Giacarta – Si tiene da domenica all’ 1 marzo una missione dell’ Ice in Thailandia e Indonesia che presenta un workshop itinerante dedicato al settore delle macchine utensili (con particolare riferimento ai settori automotive, motociclo, elettrodomestici, elettronica e condizionamento) le cui esportazioni, nei primi sei mesi del 2013, in Indonesia, sono state in totale pari ad 7.827.000 euro, di cui il 76,1% di macchine per deformazione ed in Thailandia pari ad 7.241.000 euro, di cui il 69,9% di macchine per deformazione. L’ Indonesia e la Thailandia sono destinate ad aumentare la loro domanda di macchinari nei prossimi anni, al fine di colmare il gap tecnologico che ancora le separa dai produttori tradizionali. Il tour sarà così articolato: domenica arrivo a Giacarta dove, lunedì e martedì, si svolgeranno un seminario di presentazione delle aziende italiane partecipanti e incontri B2B con operatori locali; il 26 febbraio il trasferimento in Thailandia, a Bangkok per incontri che proseguiranno il 27 e 28 febbraio, quindi sabato 1 marzo il rientro in Italia. In particolare la Thailandia, in virtù della sua collocazione geografica e della sua dotazione infrastrutturale ed industriale, nonché nella prospettiva del mercato unico Asean nel 2015, si pone quale base per scambi ed insediamenti produttivi che guardino all’ intera regione. Trainata dall’ aumento dei consumi interni, l’ economia thailandese si mantiene in costante crescita (+5,7% nel 2012) e potrà contare sugli ingenti programmi di spesa pubblica e sul commercio con l’ estero. Le importazioni di beni di consumo in Thailandia hanno fatto registrare negli ultimi 10 anni una crescita continua, propiziata da una classe media in rapido aumento che, in particolare nella capitale Bangkok (13 milioni di abitanti), dispone di un reddito pro capite ben piu’ alto rispetto alla media nazionale. La Thailandia, “Detroit d’ Asia”, è il piu’ grande produttore di automobili in ambito ASEAN. Tutte le principali case giapponesi, insieme a BMW, Ford e General Motors, assemblano nel Paese rendendo il settore della componentistica (pur per l’ 80% a capitale giapponese) un’ area tra le piu’ interessanti (ne e’ una dimostrazione il successo dell’ italiana Faber, con uno stabilimento che qui produce componenti per impianti gas-auto). Una visita di operatori di settore faciliterebbe molto la promozione di tali forniture. (9Colonne)