit (“Strumenti finanziari a sostegno della
internazionalizzazione delle imprese in Ucraina e nei Paesi dell’Europa
Orientale”), Federico Russo, presidente di Bank Pekao Ucraina-Unicredit Group,
Victor Kovalenko, Managing Partner, Kiev (“Fare business in Ucraina: le
principali normative esistenti”), Volodymyr Chernukha, direttore tecnico di
Odessa Food Processing Plant (“Progetti di investimento nell’industria
alimentare nella regione di Odessa”), Vladimir Ivanovich Shpyrko,
vicepresidente della Camera di Commercio di Odessa (“Possibilità di
investimento in Ucraina e attrattività della regione di Odessa”). Seguiranno
due “case histories” di imprese emiliane in Ucraina, illustrati da Marco
Fantini, direttore finanziario Litokol, ed Emilio De Pascale, amministratore
delegato di Coopbox Europe-gruppo Ccpl. Le conclusioni saranno affidate a Laura
Lauri, direttore Ice Ucraina.

 

 

Belgio: al via l’ottava
Primavera Molisana

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – L’Associazione Campo Molise del Belgio, in collaborazione con la Feam (Federazione Europea
delle Associazioni Molisane), sarà protagonista dell’ottava edizione della
“Primavera Molisana”, in programma il 28 maggio prossimo, quando in terra
straniera sarà possibile ammirare i colori, gustare gli odori, e rivivere
ricordi del Molise. L’evento fa parte delle “molte attività che la nostra
associazione organizza ogni anno. Si tratta perlopiù di una cena tra amici, che
si riuniscono provenendo da Francia e Belgio”, afferma Renato Sallustio
dall’Associazione in Belgio. Nella serata verrà presentato un videoclip del
cantante Glavidio D’Ignoti, intitolato “A te figlio del sole”; lavoro che parla
della storia dell’emigrazione italiana verso le miniere belghe e della tragedia
di Marcinelle. Oltre a questo, durante la festa, si potranno degustare i
prodotti tipici provenienti dal Molise.

 

 

Artigianato: Milano è sempre
più “egiziana”

 

(9colonne Atg)
MILANO – Al 31 dicembre 2006 le imprese artigiane individuali con titolare
straniero che operano sul territorio di Milano e Provincia risultano 8073 con
un aumento di 1.266 unità (pari al 18,59%) rispetto al 31 dicembre 2005 quando
se ne registravano 6.807. Le aziende condotte da stranieri costituiscono oggi
il 10,97% del totale (nel 2005 erano il 9,38%). Entrando nel dettaglio delle
nazionalità che compongono questo universo si nota che Milano e provincia
continuano ad essere decisamente “egiziane”. Infatti l’Egitto, con le sue 2.662
aziende, rappresenta il 32,97% del totale (nel 2005 erano 2.250 e
rappresentavano il 33,05%).

A questa decisa prevalenza, seguono, con valori
sensibilmente inferiori, due paesi dell’Est europeo, la Romania e l’Albania. Per
queste due nazionalità però l’incremento numerico 2005-2006 è sostenuto anche
da una accresciuta presenza percentuale sul territorio. Pressoché tutte le
altre nazioni registrano crescita numerica.

In particolare le nazionalità che si sono maggiormente
rafforzate sono quelle dell’Est Europa: l’Ucraina (+ 66,60% rispetto al 2005), la Moldavia (+ 55,17%), la Romania (+ 25,77%).
Aumenti considerevoli anche per l’area sudamericana: Ecuador (+ 24,44%),
Brasile (+ 23,16%), Perù (+13,66%).

Nel settore dell’edilizia più della metà del totale delle
imprese artigiane che operano a Milano e provincia sono gestite da stranieri.
Il dato numerico, rispetto al 2005, è cresciuto di quasi 1000 unità (+ 24,83%)
ed è aumentata anche l’incidenza sul totale delle attività (da 55,89% a
58,33%). Seguono debitamente distanziati i “servizi vari”, dove ritroviamo
attività di imprese di pulizia, di assistenza alla persona, di consegne a
domicilio. Di poco inferiore il numero di imprese di autotrasporto che
racchiudono anche una minima ma significativa quota di tassisti. Gli aumenti
più rilevanti in questi ultimi 12 mesi, oltre all’edilizia, interessano la
metalmeccanica e impiantistica (a dimostrazione che è in atto una significativa
crescita del livello di qualifica professionale) e il settore
dell’alimentazione e ristorazione (per entrambi cresce anche l’incidenza sul
totale) La massiccia presenza di imprese condotte da imprenditori egiziani
condiziona evidentemente la rilevazione relativa al rapporto tra nazionalità e
tipo di attività. Il “dominio” dell’Egitto è interrotto solamente nel settore
dei trasporti dove prevalgono operatori provenienti dal sudamerica (Perù e
Ecuador) e dalla presenza cinese nel ramo abbigliamento e (in misura pressoché
esclusiva) in quello della pelletteria.

 

 

Sanità: intesa fra Cremona e
Hospital Maciel di Montevideo

 

(9colonne Atg)
CREMONA – Con l’istituzione del “Programma di collaborazione e sviluppo
internazionale in ambito sanitario”, avviato dalla Regione Lombardia, l’Azienda
Ospedaliera di Cremona ha firmato un Protocollo d’intesa con l’Hospital Maciel
di Montevideo, il quale prevede un gemellaggio, la possibilità di contribuire
alla crescita di un ospedale in piena riorganizzazione, quello di Montevideo, e
una susseguente collaborazione a distanza. Per conoscere la realtà
dell’ospedale uruguayano e comprenderne le reali necessità, prima di stilare un
vero e proprio piano di intervento, è stato effettuato un sopralluogo nel
febbraio scorso, presieduto dal referente delle relazioni internazionali della
Direzione generale Sanità della Regione Lombardia Carlo Alberto Tersalvi,
Ermanna Derelli, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, e
Sophie Testa, direttore Unità Operativa di Laboratorio analisi dell’ospedale di
Cremona e referente del Progetto. Questi hanno effettuato una prima
ricognizione presso l’Hospital Maciel di Montevideo, nel corso della quale sono
stati definiti i termini e le modalità della collaborazione: è stato accertato
che l’Ente ospedaliero, sito nella capitale uruguayana, si avvale di sette
strutture pubbliche e di 15 private. L’ospedale pubblico Maciel, oggetto del
gemellaggio, è attualmente in fase di parziale ristrutturazione, con numerosi
cantieri aperti: l’arredo e le attrezzature si presentano obsolete e
inadeguate; i posti letto risultano essere 320, a fronte di un accesso di
utenti che si stima intorno alle 30omila persone l’anno. In totale i dipendenti
risultano essere 1.200, fra cui 400 medici, 114 ausiliari, 18 infermieri, 2
fisioterapisti con 7 fisiatri.

Gli interventi chirurgici sono circa 350 al mese, di questi,
il 50% viene effettuato in regime di urgenza. Il finanziamento annuo statale
per l’ospedale, ammonta a circa 4 milioni di euro e costituisce una quota
fissa. Di norma non esiste una pianificazione economica e un’organizzazione che
preveda un’adeguata gestione delle risorse economiche per beni e servizi,
mentre la quota destinata al personale, risulta fissa. Il Protocollo d’intesa,
concordato fra le due strutture, prevede che l’intervento si focalizzi
essenzialmente su tre ambiti specifici: un modello di assistenza
infermieristica nelle aree critiche; Sviluppo di un modello gestionale e
organizzativo orientato al controllo di gestione e alla implementazione della
riforma sanitaria nazionale di prossima attuazione; Assistenza del paziente con
patologia chirurgica e oncologica. Per avviare la procedura d’intesa e
controbattere ai primi ostacoli, la Regione Lombardia
ha deciso di stanziare un finanziamento biennale di 200 mila euro.

 

 

Ferrara: la mostra “Nel
Delta” sbarcherà in Germania

 

(9colonne Atg)
FERRARA – Alla Galleria del Carbone di Ferrara si è inaugurata nei giorni
scorsi l’esposizione personale di Paola Campidelli, “Nel Delta”. Le opere in
mostra sono il frutto della “immersione” dell’artista nel territorio del Po con
i suoi luoghi di esondazione nei quali l’acqua ristagna alimentando vegetazioni
spontanee. Le grandi tele ad acrilico realizzate con tecnica asciutta, dai
colori severi, restituiscono il clima, a volte misterioso, delle golene del Po.
Come ha scritto il critico Laura Gavioli, che ha curato anche il catalogo,
“questo nuovo ciclo di opere nasce dall’incontro dell’artista con il delta del
Po, luoghi che le erano prima sconosciuti e che l’hanno messa alla prova; sono
nati dei dipinti carichi del sacro furore che alberga nella sua mente e che
sembra perfino riduttivo definire dei paesaggi. Sono squarci nei pensieri che
affiorano dall’interiorità profonda e che talvolta ci concedono qualche scarso
ed enigmatico frammento di riconoscibilità della natura – prosegue Gavioli -,
la quale si svela a noi trasformata dalle scosse telluriche di questo
espressionismo così personale e che le impongono un nuovo codice di lettura”.
Più avanti, ci informa Gavioli, la mostra sarà allestita in Germania, dove “non
mancherà di raccogliere interesse per la carica di spiritualismo e di
primitivismo che incarna questa pittura che è nata, insieme con la sua autrice,
in una terra di grande passione e culto per il gesto e la materia:
dall’informale all’ultimo naturalismo padano, sua estrema stagione lirica. Una
terra, quella di Romagna, che sarà per sempre collegata, nel mondo, al nome di
Federico Fellini, padre di un’idea sregolata ed estremamente raffinata del
fantastico – chiosa il critico -, capace di essere un linguaggio tanto
universale da proiettare un eco lontano nel tempo e nello spazio”.

 

 

Made in Italy: Brasile e
Romania nel “mirino” dell’Abruzzo

 

(9colonne Atg)
L’AQUILA – Puntano al Brasile e alla Romania le prime azioni
“complesse” dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e Arssa
dell’Abruzzo per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese regionali. Il
programma e i servizi che la
Regione
mette a disposizione,intanto verso i due Paesi, il
più importante rispettivamente dell’America latina e fra i neo entrati nell’Ue,
è stato spiegato il 3 maggio agli imprenditori regionali dall’assessore Marco
Verticelli che ha organizzato un seminario, con l’Arssa e con L’Ice.
“Siamo passati dalla fase della promozione a quella del marketing – ha spiegato
Verticelli – Non solo più fiere e workshop ma azioni durature nel tempo, dando
a voi imprese tutta l’assistenza necessaria all’estero facendo da testa di
ponte per abbattere costi come quelli dei trasporti, disbrigo delle rigide
formalità burocratiche che, per esempio, gravano sui prodotti alimentari,
fornire strumenti finanziari e assicurativi e altro ancora”. Brasile e
Romania sono “due paesi in espansione – ha proseguito l’Assessore – il
primo, monitorato insieme a Cina e India dall’Ue che lo considera emergente nei
prossimi anni, con un’economia in forte crescita e trainante nel mercato
globale. In Brasile, inoltre, abbiamo una forte presenza storica di
italiani”. L’Abruzzo, poi, ha dalla sua parte la grande carta
dell’Istituto zooprofilattico di Teramo che certifica le carni per
l’esportazione in gran parte del mondo “persino negli Stati Uniti, dove,
pensate – ha rivelato Verticelli – svolge questo delicato compito anche per il
Prosciutto di Parma”. In Brasile è già vigente un accordo in tal senso con
lo stato di Santa Caterina “che per le certificazioni – ha proseguito
l’Assessore – paga a noi 500mila euro l’anno, in un momento in cui le carni
sudamericane sono a rischio per via dei focolai Afta. Grazie allo
Zooprofilattico abruzzese possiamo, quindi, ovunque strappare clausole da
regione favorita”. Ad Elisabetta Kustermann dell’Ice, il compito di
illustrare schede tecniche e aspetti doganali e commerciali dei due paesi
presentati.

 

 

Modena esporta in Europa il
Festival della Filosofia

 

(9colonne Atg) BRUXELLES
– Francia, Italia e Repubblica Ceca, con il sostegno di Slovenia e Ungheria,
danno vita alla prima rete europea dei Festival di filosofia, manifestazioni
culturali che si propongono di trasferire il pensiero “dal salotto alla
piazza” attraverso lezioni, spettacoli e mostre in piazze, chiese, cortili
e luoghi pubblici. Grazie ad un finanziamento europeo di 180 mila euro,
concesso nel quadro del programma Cultura 2000, e alla collaborazione della
Regione Emilia-Romagna, dello Studenska Zalozba sloveno e dell’Accademia
ungherese delle scienze, la città francese di Saint-Emilion e la città ceca di
Velké Mezirici realizzeranno quest’anno manifestazioni ispirate al Festival
filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, che da sei anni propone, in un fine
settimana di settembre, quasi 200 appuntamenti gratuiti in 50 luoghi diversi
registrando 100 mila presenze, 150 giornalisti accreditati e un milione di
pagine consultate nel sito web (www.festivalfilosofia.it). Il Festival
itinerante europeo inizierà a Saint-Emilion (35 chilometri da Bordeaux, 2 mila
300 abitanti), sarà dedicato ai sensi e si svolgerà il 26 e il 27 maggio per
iniziativa dell’associazione Idéès Nouvelles e di Eric Le Collen con il
sostegno dell’Unione europea e di partner pubblici e privati. Il programma
prevede riflessioni con filosofi (tra gli ospiti François Jullien, Jean-Luc
Marion, Jean-Didier Vincent, Tullio Gregory et Raphael Enthoven), atelier,
esperienze sensoriali, dibattiti, pranzi filosofici, letture pubbliche. Il
Festival proseguirà a Velké Mezirici, per iniziativa del Comune della città
ceca (50 chilometri da Brno, 12 mila abitanti), dal 22 al 24 giugno e sarà
dedicato al tema “Stabilità e cambiamento”, con workshop educativi per
studenti, letture pubbliche, conferenze filosofiche e proiezioni di film in
luoghi prestigiosi della città come il Castello, l’Accademia Luterana, cinema e
chiese. In programma anche mostre di arte grafica realizzate dai bambini e gare
letterarie.

La settima edizione del Festival di Modena, che coinvolge
anche le vicine città di Carpi e Sassuolo, si svolgerà, infine, dal 14 al 16
settembre e sarà dedicata al tema del sapere, al suo ruolo nelle diverse
culture, alle sue forme di conservazione e trasmissione, al suo rapporto con la
libertà e la democrazia, con l’esperienza e la verità. Particolare attenzione
sarà riservata alle forme vissute, alle intersezioni tra prospettive terrene e
ultraterrene, al confronto con le scienze e le arti. Ne parleranno, tra gli
altri, Remo Bodei, Umberto Galimberti, Salvatore Natoli, Umberto Curi, Marc
Augé, Zygmunt Bauman, Barbara Cassin, François Jullien, Anthony Appiah. Mostre
e installazioni (si potranno ammirare anche opere di Lewis Baltz e Joseph
Kosuth), spettacoli e film, concerti, giochi, viaggi in treno con i filosofi e
i grandi pranzi della “cucina filosofica” dell’Accademico dei Lincei
Tullio Gregory accompagneranno i pensieri del sapere. Primo nel suo genere in
Italia, il Festival filosofia si svolge sotto l’alto patronato del Presidente
della Repubblica italiana per iniziativa dei Comuni di Modena, Carpi e
Sassuolo, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, della Fondazione Cassa
di Risparmio di Modena e della Fondazione San Carlo, che cura il programma
culturale.

 

 

Speciale Cgie

 

Cgie, approvato a larghissima maggioranza il documento
di riforma

 

(9colonne Atg)
ROMA – E’ stato approvato dall’assemblea plenaria del Consiglio generale degli
italiani all’estero il documento di riforma del Cgie. Il documento, presentato
nella mattinata del 9 maggio da Mario Tommasi, presidente della commissione
Diritti civili, politici e partecipazione, e modificato in seguito al
dibattito, è stato votato a larghissima maggioranza da parte del Consiglio, che
si espresso favorevolmente quasi all’unanimità, con l’eccezione di quattro
consiglieri che si sono astenuti e un contrario.

Altrettanto importante nel corso della seconda giornata di
lavori è stato un altro punto dell’ordine del giorno riguardante il rapporto
con Stato e Regioni, con particolare riferimento ai seminari a cui dovrebbero
partecipare il Cgie al completo, rappresentanti delle Regioni e del governo, da
lungo tempo teorizzati e discussi ma mai messi veramente in pratica. “E’ come
un tavolo con tre gambe – ha spiegato Silvana Mangione – di cui una siamo noi,
la seconda è lo Stato e la terza le istituzioni regionali. Se manca una di
queste tre componenti il tavolo non si regge in piedi”. Un parere recepito
dall’assemblea, dalla quale è emersa la necessità di stabilire se i due partner
siano effettivamente interessati a portare avanti un pensiero comune, o se la
loro “latitanza” sia sintomo di un disinteresse di fondo. Il terzo nodo che i
consiglieri hanno cercato di sciogliere, mirava a una modifica del regolamento
interno, per ciò che riguarda il trasferimento dei membri del Cgie da una
commissione a un’altra. Una pratica permessa dalle norme vigenti, ma che,
osserva la Presidenza,
ha creato negli ultimi tempi qualche problema, visto che alcune commissioni si
sono ritrovate con un numero di componenti inferiore al minimo consentito.
“Permettere il libero passaggio dei consiglieri nelle varie commissioni
garantisce la libertà personale, ma può andare a discapito del corretto
funzionamento delle commissioni stesse: per questo abbiamo ritenuto opportuno
sollevare la questione”. Tuttavia il dibattito su questo punto, svoltosi in una
sala ormai vuota per metà, è stato aggiornato a data futura.

 

 

Il viceministro Danieli presenta la relazione di
governo

 

(9colonne Atg)
ROMA – Sentenza del Tar del Lazio, riforma del Cgie, conferenza dei giovani
italiani nel mondo, istruzione, cittadinanza, pensioni e Rai International.
Sono questi alcuni dei punti toccati dal viceministro degli Esteri Franco
Danieli, che ha presentato la relazione di governo all’Assemblea plenaria del
Consiglio generale degli italiani all’estero, apertosi quest’oggi alla
Farnesina. La prima questione affrontata da Danieli è quella, spinosa, della
sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il decreto del presidente del
Consiglio relativo ai 29 membri di nomina governativa. “Senza voler entrare nel
merito di una pronuncia della magistratura amministrativa – ha sottolineato il
viceministro – mi limito ad osservare che essa rischia di aprire un dilemma di
non facile soluzione stante l’impossibilità, con soli nove posti a disposizione,
di attribuire, cito testualmente dalla sentenza, quella ‘rappresentatività più
ampia possibile di interessi diversificati con riguardo non solo alla
composizione numerica, ma anche al tipo di interesse coinvolto’. Queste
questioni comunque potranno essere approfondite e compiutamente affrontate in
occasione della predisposizione della proposta di riforma del Cgie”. Proprio in
merito alla riforma, Danieli ha ribadito che il governo nella sua proposta
terrà conto delle indicazioni raccolte all’interno del Consiglio stesso e nelle
comunità italiane, sottolineando comunque che dovranno essere “salvaguardate le
principali funzioni del Consiglio: quella consultiva e quella di rappresentanza
delle collettività da coniugare con le funzioni di raccordo con i Comites e il
tessuto associativo di base, con la delegazione parlamentare e con le
istituzioni regionali e locali”. Danieli ha quindi elencato tutte quelle
iniziative che sono state varate “a costo zero o molto ridotto”, e che “possono
migliorare la qualità del rapporto tra italiani all’estero e il nostro Paese”.

Fra di esse, il viceministro ha ricordato le polizze
assicurative in campo sanitario stipulate in Venezuela, che presto potrebbero
essere estese al Messico e, forse, ad Argentina e Brasile. “Inoltre – ha
aggiunto – abbiamo aumentato il limite del sussidio ordinario per tenerlo al
passo con l’evoluzione del costo della vita in numerosi Paesi, passando da
1.032 a 1.500 euro. Infine abbiamo ottenuto la possibilità di offrire,
attraverso un più ampio ricorso ai prestiti consolari, un’assistenza più
efficace in favore dei connazionali che si trovano all’estero per turismo o
comunque temporaneamente, ma che talora non dispongono delle risorse
sufficienti a far fronte a spese impreviste a seguito di incidenti o malattie”.
Per quanto riguarda il finanziamento dei Comites, il senatore Danieli ha
sottolineato che il punto essenziale è quello di liberare i comitati sempre più
“dai condizionamenti che ne limitano l’autonomia”, non escludendo anche qualche
opportuno intervento normativo. A proposito della prima “Conferenza dei giovani
italiani nel mondo”, in programma a Roma nel 2008, il viceministro ha
annunciato che sta per presentare in Parlamento il provvedimento legislativo
“che permetterà di sostenere lo sforzo organizzativo che occorrerà affrontare
per rispondere alle attese maturate da tempo in molte parti del mondo”. Quindi
il viceministro ha toccato il tema della diffusione della lingua e della
cultura italiana, “insistendo per inserire i nostri corsi nei curriculum
scolastici ordinari e per ridurre gli indici di insuccesso scolastico ancora
troppo elevati in alcuni Paesi europei, come ho constatato di persona nelle
recenti missioni in Germania”. “Il rafforzamento dell’insegnamento
dell’italiano all’estero – ha proseguito Danieli – richiede però la revisione
della normativa vigente, ancora legata a schemi del passato e a strumenti
oramai superati. Per questo è mia intenzione promuovere per il prossimo mese di
giugno una giornata di riflessione sulla riforma della Legge 153 che vedrà
riunite le categorie di operatori del settore, i funzionari delle
amministrazioni interessate, i rappresentanti parlamentari”.

Il senatore è poi passato a parlare della riforma della
legge sulla cittadinanza: “Il Parlamento – ha detto – ha avviato la discussione
del provvedimento di riforma che prevede, in primo luogo, la riapertura dei
termini per il riacquisto della cittadinanza e, in secondo luogo, la completa
equiparazione della discendenza anche per linea materna prima del 1948 ai fini
del riconoscimento della cittadinanza”. Un provvedimento che “comporterà un
ulteriore aggravio del carico di lavoro per le sedi consolari”, e richiederà
quindi anche la necessaria riorganizzazione funzionale e l’aumento degli
organici, a contratto e di ruolo pari almeno al 50 per cento della situazione
attuale, “per cui abbiamo già avanzato la richiesta per la relativa copertura
finanziaria”. Al fine di migliorare i servizi consolari, Danieli ha spiegato
che è stato istituito un gruppo di lavoro delegato ad individuare meccanismi
che consentano ai connazionali di poter svolgere alcune pratiche senza doversi
recare in consolato, fra i quali la possibilità di scaricare dai siti web degli
uffici consolari modelli e formulari, da spedire poi per posta, e presto di
poter ottenere i servizi consolari anche per via telematica. Danieli ha quindi
riferito in merito al suo incontro dei giorni scorsi con il responsabile
dell’Inps, nel corso del quale si è parlato delle difficoltà insorte in materia
di pagamento delle pensioni all’estero. “Sono stato informato – ha detto
Danieli – che il ritardo nella comunicazione delle nuove procedure agli uffici
consolari e ai patronati sarebbe dipeso dalla pendenza di un ricorso innanzi al
Tar da parte di un Istituto di credito. Abbiamo comunque concordato
l’istituzione di un tavolo tecnico Mae- Inps nel quale discuteremo criticità e
problemi. Comunque il nuovo sistema consentirà di gestire con più efficacia e
trasparenza le pensioni pagate annualmente dall’Inps in 134 Stati per un
ammontare di 1 miliardo e 300 mila euro”.

Il viceministro ha poi annunciato che a partire da giugno
sarà disponibile (inizialmente solo in Europa) il servizio di rilascio delle
carte d’identità per i residenti all’estero, mentre proprio in questi giorni è
in fase di completamento un’iniziativa sul rilascio di carte di sconto, le
“It.card”, che consentiranno ai nostri connazionali in visita in Italia di
usufruire di una serie di sconti e benefici per alberghi, viaggi ferroviari,
cinema e teatri, noleggio di vetture, tour cittadini, biglietti aerei e musei.
Danieli ha successivamente illustrato le iniziative in programma per
commemorare il centenario della tragedia mineraria di Monongah, nella quale
persero la vita ufficialmente 171 italiani, di fatto molti di più a causa della
consuetudine dei minatori di farsi accompagnare dai propri familiari. “Infine –
ha aggiunto Danieli – è mio compito riferirvi sul progetto di ristrutturazione
della rete diplomatico consolare e degli Istituti di cultura, prevista dalla
Finanziaria 2007”. L’amministrazione, ha sottolineato il viceministro, ha
predisposto uno schema di provvedimento che stabilisce le modalità tecniche con
cui si intende operare privilegiando misure di razionalizzazione delle
strutture esistenti attraverso l’accorpamento di rappresentanze permanenti
presso Organizzazioni Internazionali aventi sede nella stessa città,
l’istituzione di cancellerie consolari in ambasciate, in alcune capitali in cui
operano anche uffici consolari, l’assegnazione di addetti culturali ad
ambasciate e a uffici consolari in alcune località oggi sede anche di Istituti
di cultura. “Nei prossimi giorni – ha concluso Danieli – sarà finalmente
firmata la nuova convenzione tra il governo e la Rai per quanto riguarda Rai International con un
budget di 70 milioni di euro l’anno divise a metà tra azienda e Stato. Per
quanto riguarda il governo nella convenzione vi è la previsione della
diffusione di Rai International anche in Italia e in Europa, la revisione dei
meccanismi di distribuzione del segnale e palinsesti rispettosi dei diversi
fusi orari. Contestualmente accanto al canale generalista di Rai International
vi saranno altri due canali, uno riservato allo sport ed un altro “all news” da
realizzare in sinergia con Rai News 24”.

 

 

Carozza: “Riportiamo serenità in seno al Consiglio”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Il comitato di Presidenza, sicuro d’interpretare il sentimento di tutte
e tutti i consiglieri del Cgie, ha esteso l’invito a tutti i parlamentari
eletti all’estero, andando oltre la procedura formale indicata dalla legge che
vuole una partecipazione ai lavori dell’assemblea di una delegazione del Senato
e una dei deputati indicati dai presidenti delle rispettive Camere su invito
del presidente del Cgie, il ministro degli Affari Esteri”. Con un saluto ai
parlamentari eletti all’estero Elio Carozza, segretario generale del Cgie, ha
aperto il suo intervento in occasione dell’assemblea generale, alla presenza
dei rappresentanti del Senato e della Camera eletti all’estero, e che
proseguirà nei prossimi giorni presso la sede del ministero degli Affari
Esteri. Il segretario generale si è soffermato poi sulla precedente assemblea
plenaria, svoltasi sempre a Roma lo scorso dicembre: “Un’assemblea – ha detto –
che ha visto per la prima volta una diretta partecipazione dei giovani, i quali
hanno dimostrato interesse e hanno dato forti segnali di attenzione e volontà
di essere parte attiva in seno alle nostre comunità e alla sua rappresentanza”.
Riguardo all’ordine del giorno presentato durante la scorsa assemblea dal
gruppo dei giovani rappresentanti che hanno preso parte alle giornate del Cgie,
Carozza ha aggiunto: “Dobbiamo e abbiamo il dovere di dare forma e anima
all’ordine del giorno, approvato in quell’occasione, che definiva quattro
obiettivi programmatici. Per rispondere concretamente a quelle indicazioni il
comitato di Presidenza ha ritenuto necessario la convocazione di una riunione
straordinaria della commissione tematica competente assegnando ad essa il
compito di predisporre una documentazione destinata ad aprire un dibattito
sulla questione giovanile in ogni Paese e in ogni continente”. La presenza e il
coinvolgimento di quei giovani è, secondo Carozza, fondamentale anche in vista
della prima Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo che
si svolgerà entro l’anno prossimo.

Carozza ha poi introdotto l’altro punto importante della
scorsa assemblea plenaria riguardante le polemiche nate in seguito al rinnovo
delle cariche vacanti a seguito delle dimissioni di alcuni parlamentari eletti
all’estero: “Quell’elezione – ha detto – ha comportato una discussione tra
molti di noi, sfociata spesso in polemiche che hanno influenzato ingiustamente
e negativamente, in alcuni Paesi il dibattito aperto sulla riforma del Cgie,
sul suo futuro, sul suo ruolo e sulla sua utilità”. “Bisogna necessariamente
riportare la serenità in seno al Consiglio – ha proseguito – e riaffermare il
valore del rispetto reciproco. Il dibattito deve spostarsi sulle cose da fare,
coscienti in ogni caso che la ricerca del consenso più largo, rimane
l’obiettivo principale. Abbiamo tutti la responsabilità della credibilità del
Cgie”. Carozza ha inoltre messo in evidenza la partecipazione, per la prima
volta, dei presidenti degli Intercomites e dei Comites alle commissioni
tematiche svoltesi nei vari Paesi e il nuovo piano operativo per le commissioni
del Cgie: “I documenti prodotti dalle commissioni tematiche saranno inviati a
tutti i consiglieri e ognuno di loro cercherà di promuovere nel suo Paese una
più ampia partecipazione alla riflessione, all’analisi e alla proposta, in
particolare attraverso la consultazione dei Comites, degli Intercomites e delle
associazioni. Ogni consigliere del Cgie arriverà alla riunione della propria
continentale sicuramente più preparato, sostenuto e con un sentimento di
partecipazione più attiva”.

Tra le tematiche riguardanti gli italiani all’estero
affrontate nel suo intervento – Rai International, editoria, Finanziaria 2007 –
Carozza si è soffermato anche sulla scottante questione delle pensioni degli
italiani nel mondo: “Migliaia di pensionati italiani nel mondo si stanno in
questi giorni vedendo negare il diritto di riscuotere la loro pensione italiana
o perlomeno di riscuoterla nel giusto importo e alla giusta scadenza. L’Italia
infatti sembra essere l’unico Paese al mondo dove l’Inps, dovendo
periodicamente cambiare la banca che gestisce i servizi di pagamento, non è in
grado di gestire i propri archivi in modo da mantenere le esatte coordinate
anagrafiche e bancarie dei propri clienti, né impone alle banche di trasmettere
la propria massa di dati alla nuova banca aggiudicataria”, chiedendo a tutti i
pensionati “per l’ennesima volta dal mese di aprile” di comunicare entro il 9
maggio le proprie coordinate bancarie, pena la sospensione dei pagamenti. Tale
operazione non solo “sta mettendo in difficoltà sia gli aventi diritto sia gli
istituti di patronato”, ma comporta anche “un danno economico vero e proprio
per tutti i concittadini pensionati”, che non ricevono il solito accredito
diretto su conto corrente, ma sotto forma di assegno bancario italiano.

 

 

Narducci: “Importante che la riforma non sia al
ribasso”

 

(9colonne Atg)
ROMA – La mattinata della seconda giornata di lavori del Consiglio generale
degli italiani all’estero, in corso di svolgimento alla Farnesina, è stata
dedicata alla discussione del documento di riforma del Cgie. Nel corso del
dibattito è intervenuto anche Franco Narducci, deputato eletto nella
circoscrizione Estero ed ex segretario generale del Consiglio stesso. “Credo –
ha esordito l’onorevole – che in questi mesi ci sia stata una grande attenzione
incentrata sugli italiani nel mondo, un’attenzione che da parte nostra è stata
rivolta a contrastare attacchi anche provenienti dalla stampa, come quello
pubblicato ieri dal Corriere della Sera”. Il quotidiano milanese ha infatti
pubblicato un servizio nel quale si sottolinea il cospicuo numero di
ultracentenari fra i residenti all’estero che beneficiano di una pensione
italiana. Un articolo che evidentemente non è andato giù al deputato: “Bisogna
aprire una riflessione in merito – ha sottolineato – perché c’è un preciso
sistema di regole e norme, per cui un pensionato che per due o tre volte non si
reca a ritirare la pensione perde il beneficio della riscossione. Dovremmo credere
dunque che ci sono banche che si sono approfittate dei pensionati italiani
all’estero?”. Parlando del ruolo del Consiglio, Narducci ha evidenziato che
“bisogna ribadire l’importanza del Cgie, che è un organo straordinario quando è
messo in condizione di lavorare”.

Poi il deputato ha illustrato i rapporti fra il Cgie e i
parlamentari eletti all’estero, sottolineando che “non è facile far arrivare in
Aula le nostre istanze, ma bisogna anche smetterla di dire che i parlamentari
esteri non fanno nulla, perché i nostri compiti, ai quali non ci siamo mai
sottratti, sono quelli di votare i provvedimenti e di produrre proposte di
legge e interrogazioni”. “Forse – ha aggiunto Narducci – l’unico rilievo che ci
può essere mosso è che dovremmo essere più coordinati nelle azioni che
riguardano le comunità italiane nel mondo. In tal senso è apprezzabile lo
sforzo costantemente compiuto dal viceministro Danieli, che invita sempre al
dialogo tutti i parlamentari eletti all’estero, in ogni questione che viene
affrontata”. In merito alla riforma del Cgie, secondo Narducci è essenziale che
“se verrà presentata da deputati e senatori una proposta di legge che è frutto
di una riflessione ormai decennale, il governo non dovrà presentare un’altra
proposta distinta, ma cercare un dialogo e un confronto sulla base di ciò che è
stato discusso in seno al Consiglio”. “Comunque – ha aggiunto – è essenziale
che la riforma non sia una riforma al ribasso. Condivido il metodo scelto, che
è quello dell’approvazione di un documento di indirizzo, che apre al
confronto”. L’onorevole ha chiuso facendo i complimenti ad Elio Carozza, che ha
ricevuto il testimone dallo stesso Narducci nel ruolo di segretario generale:
“Ho molto apprezzato il fatto che non si è lasciato trascinare in polemiche che
se portate avanti avrebbero solo fatto il male del Consiglio. E’ riuscito a
tenere saldo il timone mentre portava avanti tutto il lavoro che c’era da
fare”.

 

 

Bafile: “Nel Consiglio quote riservate a giovani e
donne”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Coinvolgere le donne e rendere protagonisti i giovani. Queste le due
direttrici principali proposte dalla deputata eletta all’estero Marisa Bafile
per la riforma del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunito in
Assemblea plenaria alla Farnesina. Durante il suo intervento, la Bafile ha osservato che il
documento proposto “è in grado di dare una svolta al Consiglio, che in questo
modo può realizzare al meglio la sua funzione di raccordo e di strumento di
informazione per le comunità”. In questa ottica, spiega la Bafile, “serve una quota
nel numero di consiglieri da riservare alle donne e ai giovani”. “Non è un
discorso femminista – aggiunge la deputata – ma un’argomentazione che
corrisponde alla realtà concreta”. Inoltre, “per coinvolgere le nuove
generazioni, è necessario smettere di dire loro cosa devono fare o cosa devono
pensare: ciò significa dare ai giovani spazi di potere e renderli protagonisti
delle decisioni”. Il consigliere sottolinea che sarebbe un errore delegittimare
il Cgie: “Oggi, con la presenza dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni
estere – spiega la Bafile
– il ruolo del Consiglio e dei Comites è ancora più importante, visto che con i
nostri impegni diventa difficile seguire tutti i problemi che riguardano i
nostri connazionali all’estero”. “E’ noto – riferisce l’onorevole – che il
nostro lavoro si deve svolgere in Italia e che la nostra presenza in Parlamento
è necessaria. Ci accusano di tutto e di più, soprattutto di non fare il nostro
lavoro. Con la nostra presenza a Roma e con la nostra attività – conclude la Bafile – dobbiamo invece
dimostrare il contrario”.

 

 

Romagnoli: “Bene la riforma, ma serve un ritocco”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Ero in contrasto con il Cgie e sono quindi contento che oggi si parli
di riforma”. Sono le parole di Massimo Romagnoli, deputato eletto nella
circoscrizione Estero, pronunciate durante il suo intervento nell’assemblea del
Consiglio generale degli Italiani all’estero, riunita fino a domani alla
Farnesina. “Sono d’accordo con la maggior parte del documento proposto, anche
se – precisa Romagnoli – rimangono alcuni dubbi”. In particolare secondo
l’onorevole, il sistema con cui vengono eletti i consiglieri “deve essere
indiretto, a differenza di quello dei Comites in cui invece c’è un’elezione
diretta”. Per quanto riguarda l’ingresso delle nuove generazioni nel Consiglio,
Romagnoli si dice “contrario a un Cgie dei giovani”, ma “favorevole
all’istituzione di quote riservate ai giovani e alle donne, come proposto dalla
Bafile”. Infine, anche all’interno del nuovo Consiglio, rimane “necessaria e
utile la presenza dei parlamentari eletti all’estero, seppur privi del diritto
di voto”.

 

 

Fedi: “Più autonomie locali e giovani generazioni,
meno governo”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Riforme, innovazione, capacità di collegamento e di fare sistema”. C’è
il rilancio del Consiglio generale degli italiani all’estero al centro
dell’intervento di Marco Fedi, deputato dell’Ulivo eletto nella circoscrizione
estero, intervistato da 9colonne
durante l’assemblea plenaria del Cgie. Fedi ha ribadito innanzitutto che il
Consiglio stesso “è uno strumento indispensabile di collegamento con le
comunità italiane nel mondo, di conoscenza ed approfondimento di un patrimonio
di umanità e civiltà che la nostra penisola ha nel mondo”. “La rappresentanza parlamentare
per gli italiani all’estero (12 deputati e 6 senatori) – ha continuato – da
sola non basta ad assolvere ogni compito, pur essendo un momento importante”:
occorrono, alle sue spalle, “l’approfondimento, l’analisi, la competenza, la
voglia di scegliere e di fare” e una classe dirigente adeguata. Fondamentale è
il ruolo del Cgie, che va potenziato. Altrimenti, avverte il deputato
dell’Ulivo, “il rischio è quello di lasciare dietro di noi solo macerie. Per
questa ragione è opportuno che questo Cgie trovi subito, al proprio interno, le
ragioni di un lavoro comune, ristabilendo un giusto equilibrio politico. E
trovi le ragioni, prima che la direzione, di una necessaria riforma”. Fedi ha
invitato a non scindere in compartimenti stagni l’emigrazione tradizionale dai
nuovi movimenti di giovani, ricercatori, scienziati, “come se questi non
fossero aspetti della stessa dimensione”. Sarebbe un errore imperdonabile –
spiega – proprio perché “i figli degli immigrati italiani nati all’estero e i
nostri connazionali che oggi si spostano per la prima volta nel mondo trovano
un atteggiamento diverso nei loro confronti grazie ai sacrifici
dell’emigrazione, alle radici culturali di tante donne e uomini che hanno
costruito il loro futuro in un nuovo Paese, che hanno costruito opportunità per
l’Italia”.

Il monito lanciato dal deputato diessino è di evitare di
“commettere in patria gli stessi errori che hanno allontanato ed ostacolato il
processo d’integrazione delle nostre comunità nel mondo: chiusura al nuovo,
alle altre identità, alla costruzione di una realtà multiculturale,
allontanando il diritto alla partecipazione e alla cittadinanza, scommettendo
sul senso di paura, sulle preoccupazioni, evocando tutto ciò che di negativo è
possibile evocare”. Perciò, riguardo agli immigrati presenti oggi in Italia,
Fedi ha sostenuto che “chi vive in questo grande Paese ed in questa grande
Europa – ed ha un regolare permesso di soggiorno – ci raggiunge con lo stesso
spirito, con gli stessi sogni e le stesse aspirazioni che avevamo noi quando,
in diverse epoche, abbiamo lasciato l’Italia. Vuole quindi apprendere
l’italiano – non è saggio metterlo in dubbio – ed è anche utile che mantenga un
legame culturale con la propria terra di origine; vuole partecipare alla vita
politica, sociale e culturale; vuole poter diventare un cittadino italiano ed
europeo in tempi ragionevoli”. Proprio per questo è imprescindibile “un’ampia e
serena discussione” sul tema della cittadinanza, tendendo tuttavia conto
“dell’urgenza di intervenire a fronte dei cambiamenti che stanno avvenendo
nella società italiana: affiancando al principio dello jus sanguinis quello
dello jus soli – ha sottolineato – diamo una risposta normativa ad una
direttiva comunitaria ma anche ad un principio di civiltà. Riapriamo i termini
per il riacquisto della cittadinanza, saniamo tante situazioni di vera e
propria disparità e di ingiustizia, consolidiamo anche il principio rendendolo
applicabile non oltre una specifica fascia cronologica”.

Tornando sulla riforma del Cgie, che deve essere “profonda”,
Fedi ha lanciato una serie di proposte concrete. In primo luogo essa va legata
al rapporto con le autonomie locali, “senza rinunciare alla Conferenza
permanente Stato-Regioni-PA-Cgie, ma trasformando questa nel Consiglio”.
Occorre inoltre creare “uno spazio alla rappresentanza diretta delle nuove
generazioni. Aumentare il numero di componenti eletti, eliminare una
rappresentanza governativa che non ha ragione di essere, ridurre il numero di
plenarie dando spazio alle Continentali che devono avere forme di collegamento
con i Comites e con le rappresentanze regionali”. Quanto alla Conferenza dei
giovani italiani all’estero, essa può essere “un momento per costruire una
presenza organizzata e collegata alla riforma del Cgie”. Non è mancato quindi
un accenno alla riforma elettorale, tema al centro del dibattito politico
attuale. “Credo – ha spiegato Fedi – che debba attivarsi un tavolo di
concertazione tra maggioranza ed opposizione per arrivare, se possibile, ad una
proposta seria, condivisa. E’ mia opinione che la 459/2001 possa essere
modifica mantenendo saldi alcuni principi: il voto per corrispondenza (alcune
importanti soluzioni tecniche potrebbero renderlo maggiormente rispondente ai
criteri di segretezza e personalità), l’anagrafe volontaria oppure una seria
operazione di sistemazione, le operazioni di scrutinio”. Fedi ha concluso il
suo intervento rivolgendosi poi sia ai membri del CGIE vicini alla maggioranza
dell’Unione, che a quelli legati all’opposizione. Ha invitato questi ultimi ad avanzare
le loro valutazioni “a bocce ferme e non mentre la partita è in gioco”. Quindi
ha spronato la maggioranza di governo. “Non possiamo rischiare di disperdere
questa ricchezza – ha detto – e non è vero che abbiamo superato la fase storica
dell’emigrazione: possiamo trasformarla, far nascere nuove forme di
collegamento e rapporto con l’Italia. Ma alcune riforme fondamentali vanno
fatte, ora, in questa legislatura, insieme, con il contributo costruttivo
dell’opposizione”. “La classe dirigente di questo Paese – ha concluso – non può
sottrarsi a questo compito e non può deludere le comunità italiane nel mondo”.

 

 

Pallaro: “I consolati sono un investimento, non una
spesa”

 

(9colonne Atg)
ROMA – L’italianità all’estero, “tema ancora troppo poco conosciuto dall’Italia”,
è stato il primo punto dell’intervento del senatore Luigi Pallaro, intervenuto
all’interno della prima giornata di lavori del Cgie. Nemmeno il sistema
consolare – ha aggiunto Pallaro – è all’altezza delle richieste della nuova
emigrazione, finché non verranno investiti più fondi per la sua modernizzazione
e il suo adeguamento alla crescente domanda dei connazionali all’estero: “la
rete consolare non è una spesa, ma un investimento, perché sono i consolati e
le ambasciate a dare la nostra immagine all’estero e a rispondere alle
richieste degli italiani nel mondo”. Riguardo alla questione riportata dal
Corriere della sera dei numerosi pensionati ultracentenari che riscuotono la
pensione in Argentina, Pallaro ha aggiunto: “Non è un problema degli italiani
all’estero, ma delle strutture italiane che non verificano e non controllano i
dati dei pensionati”. “Il Cgie – ha detto il senatore – va rinnovato e messo
all’altezza della realtà attuale per poter portare avanti una politica per gli
italiani nel mondo. Infatti, gli italiani non sono più gli emigrati di un
tempo, ma sono un mondo di cittadini italiani o di origine italiana residenti
in altri Paesi e, in questo senso, il Cgie e i Comites sono ancora importanti
per mantenere insieme gli italiani in Italia con gli italiani nel mondo”.

 

 

Micheloni: “Sulla riforma la presidenza coinvolga il
Parlamento”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Se il documento di riforma del Cgie non sarà indirizzato alle Camere ci
sarà il forte rischio di una bocciatura”: è quanto osserva il senatore eletto
nella circoscrizione Estero Claudio Micheloni, intervenuto durante i lavori
dell’assemblea plenaria del Cgie. “Qualsiasi proposta di legge presentata dal
governo – spiega il diessino – arriva ‘morta’ alle Camere, persino se gode di
un precedente accordo trasversale”. Quindi Micheloni suggerisce di “far nascere
il documento dal Parlamento e non dal governo: in questo modo si avrà un
disegno di legge di ampio respiro, non limitato al Cgie ma comprendente anche
argomenti correlati, come quello della cittadinanza”. “Coinvolgere il
Parlamento – aggiunge Micheloni – vorrebbe dire inoltre accorciare di molto i
tempi di approvazione”. Il senatore risponde anche a quanti accusano i
parlamentari eletti all’estero di una certa assenza dal Consiglio: “Dobbiamo
essere presenti nelle Camere e occuparci anche dei problemi generali
dell’Italia – spiega il senatore –. In caso contrario, renderemmo il terreno
fertile a coloro che cercano di delegittimare la nostra carica”.

 

 

Cassola: “Regolamenti prendano atto della nuova realtà
del Parlamento”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Arnold Cassola, deputato Verde eletto in Europa, ha sottolineato, con
una lettera a Fausto Bertinotti, il suo malcontento “per il rifiuto delle
istituzioni ad accettare la nuova realtà nel Parlamento italiano dove,
dall’anno scorso, sono presenti 12 deputati eletti dagli italiani
all’estero”. Cassola spiega che le sue osservazioni nascono “in
seguito al rifiuto da parte della Camera dei Deputati di accogliere la sua
richiesta di partecipazione ai lavori del Cgie”. Infatti, secondo il
presidente della Camera Fausto Bertinotti, il numero limite dei rappresentanti,
eletti in Italia ed all’estero, che potrebbero partecipare ai lavori è pari a
sette e limitato esclusivamente ad alcune Commissioni. “Sembra assurdo –
dice Cassola – non essere considerati ‘competenti in materia’ e dunque esclusi
dai lavori del Cgie solo per l’appartenenza ad una Commissione diversa da
quelle designate. Soprattutto, tenuto conto che il regolamento si riferisce ad
alcune leggi emanate antecedentemente alle presenza dei Deputati eletti
all’estero e che quindi non prende in considerazione la nuova realtà del
Parlamento italiano”.

 

 

Badaloni: “Per il progresso di Rai International serve
la disponibilità dell’azienda”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Senza un’effettiva disponibilità della Rai, non potrà essere raggiunto
un vero progresso di Rai International. Lo sostiene il direttore Piero
Badaloni, intervenuto all’assemblea plenaria del Cgie. “A parte la preziosa
adesione dimostrata dai singoli direttori di telegiornali – spiega Badaloni –
bisognerà verificare l’effettiva disponibilità dell’azienda Rai”. In
particolare l’interesse di Saxa Rubra sarà indispensabile se si vuole dar
seguito al progetto di “incremento del numero dei canali dell’emittente”. In
ballo, sottolinea il direttore, c’è una proposta per la creazione “di un canale
completamente dedicato allo sport, che potrebbe partire in concomitanza con
l’inizio del prossimo campionato di serie A e un canale interamente dedicato
all’informazione, la cui creazione però comporterebbe un riassetto di tutta la
programmazione e quindi necessiterebbe di tempi più lunghi”. Invece gli sforzi
che verranno effettuati entro l’estate, rivela Badaloni, “andranno nella
direzione del rafforzamento del segnale e di una maggiore razionalizzazione dei
costi che devono essere sostenuti nei diversi continenti”. Importante inoltre,
aggiunge il direttore, sarà compiere uno sforzo “per una più corretta
differenziazione della programmazione in relazione al fuso orario”. Badaloni si
riferisce in particolar modo al caso dell’area africana, “che, per via della
grande differenza nel fuso orario, verrà distaccato da quella asiatica per
essere accorpata a quella europea”. Per quanto riguarda la programmazione
invece, Badaloni annuncia che “tra giugno e luglio verrà concluso un accordo
con RaiSat per l’utilizzo di materiale audiovisivo, in particolare artistico,
di cinema e per ragazzi”. Infine, in risposta alle polemiche sugli eventi
sportivi criptati, Badaloni ha osservato che ciò “dipende dai diritti sportivi
e dagli accordi siglati dalle emittenti dei vari Paesi”.

 

 

Marino: “Per un rilancio duraturo necessario
coinvolgere i giovani”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “L’elemento chiave per un rilancio vero e duraturo del Cgie è quello di
un coinvolgimento serio dei giovani italiani all’estero, anche quelli che vi
risiedono temporalmente“. Ad affermarlo a margine della seconda giornata
dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli Italiani all’estero è
Eugenio Marino, viceresponsabile Ds Italiani nel mondo. “Si è aperta una fase
nuova – continua Marino – e andranno rimodulate funzioni e obiettivi del
Consiglio. La relazione di ieri del segretario generale Carozza fa
efficacemente il punto sulle indicazioni e proposte emerse negli ultimi mesi
nei dibattiti, che per la prima volta hanno visto coinvolti nelle Commissioni
Continentali anche Comites e Intercomites“. “Sono assolutamente convinto –
prosegue l’esponente Ds – che il Cgie dovrà svolgere una efficace funzione di
raccordo con i parlamentari, i Comites, le istituzioni, gli enti e le
associazioni che, sia in Italia che all’estero, si occupano della comunità
italiana nel mondo. A questa funzione consegue necessariamente che il Consiglio
venga eletto indirettamente, lasciando ai parlamentari e ai Comites la funzione
di rappresentanza diretta”. “E’ infine vitale – conclude Marino – che la
collocazione del Cgie rimanga all’interno del Mae, mentre può essere utile
ripensare quella della Conferenza permamente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie,
nell’ottica di una riorganizzazione autonoma e svincolata, ma in più stretto
contatto con la
Conferenza Stato-Regioni
”.

 

 

Tremaglia: “Una riforma che va nella giusta direzione”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Sono rimasto molto soddisfatto”: questo il commento dell’ex ministro
per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia in merito al documento di riforma
del Cgie. Tremaglia è intervenuto oggi alla seconda giornata di lavori
dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, in corso
di svolgimento nella sede del ministero degli Esteri. “Ho preso la parola lo
scorso 19 novembre alla Camera – ha ricordato l’onorevole – mentre si discuteva
della Finanziaria, sottolineando che era la prima volta che si dibatteva della
manovra alla presenza di 18 parlamentari eletti dagli italiani nel mondo.
Personaggi che molti in quell’Aula ignoravano, ma che sono invece uomini e
donne di grandissima importanza per i milioni di nostri connazionali residenti
all’estero”. A proposito della riforma del Cgie, Tremaglia esprime un giudizio
positivo per il fatto che questa viene proposta “da chi rappresenta l’Italia
nel mondo”. “Dovete essere partecipi – ha detto l’ex ministro rivolto ai
consiglieri – dell’importanza e della responsabilità di quest’organo istituzionale,
perché con questa riforma il Cgie diventa una parte viva e incisiva,
un’espressione che non può più essere ignorata dalle forze politiche”. Secondo
l’esponente di Alleanza Nazionale però è necessario che il presidente del Cgie
“non sia più un membro dell’esecutivo (attualmente la carica è ricoperta dal
ministro degli Esteri, ndr), perché ciò non è concepibile. E’ come se
assegnassimo la presidenza della Camera a un membro del Parlamento”.

Tremaglia batte ancora sul tasto della sensibilizzazione nei
confronti della politica italiana sull’importanza delle comunità italiane nel
mondo: “Non dobbiamo far dimenticare al Parlamento quanto siete importanti –
dice – Perché altrimenti leggiamo articoli come quello degli ultracentenari sul
Corriere della Sera. Ma perché il Corriere oltre a ricordare quanti
ultracentenari italiani ci sono all’estero, non racconta anche quanti sono gli
italiani che hanno avuto successo, innalzando il nome dell’Italia nel mondo?”
Tremaglia torna poi a rivolgersi ai parlamentari esteri, esortandoli a “far
conoscere e diffondere tutto il lavoro” che svolgono alla Camera e al Senato.
L’ex ministro ha concluso rilanciando la proposta di una commissione bicamerale
degli Italiani nel mondo, uno strumento necessario “per difendere il voto degli
italiani all’estero”. “Un voto – ha sottolineato – che è sotto attacco da più
fronti. Da chi ad esempio dice che chi non paga le tasse non può votare,
dimenticando l’enorme indotto generato dagli italiani nel mondo e dimenticando
che questi in passato con le rimesse hanno salvato l’Italia. Ma bisogna
difendere il voto anche da chi sostiene che all’estero possa votare solo chi lo
richiede o da chi vuole eliminare il requisito della residenza all’estero per i
candidati, svuotando così di significato un traguardo al quale abbiamo dedicato
tanti anni della nostra vita”.

 

 

Lombardi: “Donne e giovani forze della futura
emigrazione”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Il bilancio dei lavori svolti fina ad ora dall’assemblea plenaria del
Consiglio generale degli italiani all’estero “è sicuramente positivo”. Questo
il giudizio del consigliere Norberto Lombardi, coordinatore del Forum per gli
Italiani nel mondo ed esponente dei Ds all’estero, durante il secondo giorno di
lavori del Cgie. “Ieri – spiega – il viceministro Franco Danieli ha espresso,
con il suo solito pragmatismo e concretezza, una proposta ricca di riferimenti
concreti, nella quale si possono riscontrare temi che riguardano proprio la
vita delle nostre comunità all’estero”. Secondo Lombardi, un ulteriore aspetto
che ha contribuito a dare validità al lavoro del consiglio è stata la relazione
del segretario generale, Elio Carozza. “Ci siamo inoltre trovati davanti a una
robusta relazione del segretario generale che non si è limitato soltanto a
fornire alcune indicazioni di lavoro, come la riforma del Cgie, dell’editoria e
dell’informazione, ma costruisce intorno ad esse un impianto convincente,
cercando di promuovere gli italiani all’estero come una risorsa che deve essere
giocata sia sul piano dell’internazionalizzazione che delle relazioni
interculturali nei paesi di residenza”. L’esponente dei Ds passa poi ad
analizzare in particolare la riforma del Consiglio, che definisce
“convincente”, precisando però che “verrà migliorata”. “A me sembra – osserva
Lombardi – che la proposta di riforma aggiunga alle funzione consultiva e di
rappresentanza del Cgie una ormai indifferibile funzione di raccordo: da un
lato con i Comites e dell’altro con la delegazione parlamentare. Oltre a ciò
però – aggiunge il consigliere – si deve fare un ulteriore sforzo coraggioso
per orientare al futuro questa assemblea e collocarla nelle dinamiche delle
nostre comunità, che saranno sempre più comunità di origine e sempre meno
comunità di cittadini in senso stretto”. “In particolare – conclude l’esponente
dei Ds – bisogna dare maggiore spazio e attenzione alle donne e ai giovani,
forze nuove che potranno consolidare e sviluppare i rapporti tra le comunità di
origine e l’Italia”.

 

 

Longo (Uil Scuola): “Positivo l’impegno di Danieli
sull’istruzione”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Certamente positivo l’impegno manifestato all’assemblea del Cgie dal
viceministro degli Esteri, Franco Danieli, di presentare al più presto una
iniziativa legislativa per riformare i corsi di lingua italiana all’estero”. Lo
ha dichiarato Angelo Luongo, responsabile del dipartimento estero della Uil
scuola, in merito alla relazione di governo presentata ieri da Danieli al
Consiglio generale degli italiani all’estero. “Se la riforma della legge 153 –
aggiunge Luongo – ormai ineludibile, a sostegno di una politica attiva di
diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero prenderà l’avvio,
come annuncia il viceministro, dalla consultazione degli operatori del settore
e di tutti i soggetti interessati, potrà davvero segnare quella inversione di
tendenza, che arresti finalmente il processo di privatizzazione in corso
dell’intervento scolastico e culturale italiano all’estero, che da anni il
sindacato denuncia”. “Infatti – prosegue – a oltre trent’anni dall’emanazione
della legge 153/71, il mancato superamento del carattere assistenziale della
politica scolastica e gli indici di insuccesso scolastico denunciati dal
viceministro sono proprio da ricondurre alla consistente riduzione
dell’intervento diretto dello Stato in materia scolastica a partire dal 1993,
espressa in primo luogo dalla soppressione dei posti di docenti di ruolo con
l’avvio di un processo che ha condotto alla situazione attuale, caratterizzata
da una più marcata separazione tra il settore pubblico e gli Enti gestori”. “Si
tratta quindi di una occasione davvero irripetibile – ha aggiunto Luongo – per
riformare l’attuale assetto settoriale dei vari interventi, sulla base di un
articolato monitoraggio di tutte le risorse utilizzate, dalla promozione
culturale agli istituti italiani di cultura, dai corsi di lingua italiana alle
nostre scuole statali e alle centinaia di lettorati di lingua italiana presenti
nelle università all’estero”. “La
Uil
scuola – ha concluso il responsabile del dipartimento
estero – propone una vera e propria cabina di regia che coordini il lavoro di
tutte componenti interessate, composta dai diversi ministeri, Mpi e Mae, e che
garantisca le necessarie sinergie, evitando sovrapposizioni e sprechi di
risorse. Una riforma che si avvalga dei nostri migliori docenti statali,
adeguatamente preparati e selezionati professionalmente a rappresentarci nel
mondo”.

 

 

Cgie, presto on-line il sito internet del Consiglio

 

(9colonne Atg)
ROMA – Sarà presto on-line il sito internet del Consiglio generale degli italiani
all’estero. Il sito, raggiungibile all’indirizzo www.cgie.it, è al momento
ancora in fase di costruzione ma presto, come sottolineato dal segretario
generale Elio Carozza nel corso dei lavori dell’assemblea plenaria in corso di
svolgimento alla Farnesina, conterrà tutti i documenti relativi al Consiglio e
ai suoi membri, alle Commissioni e ai Comites. Saranno inoltre presenti
approfondimenti e uno spazio destinato ai sondaggi sulle tematiche che più da
vicino riguardano le comunità italiane nel mondo.

 

 

 

Italiani nel Mondo

 

Marini celebra la festa dei
lavoratori italiani all’estero

 

(9colonne Atg)
LONDRA – Fermare la “mattanza” delle morti bianche, combattere il
precariato che danneggia la famiglia e pensare all’immigrazione ricordandosi di
quando “gli albanesi eravamo noi”. Ha parlato così Franco Marini
intervenendo a Londra alla celebrazione della Festa dei lavoratori italiani
all’estero, organizzata dalle Acli. Davanti alle delegazioni di italiani
provenienti da tutto il mondo, il presidente del Senato ha ricordato la
tragedia dei minatori di Marcinelle e le tragedie quotidiane che, non solo
nelle ultime settimane, hanno insanguinato l’Italia a causa dell’insicurezza
nei cantieri. Marini ha invitato a mettere il tema della sicurezza sul lavoro
al centro dell’agenda della politica italiana. Secondo il presidente del Senato
“ogni volta che muore un lavoratore viene inferto un duro colpo ai modelli
sociali e civili che gli Stati del nostro continente nel tempo sono stati in
grado di esprimere”. L’altra piaga che colpisce il lavoro è quella del
precariato. Un problema che, a detta di Marini, andrebbe affrontato da governo
e Parlamento. “La necessità di dare flessibilità all’impresa – ha
sottolineato il presidente dell’aula di Palazzo Madama – non deve portare ad
allargare in maniera eccessiva la precarietà del lavoro, perché questo è contro
la famiglia”. I giovani sono le vittime dell’allargamento incontrollato
dell’area della precarietà e, in alcuni casi, anche del sommerso: “Una
delle maggiori sfide con la quale siamo costretti a confrontarci è quella di
conciliare il dinamismo dell’economia e la giustizia sociale. Ma ripensare al
lavoro – ha proseguito Marini – significa anche puntare a un’idea forte di
sviluppo sostenibile, tale perché pone al centro l’uomo e l’ambiente”.

E’ su questo punto che, a Londra, Marini ha chiamato in
causa le Acli che “hanno continuato a privilegiare due momenti
fondamentali per la vita dei lavoratori e delle loro famiglie: l’assistenza e
la formazione” con una presenza significativa in molti Paesi. Una presenza
che deve continuare, ha detto Marini, a essere valorizzata e organizzata
“in un mondo sempre più integrato perché abbiamo interesse a non
trascurare le potenzialità di conoscenza del nostro Paese e la diffusione più
organica della nostra cultura nel settore dell’educazione e delle scuole
italiane all’estero”. Oggi però, ha aggiunto la seconda carica dello
Stato, l’Italia ha fatto anche qualcosa di più, “assicurando ai
concittadini all’estero l’elezione di rappresentanti nel Parlamento”
diventati, per via dell’equilibrio politico, “determinanti” nella
Camera da lui presieduta. “La presenza di due delegazioni importanti alla
Camera e al Senato – ha aggiunto Marini – sono e debbono essere la garanzia di
un attenzione che nel passato qualche volta è stata declamata e poi non c’è
stata”. Il terzo punto del discorso del presidente del Senato ha
riguardato il tema dell’immigrazione. Esigere il rispetto delle leggi è giusto,
ha detto Marini, ma “non dobbiamo dimenticare i nostri nonni”.
“A partire da un secolo fa – ha spiegato – spesso gli albanesi siamo stati
noi, alla ricerca dell’occupazione, nella presenza del mondo del lavoro e nel
cercare di guadagnarci rispetto. Molti di noi possono dirlo, non soltanto
genericamente ma proprio direttamente”.

 

 

Mercosur, Danieli:
“L’America Latina deve avere un ruolo da protagonista”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Non potendo personalmente presenziare per impegni di governo alla
Sessione Costitutiva del Parlamento del Mercosur che si è tenuta il 7 maggio a
Montevideo, il viceministro agli Affari Esteri Franco Danieli ha inviato una
lettera al presidente Alfonso Gonzales Nunez per riaffermare “la grande
soddisfazione per un evento importante non solo per l’America Latina ma per
tutti coloro che, come noi, considerano essenziale un ruolo protagonista
dell’America Latina sullo scenario internazionale”. “Le criticità e l’ampiezza
dei problemi che ci troviamo ad affrontare – afferma il viceministro – dalla
crisi ambientale planetaria alle guerre, dal riarmo nucleare al terrorismo,
fino al perdurante e inaccettabile solco che divide Paesi ricchi e Paesi
poveri, richiedono uno sforzo determinato e congiunto tra tutti quei Paesi che
ritengono prioritario il recupero di una strategia multilaterale, la definizione
di nuove regole e nuove relazioni internazionali, il rilancio e la
riqualificazione dell’Onu, una strategia condivisa per prevenire e fermare i
conflitti, per intervenire sui cambiamenti climatici, per rilanciare strategie
di sviluppo e di lotta alle povertà”. “Lavorare per una governance
multilaterale del mondo è possibile – conclude il viceministro Danieli –
attraverso la collaborazione tra grandi aree, tra reti istituzionali dinamiche
e rinnovate, e per questo obbiettivo il rapporto tra Europa e America Latina,
tra Unione Europea e Mercosur, e da domani tra il Parlamento Europeo e quello
del Mercosur è un elemento essenziale, per il superamento di disuguaglianze e
conflitti e per la progressiva stabilizzazione democratica delle diverse aree
del mondo”.

 

 

Polemica del Corsera:
“Record di ultracentenari fra i pensionati italiani all’estero”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Andare tutti a vivere in Argentina. Che altro suggerimento trarre dopo
aver visto i dati sulle pensioni erogate dall’Inps all’estero?”. Se lo chiede
il Corriere della Sera che ha pubblicato l’8 maggio un’inchiesta sul record di
ultracentenari con la pensione fuori dall’Italia: “In Argentina, appunto, c’è
un pensionato italiano di 109 anni. Ma anche tre di 108. Otto di 107. Tre di
106. E poi 11 di 105, 10 di 104, 32 di 103, 51 di 102, 52 di 101 e persino 103
di 100 anni. Per un totale di 276 italiani, regolarmente pensionati dall’Inps,
ultracentenari. A cui se ne aggiungono altri 5.854 che di anni ne hanno almeno
90. Letteralmente, un miracolo anagrafico. Ma non isolato, come sta saltando
fuori dalla più massiccia operazione di riordino dei trattamenti previdenziali
corrisposti a cittadini residenti all’estero che l’Inps ha avviato in seguito
alla nuova gara per la gestione dei servizi di pagamento. In precedenza
affidata a Istituto centrale delle banche popolari, Bnl e Intesa, questa volta
l’hanno vinta da sole le banche popolari. Non senza qualche strascico, se è
vero che uno dei partecipanti (Capitalia) ha subito fatto ricorso. L’istituto
preseduto da Gian Paolo Sassi paga 418.651 pensioni in 141 Paesi del mondo,
spendendo ogni anno circa 1,3 miliardi. Sono in larga misura trattamenti molto
modesti, al punto che gli assegni superiori ai 65 euro al mese sono 276.442.
Ebbene, 20.576 vengono incassati ogni mese da una persona che ha un’età
compresa fra 90 e 99 anni. Mentre 635 sono intascati da una che ne ha
addirittura più di 100”.

Settantotto di questi ultracentenari, sottolinea il
giornalista Sergio Rizzo, “stanno in Canada, 61 in Francia, 60 negli Stati
Uniti, 44 in Australia, 20 in Slovenia, 10 in Austria. Ce n’è anche uno
aMontecarlo. Se i numeri sono giusti, questo vuol dire che ogni 435 italiani
che percepiscono una pensione Inps all’estero, c’è un ultracentenario. Una
proporzione oltre quattro volte superiore rispetto ai trattamenti pagati
dall’istituto di previdenza in Italia, dove gli ultracentenari pensionati sono
7.309. Ossia uno ogni 2.000 circa. Insomma, qualcosa non quadra”. Il numero
“anomalo” di ultracentenari “rilevato anche dalla Farnesina in occasione delle
ultime elezioni politiche. Probabile conseguenza della difficoltà di avere dati
aggiornati”. Il quotidiano rende quindi noto l’avvio di una procedura di
riordino delle pensioni estere, notando perp che “non sarà una passeggiata: proteste
e le difficoltà ad accettare le novità in qualche caso sono state già
segnalate. Tanto che il ministero degli Esteri ha deciso di aprire un tavolo
tecnico di collaborazione con consolati e patronati, affidato al viceministro
Franco Danieli” mentre Sassi spera di “tagliare” almeno 20 mila pensioni pagate
all’estero laddove, “in poco più di un anno, dal dicembre 2005, le pensioni
pagate dall’Inps a cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali
sono aumentate di 8 mila unità”. Al momento “l’Inps e l’Istituto centrale delle
banche popolari hanno mandato ai pensionati il modulo per la scelta del sistema
di pagamento insieme a una lettera con la quale si precisa che il modulo stesso
dovrà essere restituito con una dichiarazione di esistenza in vita. E qualche
risultato già si sarebbe ottenuto: “Dei 325 mila moduli finora spediti ad
altrettanti pensionati ne sono tornati indietro 150mila: nel pacco delle
risposte anche un migliaio di comunicazioni relative a persone decedute. Con la
nuova gara l’Inps pagherà dove possibile tutte le pensioni in euro. Inoltre, a
carico dei pensionati non dovrebbero più gravare commissioni che in molti casi
si erano rivelate esosissime (fino a 15 euro per operazione). Si cercherà poi
di scoraggiare il pagamento con assegno bancario, privilegiando i bonifici. Ai
pensionati titolari di trattamenti di importi piccolissimi sarà proposto il
pagamento di un forfait per chiudere la pratica”.

 

 

Sudamerica: un convegno su
anziani e bambini italiani in difficoltà

 

(9colonne Atg) ROMA
– E’ in programma il prossimo 14 giugno alla Camera dei deputati il convegno,
promosso dalla deputata italovenezuelana Mariza Bafile, dedicato ad “Anziani e
bambini in difficoltà nelle comunità italiane del Sudamerica”. All’evento
parteciperanno il viceministro per gli Italiani nel mondo Franco Danieli, il
ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, la vicepresidente del gruppo
dell’Ulivo alla Camera dei deputati Marina Sereni, la presidente della
Commissione parlamentare per l’Infanzia Anna Serafini, il segretario generale
del Cgie Elio Carozza, il vicesegretario d’area per il Sudamerica Francisco
Nardelli, i membri consiglieri del Cgie, presidenti e membri dei Comites del
Sudamerica, le organizzazioni sindacali (tra gli altri, Betty Leone, segretaria
generale del sindacato Pensionati della Cgil), i patronati, gli assessori
regionali per le tematiche dell’emigrazione e le associazioni sociali e del
volontariato (tra gli altri, padre Domenico Locatelli, direttore nazionale
Migrantes per gli Italiani nel mondo) che si occupano attivamente di questi
temi.

 

 

Uruguay: Italia Lavoro avvia
il progetto Ites

 

(9colonne Atg)
MONTEVIDEO – Sulla base della Convenzione sottoscritta con il ministero del
Lavoro il 25 gennaio 2006, Italia Lavoro S.p.A, specializzata in assistenza
tecnica nel campo delle politiche del lavoro e nella promozione e
qualificazione dei servizi per la formazione professionale e l’impiego, ha
avviato in Sudamerica una serie di programmi e interventi rivolti
all’occupazione e allo sviluppo della comunità degli italiani all’estero, che
prende il nome di Progetto Ites. Con lo scopo di promuovere e sostenere la
qualificazione professionale e l’occupazione dei connazionali, in particolare
delle giovani generazioni, il progetto persegue gli obiettivi di: facilitare
l’integrazione degli enti e delle organizzazioni di origine italiana nel
contesto normativo e operativo del Paese al fine di renderne stabile e
continuativa l’attività; favorire l’aggregazione di risorse e competenze per la
qualificazione dell’offerta formativa generata nell’ambito degli enti e delle
organizzazioni che operano sul mercato locale; promuovere una maggiore
cooperazione nelle iniziative di accesso al lavoro con i processi in atto nel
mercato del lavoro italiano; promuovere e diffondere la conoscenza dei servizi
per la formazione ed il lavoro alle generazioni più giovani introducendo
servizi e proposte operative realizzate con il coinvolgimento degli enti e
delle organizzazioni che aderiscono alla rete promossa con l’azione di sistema.

In seno al progetto verranno attivate delle azioni che
mirano a favorire la creazione di una rete di servizi per il lavoro secondo il
modello della Borsa continua del Lavoro, mediante la costruzione di una
organizzazione permanente di servizi che si integrino in modo sinergico e
virtuoso con il mercato del lavoro locale e che contemporaneamente rafforzino
il sistema di intervento della comunità italiana verso la comunità stessa. Le
linee operative individuate dal Progetto si svilupperanno su quattro aree
strategiche: Comunicazione ed Animazione; Assistenza all’organizzazione dei
servizi; Sperimentazioni per l’avvio dei servizi; Predisposizione e adeguamento
delle infrastrutture tecnologiche di servizio. A tal proposito Federica Raso,
membro del team di Italia Lavoro Uruguay afferma che “le prime iniziative sono
rivolte a promuovere la partecipazione al progetto di tutte le realtà
organizzative presenti e attive nell’ambito della comunità degli italiani in
Uruguay e la costituzione di partneriati istituzionali con Italia Lavoro”.
Proprio in questi giorni, il team di Italia Lavoro ha avviato le attività
inerenti alla prima fase del progetto, dedicandosi al rilevamento delle
necessità delle imprese uruguaiane in termini di fabbisogni professionali e di servizi
allo sviluppo dell’impresa.

 

 

Lingua italiana:
interrogazione di Romagnoli al ministro Bonino

 

(9colonne Atg)
ROMA – Un’interrogazione sulla valorizzazione del patrimonio linguistico
italiano all’estero e all’insegnamento della lingua italiana in Europa è stata
presentata dal deputato di Forza Italia eletto all’estero, Massimo Romagnoli,
all’indirizzo del ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino. “Premesso
che – si legge nel testo dell’interrogazione – il dibattito sull’utilizzo delle
lingue ufficiali dell’Ue all’interno delle Istituzioni non ha ancora ricevuto
una risposta in relazione alla proposta di definire un sistema nuovo per l’uso
delle lingue ufficiali e una definizione delle lingue di lavoro e del loro uso;
la Commissione
europea ha già sottolineato in varie occasioni che tutte le lingue ufficiali
sono allo stesso tempo lingue di lavoro e possono quindi essere utilizzate a
pieno diritto e al medesimo titolo nelle Istituzioni; per garantire
l’efficienza del processo decisionale, il regolamento interno della Commissione
fissa le disposizioni relative all’uso delle lingue all’interno della stessa
Commissione; i testi devono essere disponibili in tutte le lingue ufficiali
dell’Ue per poter essere trasmessi ufficialmente ad altre Istituzioni
comunitarie e/o pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea; la Commissione impiega
persone provenienti dai vari Stati membri dell’Unione europea”. “Conformemente
allo spirito del Trattato – prosegue l’onorevole – la Commissione incoraggia
e pratica il multilinguismo; le disposizioni interne dei servizi relative alla
redazione dei documenti e allo svolgimento delle riunioni sono pertanto
lasciate alla discrezionalità dei funzionari di alto livello della Commissione
stessa; l’utilizzo sempre più frequente della lingua italiana in Europa e nel
mondo è un dato di fatto. Al momento della fondazione della Cee e della Ceca la
lingua italiana era lingua ufficiale e lingua di lavoro, prima che aderissero
gli altri Stati membri; la pubblicazione del Rapporto Eurydice
sull’insegnamento della lingua italiana in Europa evidenzia dati molto
preoccupanti”. Romagnoli chiede dunque di “conoscere i provvedimenti che il
governo intende presentare per la valorizzazione del patrimonio linguistico
italiano all’estero ma soprattutto in relazione all’insegnamento della lingua
italiana in Europa”, e di “conoscere quale sia l’attuale impegno del governo
nei confronti dei giovani cittadini italiani, figli di emigrati, che vogliono
riavvicinarsi alla loro lingua d’origine”.

 

 

Canada, Intercomites: con i
giovani per parlare del futuro

 

(9colonne Atg)
MONTREAL – Giovanna Giordano, presidente del Comites di Montreal, durante la
recente assemblea nazionale dell’Inter-Comites del Canada, ha sottolineato come
il futuro dell’associazionismo italiano in Canada sia giunto a un importante
punto di svolta, affermando che “per dare più forza e autorevolezza alle nostre
comunità, e consolidare la nostra presenza in seno alla società canadese,
occorre dare ampio spazio ai giovani ai quali affidare il futuro delle nostre
associazioni e la divulgazione della nostra cultura”. All’incontro di Montreal
erano presenti, oltre alcuni giovani del Comitato Organizzatore dei Giovani
Italiani del Canada, i presidenti dei Comites di Toronto, Gino Cucchi di
Vancouver, Alberto Leone di Edmonton, Luciana Desantis, e per il Comites di
Ottawa Rolando del Rio: portavoce di quegli organismi comunitari (Comites)
creati con lo scopo di fare da ponte tra i rappresentanti governativi italiani
e le istituzioni delle comunità italiane sparse nelle varie città. Gli ospiti
provenienti dalle altre Province sono stati accolti dai membri del Comites di
Montreal, tra cui la coordinatrice Giovanna Giordano e il vice-presidente Tony
Vespa, la segretaria Alda Viero e gli altri componenti del consiglio, Filippo
Salvatore, Gennaro Panzera, Anna Maria Maturi e Vittorio Capparelli. Tra gli
argomenti trattati in quest’ultima riunione c’è stata: la riforma del Cgie; la
preparazione per la
Conferenza
mondiale dei giovani che avrà luogo nel 2008; la
proposta per una campagna di sensibilizzazione allo scopo di far nascere
associazioni di giovani nelle varie parti del Canada; la richiesta di
un’agenzia di stampa per gestire un Forum dedicato ai giovani su Internet e,
infine, la ricerca di libri per creare biblioteche nelle sedi dei Comites.

Tra le questioni che i giovani italiani del Canada
vorrebbero portare all’attenzione della Conferenza, figurano il riconoscimento
dei titoli di studio, la legge sulla doppia cittadinanza, il desiderio di
conoscere i programmi di accoglienza che pur esistono in varie regioni
d’Italia. Alla riunione era presente anche Giovanna Villella che ha già vissuto
una prima esperienza, qualche mese fa, partecipando a Roma al primo raduno dei
giovani provenienti da varie parti del mondo. Insieme ad alcuni membri del
Cogic (Comitato organizzatore dei giovani italiani del Canada), Villella sta
lavorando alla stesura di un piano che si prefigge di sensibilizzare i giovani
in vista di una pre-conferenza che dovrebbe svolgersi a Montreal, primo “step”
verso l’apertura di una campagna a più vasto raggio da allargare al resto del
Canada. “Desiderano estendere la voglia di camminare al passo con la nostra
cultura e con la nostra italianità anche alle altre città dove vivono italiani
– afferma – . In Canada ci sono circa 1 milione e 300 mila italiani e, tra
essi, tantissimi giovani affermatisi in tutti i campi”.

“Vorremmo cercare di raggiungerli per far rivivere in loro
lo stesso spirito dei nostri padri i quali, pur integrandosi nella società
canadese, non hanno perduto la loro italianità – aggiunge Villella -. I nostri
giovani hanno bisogno di essere incoraggiati così da farsi eleggere nelle varie
associazioni – aggiunge Giovanna Giordano –. Ormai sono loro che devono sostituire
gli anziani se si vuole che le nostre comunità continuino ad esistere. Bisogna
sfatare l’idea che le nuove generazioni, essendosi integrate nel sistema
canadese, si allontanano dalla nostra comunità. Ci sono una ventina di scuole
Picai a Montreal che, da oltre trent’anni, aprono le porte ai figli dei nostri
giovani che ogni sabato apprendono la lingua italiana”. Ad avvalorare questa
realtà c’è che oltre 6.500 alunni di tutte le età, frequentano, durante tutto
l’anno, scuole in cui si insegna anche l’italiano. “Se, in seno alle comunità
delle altre città, si riesce a superare lo scoglio della rassegnazione, –
conclude la presidente del Comites di Montreal – siamo convinti che la nostra
lingua e la nostra cultura rimarranno segni tangibili destinati a distinguerci
e a costituire il nostro orgoglio”.

 

 

Bergamaschi nel mondo:
generazioni a confronto fra passato e presente

 

(9colonne Atg)
BERGAMO – I motori si stanno scaldando, inizia il conto alla rovescia per le
manifestazioni della Festa della Provincia e del terzo Raduno Internazionale
dei Bergamaschi del mondo, entrambi in programma per il 26 e 27 maggio. “Sarà
un week end speciale – dicono dalla Provincia – di festa aperta a tutti: agli
emigranti che da anni, forse da generazioni, hanno lasciato la loro terra per
cercare lavoro in giro per il mondo; ai bergamaschi che hanno esportato il nome
di Bergamo in Italia; a tutta la gente di città e provincia che in questi
giorni vorrà ritrovare le proprie radici e avvicinarsi alla propria storia”.
Tutto pronto per l’abbraccio di Bergamo ai suoi 2.000 emigranti, attesi per
l’occasione. Teatro del doppio evento sarà la Fiera di Bergamo dove, passato e presente di
Bergamo, si incontreranno per raccontarsi alle nuove generazioni. Saranno
presenti bergamaschi emigrati in America, Australia, Africa, Asia e Europa,
ciascuno con i propri traguardi e successi raggiunti. Il filo conduttore e il
senso della due giorni di festa, sarà riassunto nel titolo dato della
manifestazione: “Dall’Albero degli zoccoli all’algoritmo”, che sono i due
estremi della storia bergamasca, le due sintesi perfette della povertà di un
tempo e della modernità. Da una parte infatti si trova quel passato fatto di
sacrifici e speranza raccontato dal grande regista bergamasco Ermanno Olmi,
dall’altra l’ingegnere. Andrea Viterbi – bergamasco fuggito in America nel ‘39
a causa delle leggi razziali – inventore dell’algoritmo alla base della
trasmissione dati del Gsm e del funzionamento del cellulare. Proprio il
prossimo autunno, grazie anche all’iniziativa della Provincia e del presidente
Valerio Bettoni, da tempo in contatto con il professor Viterbi, il ricercatore
sarà insignito della laurea honoris causa dall’Università degli Studi di
Bergamo.

 

 

Usa: ad agosto “Unico
National” in Florida compie 85 anni

 

(9colonne Atg)
FORT LAUDERDALE – Dal 1° al 4 agosto Fort Lauderdale, in Florida, sarà la sede
dove si svolgerà il convegno nazionale che celebrerà l’85esimo anniversario
dell’organizzazione comunitaria “Unico National”, che venne fondata da Antonio
Paolo Vastola in Waterbury (Ct.), il 10 ottobre 1922. Nel corso del convegno
verrà insediato il nuovo presidente eletto Joseph Agresti, residente a Clifton,
nel New Jersey, che subentra a John Alati, da Verona (New Jersey). L’Order Sons
of Italy in America ha il primato di anzianità rispetto all’Unico, essendo
stato fondato nel 1905 nella “Little Italy” di Manhattan da Vincent Sellaro;
per questo tra le due organizzazione vi è una certa rivalità, per portata
nazionale e dimensione, entrambe infatti dispongono di 500mila aderenti. Nata
con il motto “Service above self” (“Ama il tuo prossimo più di te stesso”),
l’“Unico” ha scelto diverse parole inglesi che danno la sintesi della sua
missione, come: Unity, Neighborliness, Integrity, Charity, Opportunity; cioè
Unità, Amor del prossimo, Integrità, Carità e Opportunità. Con le sue iniziali
è stata così ricavata la sigla “Unico”. “L’Unico National, ossia la presidenza
dell’organizzazione, e i vari ‘Capitoli’, sparsi negli Stati Uniti, –
sottolinea il presidente Agresti – erogano costantemente borse di studio,
inviano contributi alla ‘Cancer Society’ (Società per le ricerche sul cancro),
alla ‘Cooley’s Anemia Society’ (Società per le ricerche sulla Talassemia o
Anemia Mediterranea), al ‘St. Jude Hospital’, alle case di cura, a enti
culturali e didattici, a licei ed atenei per corsi di lingua e cultura
italiana, ad enti pubblici per piani regolatori, piani ecologici, per la
prevenzione dell’inquinamento e molti altri ancora”.

Joseph Agresti, che rimarrà al timone dell’Unico per un
anno, nel ringraziare per la fiducia in lui riposta, ha assicurato gli elettori
(i presidenti dei vari Capitoli in tutti gli Stati Uniti, a capo dei 500mila
aderenti su scala nazionale), che continuerà a convalidare e rafforzare le
varie iniziative benefiche dell’Unico e a custodire gelosamente e preservare il
retaggio italiano, cercando di acquisire sempre nuove adesioni fra i giovani ed
esaltare il nome italiano. Infine, il presidente ha accennato circa
l’elaborazione di un “libro ricordo”, che verrà stampato durante il convegno,
sul quale, chi vorrà, potrà inserire un proprio annuncio, che possa servire per
la propria identificazione e missione e, nello stesso tempo, contribuire alla
spesa del libro e al fondo-spesa per il finanziamento delle varie iniziative
benefiche e filantropiche.

 

 

Dante Alighieri: al via
corsi di cucina italiana nelle Filippine

 

(9colonne Atg)
MANILA – Cresce nelle Filippine la passione per la cucina italiana. Il Comitato
della “Dante Alighieri” di Manila ha infatti annunciato l’inizio di un corso ad
hoc, offrendo così agli iscritti l’opportunità di accostarsi in modo creativo e
goloso alla cultura del nostro Paese. In quattro giornate gli aspiranti cuochi
potranno apprendere alcune delle ricette più gustose presenti nei tradizionali
menù di casa nostra: il 9 maggio toccherà al riso e alle tecniche culinarie che
lo assemblano ai diversi ingredienti; il 16 maggio sarà la volta della pizza,
in tutte le sue varianti; il 23 maggio un apposita lezione sarà riservata alla
preparazione dei vari tipi di pasta; il 30 maggio, infine, si svolgerà una
sessione speciale sui sughi e sulle salse. Per informazioni:
www.dantemanila.com, dantemanila@yahoo.com.

 

 

I veneti del Belgio alla
scoperta della regione

 

(9colonne Atg)
BELLUNO – Vacanze venete per una ventina di emigrati della regione che
arriveranno a Belluno il prossimo 12 maggio, dal Belgio. Visiteranno le più
località della Regione e della Provincia, s’incontreranno con l’assessore
regionale De Bona, con il presidente della Provincia Reolon, con l’Associazione
Bellunesi nel Mondo e con alcune nostre “Famiglie” di ex emigranti.
L’iniziativa viene realizzata dalla nostra associazione, in collaborazione con la Provincia di Belluno, e
con il sostanziale contributo della Regione del Veneto.

 

 

“Festa del Piemonte” al
museo dell’Emigrazione di Frossasco

 

(9colonne Atg)
TORINO – “Al fine di favorire la conoscenza della storia del Piemonte, di
valorizzare l’originale patrimonio linguistico, di illustrare i valori di
cultura, di costume, di civismo, nel radicamento e nella loro prospettiva,
nonché di far conoscere adeguatamente lo Stato e i simboli della Regione, è
istituita la Festa
del Piemonte”. Così recita la Legge Regionale n. 26 del 10 aprile 1990, la quale
annuncia che “essa ricorre il 22 maggio, giorno dell’anniversario della
promulgazione dello Statuto Regionale, avvenuta il 22 maggio del 1971”.
L’appuntamento sarà posticipato al 26 maggio e si terrà a Frossasco, in
provincia di Torino, presso il Museo dell’Emigrazione Piemontesi nel Mondo.
All’evento sono attese le partecipazioni di delegazioni provenienti
dall’Argentina, Austria, Cina, Francia, Romania, Svizzera e Roma. Il programma
della festa prevede l’inaugurazione di due mostre a partire dalle ore 10,00:
“Migrazioni Italiane” a cura del Centro Altreitalie e della Fondazione Giovanni
Agnelli di Torino; “I Piemontesi nel Mondo e la loro storia postale”, in
collaborazione con l’esperto filatelico Giuseppe Tesio. Di seguito sarà dato
spazio al saluto delle delegazioni estere; il conferimento del Premio
“Piemontesi Protagonisti” a personaggi particolarmente benemeriti nella cultura
e nel settore emigrazioni; la presentazione di libri sull’emigrazione
piemontese a Chambery e Marsiglia (Francia); dopodichè si darà il via alla
celebrazione della “Festa del Piemonte”, che vedrà il saluto di Rolando
Piccioni, presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Al termine
delle celebrazione, infine, saranno assegnate dei diplomi speciali alle delegazioni
estere presenti.

 

 

Conclusa la mostra “Qui tutto bene – The
Italians in New Zeland”

 

(9colonne
Atg) WELLINGTON – Con una cerimonia breve ma intensa si è conclusa domenica 6
maggio 2007 presso il Museo Nazionale Te Papa Tongarewa di Wellington la mostra
“Qui Tutto Bene – The Italians in New Zealand”, ivi ospitata dal 13
novembre 2004. La mostra “Qui Tutto Bene”, frutto della stretta e
proficua collaborazione tra il Museo Te Papa, la Comunità italiana in
Nuova Zelanda e l’Ambasciata d’Italia era stata aperta a fine 2004 con il
proposito di raccontare, servendosi soprattutto di scatti fotografici,
testimonianze ed oggetti personali, la storia dell’emigrazione italiana in
Nuova Zelanda. Per due anni e mezzo il principale Museo del paese ha offerto
una importante vetrina della nostra storia e cultura, grazie anche alla
realizzazione di eventi collaterali (musica, teatro, cinema, poesia) che hanno
raccontato l’Italia attraverso quanto di meglio si poteva offrire in termini di
intrattenimento. Il riscontro è stato molto caldo, significativa testimonianza
del reciproco affetto ed interesse che unisce questi due Paesi così lontani. La
mostra è stata visitata da oltre 1 milione di persone (la popolazione della
Nuova Zelanda e’ di solo 4 milioni) e ha reso ai neozelandesi più familiare
l’Italia di oggi dal design alla moda, dalla cultura all’economia, dalla storia
alla società raccontando proprio la vita quotidiana umile, fiera e laboriosa di
tanti italiani del passato e del presente. Questo potente strumento promozionale
praticamente a costo zero non sarebbe stato possibile, tuttavia, senza
l’ospitalità del Museo e la dedizione del gruppo di nostri connazionali che
hanno lavorato indefessamente alla sua ideazione, progettazione ed
allestimento. E’ soprattutto a tali persone che va il merito ed il
riconoscimento del grande successo della mostra.

 

 

Trentini nel mondo: liceali
in Australia per studiare l’emigrazione

 

(9colonne Atg)
TRENTO – L’assessore all’emigrazione della Provincia di Trento Iva Berasi ha
incontrato l’8 maggio i venti studenti del Liceo classico “PratI” di Trento che
si recheranno nel prossimo mese di giugno per tre settimane in Australia, per
una visita di studio e di conoscenza. Le ragazze e i ragazzi, che avevano al
loro fianco anche il dirigente scolastico Antonio di Seclì, compiranno la loro
esperienza in terra australiana dopo due anni di studio del fenomeno
dell’emigrazione trentina nel mondo. “Il nostro obiettivo – ha raccontato il
professor Rolando Pizzini, che accompagnerà i ragazzi – è quello di terminare
il nostro percorso di studio il prossimo anno, mettendo a confronto le
problematiche storiche dell’emigrazione trentina nel mondo con le problematiche
legate all’immigrazione, che viviamo noi sulla nostra pelle nell’attualità”. “E
vedrete – ha proseguito Berasi – che i problemi vissuti dai trentini che
emigrarono a fine Ottocento o durante la prima metà del Novecento in Brasile,
negli Stati Uniti, in Canada e anche in Australia, sono non solo analoghi, ma
perfino identici. Comunque vi auguro un buon viaggio: avrete la possibilità di
conoscere in prima persona e di verificare il grande affetto che i discendenti
dei nostri conterranei nutrono per il Trentino e per i Trentini. Vi raccomando
di fare tesoro di tutte le conoscenze che farete: voi siete giovani, starà a
voi costruire nei prossimi anni il Trentino del futuro: sarà compito vostro
creare una rete di collegamenti, una ‘internet degli affetti’ che renderà ci
metterà in contatto con il mondo intero”.

Il viaggio di studio dei venti liceali di Trento, che
comincerà il 7 giugno e che durerà una ventina di giorni, toccherà soprattutto
Melbourne e Myrtleford, dove consistente è la presenza dei Trentini emigrati:
“Voi vi relazionerete con i giovani discendenti di quei Trentini che emigrarono
in Australia al termine della seconda guerra mondiale – ha detto l’assessore –
E’ importante che i giovani parlino con i giovani, che assieme facciate
esperienze di conoscenza. Sarà poi il domani a dire quali frutti verranno da
questi gemellaggi. Vi posso però dire che abbiamo bisogno di iniziative come la
vostra, per capire che il Trentino di oggi, il Trentino del benessere e
dell’Autonomia che ci è invidiata da molti, questo Trentino ce lo siamo
conquistati o, meglio, se lo sono guadagnati i nostri nonni e i nostri
bisnonni, pagandolo a caro prezzo, al prezzo anche del distacco e del lungo
viaggio verso l’ignoto e verso terre lontanissime. In Australia conoscerete
persone eccezionali, come eccezionali sanno essere coloro che si dedicano ad
alleviare i problemi degli emigrati: il consultore per l’emigrazione Franco
Dondio, ad esempio, oppure don Bertagnolli, una vera memoria storica di tutta
l’emigrazione trentina nella terra dei canguri”. I venti giovani “ambasciatori”
trentini hanno poi ricevuto dalle mani dell’assessore una stampa dedicata
all’emigrazione con cui omaggeranno le famiglie australiane che li ospiteranno
nel corso del loro soggiorno, e un marsupio targato “Provincia autonoma di
Trento”, “perché così sarete ovunque riconoscibili come italiani e come
Trentini – ha anticipato la
Berasi
– allora vi fermeranno per strada, vi parleranno
magari in un italiano stentato, oppure in un dialetto trentino di cinquant’anni
fa. Sarà anche quello un modo per raccogliere dati e informazioni che si
riveleranno utili per lo studio che state compiendo sui paralleli tra
emigrazione e immigrazione”. Il prossimo numero di TrentinoEmigrazione ospiterà
un servizio giornalistico e fotografico curato dai giovani del Liceo Prati, per
dar modo anche a moltissimi altri giovani di condividere e, magari, di copiare
le modalità dell’esperienza.

 

 

A ottobre il battesimo della
Confederazione siciliana del Nord-America

 

(9colonne Atg)
NEW YORK – E’ prevista per fine ottobre ad Atlantic City le celebrazioni, da
parte delle circa 200 associazioni siciliane del Nord America, della nascita
del Csna (Confederazione Siciliana del Nord America), quale nuova ente
organizzativo che si riconosce nei valori della cultura siciliana e ne vuole
rappresentare lo straordinario patrimonio di esperienza, di valore e di
aggregazione. Si tratta di un progetto innovativo rispetto al passato, che
vuole impegnarsi a riconoscere e sostenere il successo della grande comunità
“dell’Altra Sicilia” che opera all’estero. La Csna, appena nata, vanta già una adesione di 147
associazioni siciliane operanti nel Nord America, una propria struttura, uno
statuto, e un organigramma. Nel primo verbale si legge che l’assemblea ha
approvato la prima stesura dello statuto e che l’organigramma sarà presentato
con l’intento di rotazione delle cariche, che verranno avvicendate con regolare
voto secondo lo statuto vigente, nel corso delle prossime conferenze.
“Naturalmente tutto si può cambiare – afferma il presidente Arcobelli – in
vista del grande congresso nazionale di fine ottobre ad Atlantic City tutto è
possibile. Si possono cambiare o modificare strutture, linee programmatiche,
forme e organigramma. C’è solo da augurarsi che l’appello che abbiamo lanciato
venga accolto e che l’apertura dichiarata e dimostrata sortisca l’effetto
voluto”. “La
Confederazione
– continua Arcobelli – sarà un’organizzazione
non a scopo di lucro, apartitica politicamente, non sostituisce e non entra nel
merito delle singole associazioni ma è disponibile e le può rappresentare
qualora vi siano le necessità e se ne richieda l’intervento. Costituita anche
per favorire, con una nuova visione, il made in Sicily, la Csna vuole creare un network
in modo da beneficiare i nostri corregionali agevolando i rapporti fra
imprenditori, liberi professionisti, enti pubblici e privati senza mai
abbandonare un rapporto costruttivo con la Regione Sicilia”.

Ciò che vuole offrire il Csna è definibile come: un
confronto e un’analisi per coloro che hanno responsabilità politiche e sociali
all’interno dei partiti locali e in Sicilia; un intervento i favore della
Regione per combattere gli stereotipi negativi e ogni forma di discriminazione
atte a danneggiare l’immagine siciliana; collaborare totalmente con tutte le
altre associazioni italo-americane per il raggiungimento di scopi comuni come,
ad esempio, la promozione della lingua e della cultura italiana. Oltre al
presidente Arcobelli, tra i fondatori figurano: Tony Di Piazza vicepresidente
esecutivo.Usa, Antonio Sciascia vice presidente esecutivo.Montreal, Antonio
Rollo General Consul, Augusto Sorriso segretario, Paolo Ribaudo tesoriere;
mentre il direttivo è composto da Marco Cangialosi chairman Usa, Angelo Balsamo
Toronto, Alfonso Caradonna Detroit; inoltre sono state istituite molte
commissioni di lavoro e alcuni coordinatori provvisori.”Questo progetto –
sottolinea il vice presidente Tony Di Piazza – nasce tra le sinergie di tanti
soggetti diversi, integrando le risorse, le competenze e la metodologia di
lavoro per gli obiettivi che si propone. Per tutto ciò – continua Di Piazza –
penso che questo lavoro comune ci permetterà di misurarci a fondo con tematiche
fondamentali per la tenuta del nostro programma e produrre risultati
importanti”. Tra le iniziative Arcobelli rettifica che sono già stati avviati
protocolli d’intesa tra i responsabili della Csna e gli assessori alla Cultura
e all’Emigrazione, che consentiranno all’ente di essere interlocutore diretto
per iniziative sociali, culturali, turistiche e come cooperazione commerciale.
A questo proposito è già al vaglio la proposta di istituire un albo delle
Associazioni e Federazioni siciliane all’estero, affinché siano attive e
registrate presso le autorità diplomatiche consolari. All’iniziativa Csna hanno
aderito i Comites degli Stati Uniti e diversi esponenti del mondo politico
americano di origine siciliana.

 

 

Da Ciampi un premio ai
migliori alunni italiani in Germania

 

(9colonne Atg)
COLONIA – Si svolgerà il prossimo autunno la seconda edizione del premio,
istituito lo scorso anno durante una visita istituzionale in Germania dall’allora
presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, rivolto agli
studenti italiani residenti in Germania più meritevoli. I vincitori riceveranno
delle medaglie, un premio in denaro e verranno invitati a Berlino, a spese
dell’ambasciata italiana. Per partecipare al concorso è necessario fare
riferimento al Bando, il quale recita: “Se alla fine dell’anno scolastico
vostro figlio ha ottenuto in pagella una votazione media tra 1,00 e 2,5 o il
giudizio complessivo di ‘sehr gut’ (ottimo) o ‘gut’ (buono), e ha voti in
tedesco e matematica tra 1 e 3, mandate una fotocopia della pagella, insieme a
una fotocopia della pagella dell’anno precedente (2005-2006) all’ambasciata
d’Italia. Si prega di apporre sulla busta di spedizione, in basso a sinistra,
il titolo ‘premio scolastico’ e in alto, sempre a sinistra, il mittente, in
modo da facilitare le procedure di smistamento della posta”. Le pagelle
dovranno pervenire all’ambasciata entro 15 giorni dalla data di chiusura
dell’anno scolastico, che varia nei diversi Länder, e, comunque, non oltre il
20 agosto 2007. Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
deciso di istituire un premio annuale per gli studenti italiani in Germania
proprio per le numerose difficoltà scolastiche a cui la collettività italiana
và in contro ogni anno, uno dei principali ostacoli alla sua piena
integrazione. “L’istituzione del premio a riconoscimento dell’impegno
scolastico dei ragazzi italiani in questo Paese – recita una nota stampa del
Consolato generale d’Italia a Colonia – vuole essere un segno di attenzione per
le nuove generazioni della nostra collettività, manifestare l’importanza dello
sforzo nello studio e del sostegno delle famiglie per il futuro professionale
dei ragazzi e per il progresso dell’Italia, della Germania e dell’Europa”.

Sarà la stessa ambasciata a procedere all’esame delle
pagelle dell’anno scolastico 2006/2007, inserendo i dati in un programma
informatico di calcolo e confronto delle votazioni riportate nelle singole
materie, per identificare gli alunni con la migliore media di voti, nell’ambito
di: ciascuna classe e ordine di istituzione scolastica e ripartiti per aree
regionali. A tutti gli alunni che, con la media di voti più alta nel Land,
nell’ordine di scuola e nella classe di appartenenza, si saranno qualificati
per la preselezione, sarà consegnato un attestato di merito. Le pagelle dei
qualificati nella preselezione verranno poi valutate per la selezione finale,
attraverso il confronto della media matematica delle votazioni riportate
nell’anno scolastico 2006/2007 e del miglioramento del profitto rispetto
all’anno scolastico 2005/2006. Il progetto ha l’obiettivo di incentivare
l’impegno degli alunni italiani che frequentano la scuola tedesca, di
sensibilizzare la loro coscienza del valore e del successo scolastico quale
strumento di realizzazione umana e professionale, nonché motivare le famiglie,
in particolare, i genitori, a seguire il percorso formativo dei propri figli
incoraggiandoli a perseguire traguardi elevati. La partecipazione al premio è
completamente gratuita, e possono concorrere al premio tutti gli alunni
italiani che frequentano la scuola tedesca di ogni ordine e grado dalla seconda
elementare alla Maturità (12 classi), iscritti all’anagrafe consolare e/o
all’Aire, ad esclusione dei figli di dipendenti pubblici in servizio temporaneo
in Germania.

 

 

Argentina, Merlo: successo
dei corsi per dirigenti d’associazione

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Grande soddisfazione” è stata espressa da Ricardo Merlo, deputato
eletto nella ripartizione dell’America meridionale nella lista dell’Aisa, per
l’imponente richiesta di iscrizioni ai corsi di formazione per dirigenti di
Associazioni italiane in Sudamerica, finanziati dalla Fondazione Cassamarca di
Treviso. “Dopo l’inaugurazione dei primi due corsi nelle circoscrizioni
consolari argentine di Necochea e Lomas de Zamora – ha aggiunto Merlo – sono
moltissime le adesioni e le richieste pervenute per organizzare analoghi corsi
in altre località del Sudamerica”. Il programma prevede infatti la realizzazione
di una ventina di corsi, in tutta l’America Meridionale. I corsi sono
incentrati in modo particolare su temi riguardanti la scienza politica, la
filosofia, le relazioni internazionali e l’organizzazione
politico-istituzionale dello Stato, delle Regioni italiane e degli italiani nel
mondo. Il tutto in una chiave di lettura umanista della storia e
dell’organizzazione istituzionale, nel solco già tracciato da analoghi
interventi, realizzati in America latina e nel mondo intero, con la collaborazione
della Fondazione Cassamarca, presieduta dall’onorevole Dino De Poli. A Lomas di
Zamora il Corso, che ha preso il via lo scorso 14 aprile, è coordinato dalla
Fedital, la locale Federazione delle Associazioni Italiane. Obiettivo è formare
i dirigenti di associazioni italiane, e renderli idonei ad affrontare, nel
futuro prossimo, le nuove problematiche nascenti nella collettività italiana in
Sudamerica. “Ma si tratta – spiega Merlo – anche di un progetto che guarda al
futuro, perché preparerà i dirigenti che occuperanno i posti di leader nelle
associazioni e istituzioni italo-argentine. Per il futuro dell’associazionismo
è indispensabile che i dirigenti siano a conoscenza della struttura e di come
funziona il sistema politico italiano e le istituzioni italiane all’estero”.

Quindi, si può realisticamente pensare che qualcuno dei più
dei 2000 studenti che partecipano a questi corsi siederà un giorno al
Parlamento italiano. “C’è la necessità di formare la classe dirigente del
futuro, il cui apporto sará necessario per rendere più saldi non solo il legame
tra l’Italia e la comunità italosudamericana, ma anche il rapporto tra le
nazioni”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta Merlo eì il
consigliere Gerardo Pinto, membro del Cgie e vicepresidente della Federazione
di Associazioni di Lomas De Zamora (Fedital). “La mia militanza
nell’associazionismo e i miei studi in scienze politiche – ha aggiunto Merlo in
occasione dell’inaugurazione del corso di Necoechea, il 28 aprile – mi hanno
permesso di coronare un sogno che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile
per un Italiano di seconda generazione: sono stato eletto deputato, con i voti
delle Associazioni Italiane in Sud America. L’associazionismo è stato una vera
palestra per la mia preparazione politica, così come credo che lo sia per i
tanti giovani dirigenti, che sono intervenuti entusiasti alla presentazione dei
primi due corsi”. “Ma – ha sottolineato ancora Merlo – la sola esperienza sul
campo non basta; i futuri dirigenti devono conoscere il funzionamento dello
Stato e possedere un patrimonio di conoscenze storiche, filosofiche, economiche
e politiche, indispensabili per poter ricoprire incarichi di responsabilità e
di guida delle associazioni e, perché no, anche istituzionali”.

 

 

Libri: a Longarone le poesie
in dialetto sull’emigrazione

 

(9colonne Atg)
BELLUNO – Nella sala “Popoli s’Europa” di Longarone, è stato presentato
“Emigrazione” un libro di poesie dialettali edito dalla “Famiglia emigranti ed
ex emigranti del Longaronese”, realizzato in collaborazione di Enti locali, e
curato dal presidente della “Famiglia dei Bellunesi” Arrigo Galli. Il volume
suggerisce il valore del dialetto come espressione di una salda identità,
ancora presente e vivo nelle comunità all’estero, le costanti vicissitudini, spesso
drammatiche, dell’emigrazione, l’efficacia dei messaggi poetici.

 

 

A Mar del Plata il programma
radiofonico dei giovani emiliano-romagnoli

 

(9colonne Atg)
MAR DEL PLATA – Sabato 5 maggio ha fatto il suo debutto il nuovo programma
radiofonico ideato dai giovani dell’Associazione Emilia Romagna di Mar del
Plata, iniziativa che nasce in occasione del 20esimo anniversario del
sodalizio. Il programma, in onda su frequenza Fm locale, in grado di coprire
tutto il sud est della provincia di Buenos Aires, è condotto da due giovani
giornalisti, di origine emiliano-romagnola, Martin Siccardi e Yanina Cremasco,
con i quali già l’associazione collabora per un programma in onda su una tv
locale. La produzione è invece affidata a Marcelo Carrara e Carolina Lucero. Obiettivo
del programma radiofonico è quello di creare e far condividere uno spazio
culturale comune, anche utilizzando le rubriche di RadioEmiliaRomagna.it, la
radio on line della Regione per gli emiliano-romagnoli nel mondo. Sempre a Mar
del Plata è attivo il programma radio “Antenna Economica” del ProtER,
l’associazione dei professionisti argentini di discendenza emiliano-romagnola,
i cui contenuti sono, appunto, di natura economica.

 

 

Spagna: nuova collaborazione
fra Dante Alighieri e Iic

 

(9colonne Atg) MADRID
– A poco più di un mese dalla ratifica della sede centrale, il comitato della
Dante Alighieri di Oviedo ha ufficialmente inaugurato gli uffici della propria
sede nel corso di una cerimonia alla quale ha preso parte, tra gli altri,
Angelo Pantaleoni, addetto culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di
Madrid. Nel corso dell’incontro il rappresentante dell’Istituto della capitale
spagnola ha espresso il proprio apprezzamento per l’attività della Società
Dante Alighieri, in particolare per la Certificazione PLIDA,
auspicando una fruttuosa collaborazione tra lo stesso Istituto italiano di
cultura e la Dante
in ambito di diffusione e promozione della lingua e della cultura italiana in
Spagna. Per informazioni: www.dantealighieriasturias.es, www.iicmadrid.esteri.it,
danteasturias@gmail.com, mariaelena.palmegiani@gmail.com.

 

 

Calabresi nel mondo: boom di
contatti per il sito internet

 

(9colonne Atg)
REGGIO CALABRIA – Grande risultato per il sito dell’Associazione internazionale
Calabresi nel Mondo www.calabriamondo.it, che sta registrando una crescita di
popolarità nel mondo dell’emigrazione calabrese. “I dati statistici di febbraio
ci hanno un po’ sorpreso – dice Gennaro Maria Amoruso, curatore del sito – il
secondo mese dell’anno ci ha regalato ben 2.000 accessi singoli, ma non
pensavamo al boom dei due mesi successivi. In marzo gli accessi singoli sono
stati 4.200 mentre il mese appena trascorso ha attestato il sito oltre 5.500
accessi singoli”. “Le cifre che registriamo sono confortate anche dalle
numerose e-mail e dai contatti che quotidianamente riceviamo, nel mondo c’è
tanta voglia di Calabria e di calabresità e questo sito colma un vuoto
esistente su internet – ha detto Amoruso –. Sono dati importanti che premiano
la nostra costanza e l’apertura verso il mondo intero, infatti si possono
trovare sul sito segnalazioni provenienti dai nostri lettori, questa è una
caratteristica particolarmente apprezzata da chi ci visita ed è una tendenza
che si andrà sempre più affermando in futuro. Quello che vogliamo è un sito
internet dal volto umano dove combinare l’informazione con l’interazione”. “Il
progetto messo in piedi pochi mesi fa dalla nostra associazione – continua
Amoruso – è strutturato in maniera molto semplice, cerchiamo di fare un
informazione su due canali, dalla Calabria verso le nostre collettività sparse
e da queste ultime verso la nostra terra, registrando così quella pluralità di
iniziative che giungono dalle nostre comunità”. “Il momento storico in cui
viviamo è particolare per l’associazionismo in generale, in quanto questo vive
una delicata fase di passaggio generazionale, fondamentalmente perché è
cambiata l’emigrazione – spiega ancora il curatore del sito -. I diversi
sodalizi sono alle prese con questo cambio e cercano a fatica di adattarsi ai
tempi, parimenti le nuove generazioni, se non opportunamente interessate e
stimolate, abbandonano ogni tipo di contatto con le origini dei propri avi”.

“Uno dei nostri obiettivi è quello di creare una rete su
Internet, realizzando così una grande famiglia calabrese sul web – aggiunge
ancora Amoruso -. Calabriamondo.it è figlio di Calabria Mondo, gloriosa testata
giornalistica edita negli anni 80-90 e si contraddistingue con una semplice
veste grafica, contrassegnata principalmente dal colore blu mare. In questo
momento sono attive tre sezioni principali di informazione: Calabrianews,
notizie dalla nostra regione, dalle istituzioni, dalla cultura, dallo sport,
dall’impresa e dall’informazione; Italianews, notizie e resoconti dalle nostre
comunità sparse per il bel paese e sui principali eventi che riguardano i
calabresi in Italia; ed infine Mondocalabrianews, dove si possono trovare
notizie, resoconti e curiosità su tutto ciò che è calabrese in giro per il
mondo”. Presente sul portale, inoltre, una sezione dedicata alle Donne di
Calabria curata da Renata Gualtieri, un angolo degli Editoriali, dedicati alle
tematiche del mondo dell’emigrazione e della realtà calabrese, una sezione
denominata “Bellezze di Calabria” e curata dal giornalista Massimo Tigani Sava.
“L’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo – prosegue Amoruso – a
dicembre festeggerà 25 anni e dalla sua nascita aderisce alla Unaie, l’Unione
nazionale associazioni immigrati ed emigrati, che raggruppa oltre 50 sodalizi,
a questo importante network è dedicata una apposita sezione”. Il sito si avvale
anche di un comitato scientifico diretto da Maria Catricala, docente di
Linguistica presso l’Università di Roma.

 

 

Ctim Veneto e Verona avviano
un progetto per 10 oriundi

 

(9colonne Atg)
VERONA – L’assessorato ai Flussi Migratori della Regione Veneto, tramite una
delibera della Giunta regionale del 12 dicembre scorso, ha affidato al Comune
di Verona, in collaborazione con il Ctim delegazione Veneto, un progetto
formativo nei settori del Trasporto e Logistica dedicato a giovani oriundi
veneti residenti in Europa e nei Paesi del Mediterraneo. Destinatari del corso
sono 10 discendenti in linea retta, entro la terza generazione, di emigrati
veneti, di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, di ambo i sessi, con sufficiente
conoscenza della lingua italiana, parlata e scritta, tale da consentire
l’apprendimento dei contenuti del corso, che avrà una durata di 20 giorni, con
150 ore di formazione, sia teorica che pratica. Il termine per presentare le
domande di partecipazione è stato fissato al 30 maggio prossimo. I candidati
saranno selezionati direttamente dal Ctim Veneto, in collaborazione con altre
associazioni partner del progetto, il quale offrirà, inoltre, vitto, alloggio e
un contributo per il viaggio.

 

 

Toscana, corsi d’italiano:
ecco i vincitori delle licenze web

 

(9colonne Atg)
FIRENZE – E’ consultabile sul sito dei Toscani nel Mondo (toscaninelmondo.org)
l’elenco degli assegnatari delle licenze annuali gratuite che avranno in dote
le licenze per frequentare i corsi di lingua italiana “Icon” (Italian Culture
on the Net), promossi on line dal Consorzio fra Università italiane, in
collaborazione con la
Regione Toscana
, il Consiglio dei Toscani all’Estero e la Fondazione Sistema
Toscana. L’elenco è suddiviso in due liste: una riguardante gli assegnatari
italiani, o di origine italiana, residenti all’estero; l’altra per gli
assegnatari di origine toscana, sempre residenti all’estero. I corsi saranno
accessibili per 12 mesi, interamente attraverso Internet, e avranno compresa
l’assistenza on line.

 

 

Sudamerica: Fabio Porta
confermato coordinatore della Uim

 

(9colonne Atg)
SAN PAOLO – Durante la riunione dell’Unione Italiani nel Mondo (Uim), svoltasi
a San Paolo, a cui ha partecipato il consigliere Cgie e vicepresidente della
Uim Mario Castellengo, sono state definite le nuove strategie di presenza e di
sviluppo della Uim in Sudamerica per i prossimi anni, ed è stato deciso di dare
seguito all’operato di Fabio Porta come coordinatore Uim dell’area
sudamericana. La decisione della Uim, oggi presente in Argentina, Brasile,
Ecuador, Uruguay e Venezuela; è da intendersi come un ampliamento della propria
presenza e delle proprie iniziative associative e culturali anche in altri
importanti Paesi sudamericani. In questo senso l’incarico affidato a Fabio
Porta, che da anni segue l’organizzazione della Unione Italiani nel Mondo in
Brasile, e che ben conosce le realtà del continente sudamericano, “costituirà
un sicuro impulso al rafforzamento e alla crescita della Uim in tutto il
continente” affermano dall’Associazione. Il presidente dell’Ital-Uil in
Argentina e coordinatore per l’America Latina, Josè Tucci, anch’egli presente
alla riunione, ha manifestato grande soddisfazione per questa decisione e,
rivolgendosi a Fabio Porta ha affermato che “una figura altamente qualificata
come lui, che ha dimostrato da sempre un attaccamento alle linnee politiche
dell’Ital Uil, induce una garanzia e certezza di buoni risultati anche per la profonda
conoscenza delle tematiche del settore emigrazione che ha Fabio Porta”.

 

 

Giappone: “Il Bambino”,
nuovo programma tv sulla cucina italiana

 

(9colonne Atg)
TOKYO – Dopo aver conquistato i ristoranti di tutto il Giappone, la cucina
italiana fa il suo ingresso sulla rete nazionale nipponica Ntv, con il lancio
del programma intitolato “Bambino”, che porterà nelle case dei giapponesi le
ricette e i piatti dei migliori ristoranti italiani a Tokyo. Il programma vedrà
protagonista un giovane cuoco giapponese partito dal profondo sud del Paese per
andare a lavorare nel ristorante “Baccanale”, dove ha imparato tutti i trucchi
della vera e genuina cucina italiana, la giusta combinazione tra cibo e vino e
a distinguere il vero “Made in Italy”, dalle innumerevoli imitazioni che oramai
circolano nel mercato. Tutta la trasmissione sarà immersa in un’atmosfera
tipicamente italiana: già perchè la lingua italiana, spesso usata non solo per
i nomi delle pietanze, come la bistecca alla fiorentina, ricorrerà anche per le
tipiche espressioni comunemente usate nel linguaggio colloquiale, che
concorrono a creare un ambiente originale e divertente particolarmente
apprezzato dal pubblico locale.

 

 

Tecnologia: all’italiano La Spada l’Oscar del web 2007

 

(9colonne Atg) NEW YORK – Un italiano riceverà a New
York l’Oscar del Web.
Il più importante premio riservato ai creativi
della rete, il Webby Awards, sarà assegnato quest’anno nel corso di una
cerimonia che si terrà a New York dal 3 al 5 giugno anche a Giuseppe La Spada. Il webmaster di
origine siciliana ha primeggiato nella categoria “Peoplés Voice
Award”, con un lavoro intitolato “Mono no Aware”. Si tratta di
un’opera che fa parte di un progetto denominato”Stop Rokkasho” curato
dal premio Oscar giapponese, Ryuichi Sakamoto, dedicato al rischio delle
benzine al plutonio prodotte in Giappone. Nato a Milazzo 33 anni fa, La Spada lavora all’estero da
diversi anni. Nel suo curriculum vanta collaborazioni con la Pirelli, la New York University, la Siemens, l’Istituto
Europeo di Design. Gli altri Oscar del Web saranno assegnati alla Bbc News
(categoria news), Ikea (visual design), New York Times (blog), Wikitravel
(travel), Sony (homepage), Flickr (community) e Pan’s Labyrinth. Tra i premiati
figurano inoltre personaggi come David Bowie, gli inventori del portale di
video amatoriali YouTube e il direttore del sito di aste on line, Ebay.

 

 

Speciale Tfr

 

Un vademecum anche in arabo
e rumeno

 

(9colonne Atg)
BRESCIA – A poco più di 50 giorni dalla scadenza prevista, la Cisl di Brescia rilancia sul
fronte Tfr e previdenza complementare, amplia i servizi di consulenza e mette
in circolazione un fascicolo in più lingue pensato anche per gli stranieri.
L’opuscolo “Tfr, scegli attentamente come investirlo” è stato realizzato in
italiano, inglese, francese, spagnolo, albanese, rumeno, punjabi e arabo con il
chiaro obiettivo di supportare i lavoratori immigrati. Nel presentare
l’iniziativa, la Cisl
ha sottolineato la possibilità, per gli stranieri, di riscattare le somme
destinate ai fondi pensione nel caso di ritorno in patria.

 

 

Al via la campagna
informativa dei sindacati in Polesine

 

(9colonne Atg)
ROVIGO – Anche in Polesine solo una minoranza dei lavoratori ha già indicato la
destinazione del Tfr , il trattamento di fine rapporto. Per questa ragione
Cgil, Cisl e Uil hanno avviato nei giorni scorsi a Porto Tolle una lunga serie
di iniziative per chiarire la riforma del trattamento di fine rapporto e per
incentivare l’adesione degli iscritti. Gli incontri locali sulla riforma del
Tfr sono stati programmati secondo questo calendario (tutte le assemblee
inizieranno alle 18): lo scorso  9 maggio
si è tenuta ad Adria (sala del Ridotto del Teatro comunale) e a Porto Viro (in
sala Eracle); 11 maggio a Castelmassa, sala consiliare; 15 maggio a Rosolina,
sala civica in viale del Popolo 1; 18 maggio ad Occhiobello, sala consiliare;
22 maggio a Villadose, sala dell’atrio del Comune; 23 maggio a Lendinara
(biblioteca comunale) e a Rovigo (Cassa edile in viale Porta Po 87).

 

 

A Modena l’Università regala
una guida

 

(9colonne Atg)
MODENA – Per iniziativa del Cefin, un centro studi finanziario dell’Università
degli studi di Modena e Reggio Emilia e dalla Banca Popolare dell’Emilia
Romagna si approfondiscono le questioni legate a “Tfr e fondi
pensione”. L’appuntamento si è tenuto mercoledì 9 maggio, presso la Sala Bassoli del
Forum Monzani. Un incontro pensato espressamente per i cittadini che vogliano
informarsi sul tema del Tfr e delle sue nuove possibilità di destinazione degli
accantonamenti contributivi previste per legge. L l’iniziativa è organizzata
congiuntamente dal Centro Studi di Banca Finanza (Cefin) della Dipartimento di
Economia aziendale dell’Università e dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
A supporto degli interventi dei professori Riccardo Cesari e M.Cecilia Guerra è
stata distribuita gratuitamente una copia del libro “Tfr e fondi
pensione”, scritto dallo stesso prof. Cesari ed è stato discusso uno
studio di economisti del Servizio Studi della Banca d’Italia sull’esperienza
dei fondi pensione in Italia.

 

 

Imperia: Confindustria e
Università a convegno sul Tfr

 

(9colonne Atg)
IMPERIA – E’ in programma l’11 maggio a Imperia presso l’Aula Magna del Polo
Universitario l’incontro organizzato dalla Confindustria locale, in
collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro, l’Università di Genova,
il Banco San Giorgio e il Gruppo Toro Assicurazioni, sul tema del Tfr e della
riforma della previdenza complementare. Entro il 30 giugno, come noto, i
lavoratori dipendenti dovranno decidere se aderire alla previdenza integrativa
o lasciare il loro Trattamento di fine rapporto presso le aziende per cui
lavorano. Il convegno si propone di fornire alle imprese e ai professionisti
che le affiancano le opportune indicazioni e i necessari chiarimenti operativi
illustrando tutte le novità apportate dalla riforma. I lavori del Convegno
saranno aperti da Marina Calderone, presidente nazionale dell’Ordine dei
Consulenti del Lavoro e il moderatore degli interventi sarà Rosario De Luca,
presidente della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro. Gli aspetti
operativi e gestionali che riguarderanno le imprese in questa fase di avvio
della previdenza complementare saranno analizzati da Simona Palone, avvocato
dell’area Fisco e Previdenza di Confindustria seguita da Massimo Brisciani,
Consulente del Lavoro in Milano, per la parte relativa al mondo dei
professionisti. Le criticità e gli aspetti normativi che hanno segnato
l’evoluzione del Tfr saranno, invece, esaminati da Gisella De Simone e Marco
Novella in qualità di professori di Diritto del Lavoro dell’Università agli
Studi di Genova.

Le implicazioni di carattere fiscale che la riforma ha
portato non solo nei confronti delle imprese ma anche dei lavoratori dipendenti
saranno trattate da Mario Guarnone, Responsabile vendite Banco di San Giorgio,
mentre l’analisi sulle diverse tipologie dei fondi pensione e sulla possibilità
della stipula di accordi aziendali sulla destinazione del Tfr verrà trattata da
Roberto Lauritano, Responsabile sviluppo e previdenza del Gruppo Toro Assicurazioni.
A poco più di un mese dalla piena operatività della Riforma sulla previdenza
complementare il convegno si propone di fornire le necessarie indicazioni ed
istruzioni operative affinché le imprese ed i professionisti che le supportano
siano in grado di affrontare questo passaggio storico senza particolari
problemi dato che per le aziende saranno molteplici e complesse le implicazioni
di carattere fiscale, contabile e gestionale. Un convegno che rafforza inoltre
la collaborazione fra Confindustria Imperia e l’Ordine dei Consulenti del
Lavoro al fine di una migliore qualità e di un migliore servizio alle imprese
che operano sul territorio e che ha permesso di svolgere un convegno a livello
nazionale di sicuro interesse per tutte le imprese e gli operatori del settore.

 

 

Inps, Lotito: Tfr fra gli
obiettivi strategici per il triennio

 

(9colonne Atg)
ROMA – Il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps, Franco
Lotito, ha presentato il 9 maggio la relazione programmatica del Consiglio per gli
anni 2008/2010. Il Civ indica come prioritari per l’Istituto tre obiettivi: di
consolidamento, strategici e regionali. In particolare, per quanto riguarda gli
obiettivi di consolidamento, da realizzare entro l’anno, Lotito ha sottolineato
che “l’Inps è un punto di snodo importante dei mutamenti che investono il
Welfare e l’economia. E molti indizi fanno ritenere che l’Inps possa essere
l’epicentro di un processo di riordino degli enti previdenziali che può
cominciare con le sinergie, ma che fatalmente troverà compimento all’interno di
un processo di esemplificazione del pluralismo istituzionale degli enti. Per
questo è necessario che adegui la sua organizzazione mirando alla combinazione
virtuosa di quattro fattori: la politica della dirigenza, la politica del
personale, la politica dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo
informatico, la politica del territorio”. Per gli obiettivi strategici, da
programmare nel triennio 2008/2010, le priorità sono rappresentate dai temi
legati al Tfr e alla previdenza complementare, alla separazione della spesa
previdenziale da quella assistenziale e alle sinergie da costruire con altri
Enti. Gli obiettivi regionali, rappresentati dai contributi dei Comitati
Regionali per il raggiungimento degli obiettivi di programmazione, sintetizzano
gli indirizzi per il territorio formulati dai Comitati. La scelta di
coinvolgere questi ultimi nella redazione della relazione programmatica
costituisce la novità principale di quest’anno, apprezzata da tutti i
presidenti dei Comitati intervenuti in videoconferenza, che hanno chiesto a
Lotito di rappresentare, al tavolo aperto oggi tra governo e parti sociali, le
loro istanze per la riforma dei Comitati.

 

 

A Caserta l’Inps apre uno
sportello informativo

 

(9colonne Atg)
CASERTA – Sono oltre novantamila i lavoratori casertani che saranno chiamati
dalle proprie aziende entro giugno a scegliere come destinare il trattamento di
fine rapporto (Tfr). I lavoratori potranno ricevere chiarimenti e informazioni
utili alla scelta presentandosi allo sportello dedicato che sarà in funzione
presso la sede dell’Inps di Caserta, in località San Benedetto, tutti i martedì
e giovedì dalle ore 8.30 alle 12 fino a tutto giugno, muniti del rendiconto dei
dati contributivi e retributivi trasmessi all’Inps dai rispettivi datori di
lavoro per gli anni 2005 e 2006 e che tutti gli interessati stanno ricevendo ai
propri indirizzi. Gli interessati riceveranno l’informazione necessaria per
orientarsi circa le opportunità offerte dalla nuova normativa.

 

 

Alla Fiera del Risparmio
gestito si promuovono i fondi pensione

 

(9colonne Atg)
MILANO – Grande risalto durante “Itf –RisparmioItalia” (Rimini, al
Palacongressi il 17 e 18 maggio) sarà dato all’Isola della Previdenza. Si
tratta di uno spazio dedicato ai Fondi Pensione. All’interno del parterre della
fiera del Risparmio gestito, le società interessate svolgeranno attività di
promozione circa la propria offerta previdenziale. Lo scopo dell’iniziativa è
quello di informare gli investitori sulle possibilità offerte dal mercato,
divulgare contenuti e approfondimenti sul tema della pianificazione
pensionistica.

 

 

Scimia (Covip): “Forse si
dovrà pensare ad adesione obbligatoria”

 

(9colonne Atg)
ROMA –“’Se l’adesione alle forme di previdenza complementare non raggiungerà il
35-38% comprendendo anche i conferimenti dovuti al silenzio-assenso, bisognerà
renderla obbligatoria come già avviene in alcuni Paesi come Olanda e Spagna”.
E’ quanto ha dichiarato oggi il presidente della Covip, Luigi Scimia. Secondo
Scimia, l’andamento deludente delle adesioni è dovuto principalmente a scarsa
informazione: “Solo sindacati e patronati hanno finora spiegato in cosa
consista la riforma, mentre Assogestioni e assicurazioni si sono viste
pochissimo”.

 

 

Piccinini (Cgil):
“L’obiettivo è una scelta consapevole”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Le distorsioni informative non fanno solo il male del sistema
previdenziale pubblico e integrativo, ma fanno prima di tutto il male dei
lavoratori. Con la nostra informazione noi vogliamo scongiurare questo pericolo
senza farci pubblicità. Sostenere e far conoscere questo strumento non
significa dimenticarsi del pilastro pubblico che per noi resta ovviamente
fondamentale. La previdenza complementare non sostituisce ma affianca il primo
pilastro, completandolo e integrandone le prestazioni a beneficio dei futuri
pensionati”. E’ quanto scrive Morena Piccinini, segretaria confederale della
Cgil, nella prefazione alla Guida dell’Inca sulla riforma del Tfr. “Da molti
mesi la Cgil con
tutte le sue strutture – osserva Piccinini – è impegnata a raggiungere la
totalità delle lavoratrici e dei lavoratori, per informarli in modo adeguato
affinché possano scegliere liberamente e la loro scelta sia veramente
consapevole, perchè quando si parla di previdenza si parla di futuro e con il futuro
dei lavoratori non si può mai scherzare. Il sindacato non offre un prodotto,
non è il suo mestiere. La Cgil
impegna la sua credibilità e i mezzi che ha a disposizione per garantire a
tutti una grande opportunità, che deriva da un’intesa regolata dal Contratto di
lavoro per salvaguardare diritti, equità e solidarietà. Il rafforzamento del
sistema integrativo, infatti, dipende dall’impegno di tutti i soggetti in
campo, parti sociali e soggetti istituzionali”.

 

 

Concluso convegno dell’Ancl
a Pordenone

 

(9colonne Atg)
PORDENONE – E’ terminato il primo week-end di maggio a Pordenone il convegno
indetto dall’Ancl di Pordenone (Associazione nazionale consulenti del lavoro)
sulla riforma del Tfr e della previdenza complementare. Presenti alla Fieri di
Pordenone oltre 200 consulenti del lavoro che hanno accolto ospiti provenienti
da tutta la regione e anche dal Veneto. A sviluppare l’argomento della
previdenza complementare è stato Vincenzo Silvestri, coordinatore scientifico
della Fondazione studi del Consiglio nazionale del consulenti del lavoro, che
ha soprattutto ricordato i concreti vantaggi per i lavoratori in termini di
benefici fiscali. Presenti all’evento anche le società assicuratrici Sara Vita
e Sara Life.

 

 

Da Civitas la richiesta di
una maggiore informazione

 

(9colonne Atg)
PADOVA – Il Tfr è stato al centro di un interessante dibattito organizzato
nell’ambito di Civitas, il salone della solidarietà e dell’economia sociale che
ha chiuso il 6 maggio i battenti a Padova. C’erano tutti i maggiori rappresentanti
delle società che hanno lanciato sul mercato prodotti per la pensione
integrativa di chi lavora nel sociale. Per la prima volta il mondo delle
cooperative si è confrontato con questa grande questione che segnerà la
gestione futura. Banca Etica, Unipol, Reale Mutua, Arca fondi e Cooperlavoro.
Ciascuno ha presentato la propria filosofia di approccio. Interessanti anche i
dati forniti: il pessimismo sull’adesione dei lavoratori viene stemperato – è
stato detto – dalla fiducia che in realtà la scelta verrà presa solo
all’ultimo. Piuttosto tutti hanno chiesta un maggiore sforzo di comunicazione
da parte delle associazioni.

 

 

I sindacati lanciano
Artifond per i lavoratori dell’artigianato

 

(9colonne Atg)
MILANO – Si è svolta il 4 maggio, presso la sala convegni dell’Osteria del
treno a Milano il seminario organizzato da Cgil, Cisl e Uil di Lombardia,
Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per presentare il lancio di Artifond, il
fondo di previdenza complementare per i lavoratori dell’artigianato. Artifond è
una associazione alla quale possono aderire i lavoratori e le aziende del
settore artigianato appartenenti a tutte le categorie contrattuali. Non ha fini
di lucro, è stato spiegato nel corso del seminario, e il suo unico obiettivo è
quello di realizzare per i lavoratori iscritti al fondo una pensione aggiuntiva
al trattamento pensionistico pubblico obbligatorio. L’amministrazione del fondo
è affidata ad organismi eletti direttamente dai lavoratori associati e dalle
imprese. Ogni lavoratore che decide di aderire ad Artifond diventa titolare di
un proprio conto individuale, sul quale sono accreditati i contributi da lui
versati, i contributi dell’azienda, la quota di Tfr maturando, più i rendimenti
ottenuti dalla gestione finanziaria delle quote versate, usufruendo inoltre di
tutte le agevolazioni, anche fiscali, previste dalla legge. “Artifond – è stato
osservato – interviene in un comparto vitale per l’economia del paese e nel
quale operano circa 1.200.000 lavoratori dei quali 320.000 in Lombardia, nei
settori manifatturiero, artistico e dei servizi”.

 

Related Posts

  • Elenco membri del Cgie

    Cognome e Nome                                    Carica e provenienza 1. AMARO Andrea  …

  • del 24 Maggio 2007

    Giovedì 24 Maggio 2007 - Anno XII - Numero 22 - Direttore Isabella Liberatori Questo…

  • del 31 maggio 2007

    Giovedì 31 Maggio 2007 - Anno XII - Numero 23 - Direttore Isabella LiberatoriQuesto notiziario…

Previous Post

del 3 maggio 2007

Next Post

del 17 Maggio 2007

Next Post

del 17 Maggio 2007

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.