(14 mar) La laurea continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione anche se meno efficace in Italia rispetto ad altri paesi. Se prescindiamo dai lavoratori con la scuola dell’obbligo, i più colpiti dalla crisi, il tasso di disoccupazione a cavallo della recessione è cresciuto di 2,9 punti per i laureati, di 5,8 punti per i diplomati, di 6,5 punti per i neolaureati (ovvero di età compresa tra i 25-34 anni) e di ben 14,8 punti per i neodiplomati (di età compresa tra 18 e i 29 anni). Tra il 2007 e il 2013, il differenziale tra il tasso di disoccupazione dei neolaureati e dei neodiplomati è passato da 2,6 punti (a favore dei primi) a 11,9 punti percentuali. Le retribuzioni a un anno dalla laurea scendono ulteriormente rispetto al 2012. Complessivamente, si attestano attorno ai 1.000 euro netti mensili: 1.003 per il primo livello (1.299 nel 2007), 1.038 per i magistrali, 970 per i magistrali a ciclo unico. A un anno dalla laurea si confermano più elevati i guadagni mensili netti dei laureati che lavorano al Nord (1.070 euro) rispetto ai loro colleghi impegnati nelle regioni del Mezzogiorno (860 euro; -24%). Anche per quanto riguarda le retribuzioni a cinque anni dalla laurea, le evidenze fin qui delineate sono sostanzialmente confermate, pur se tendenzialmente in calo: il differenziale Nord-Sud è nell’ordine del 20% (1.385 contro 1.150 euro).