– Roma, 12 lug – “Già la prossima settimana il governo potrebbe riferire in aula”, “anche se tocca alla magistratura accertare i fatti accaduti”. Lo afferma il viceministro degli Esteri Franco Danieli, con delega per gli italiani nel mondo, in una intervista a Repubblica nella quale fa il punto sulla bufera innescata dalla diffusione del filmato che mostra presunti brogli elettorali in Australia nelle elezioni politiche del 2006. Quanto alla proposta di Donato Bruno, presidente della Giunta delle elezioni a Montecitorio, di aprire immediatamente un tavolo di riforma, afferma: “Sono totalmente d´accordo sulla necessità indifferibile di rivedere le modalità del voto all´estero, che così come previste dall´ex ministro Mirko Tremaglia nel 2001 comportano non pochi rischi”. Nota che “è evidente che l´elemento centrale su cui riflettere è la scelta del voto per corrispondenza. Nel momento in cui il plico viene inviato dai consolati rientra, per la sua gestione, nell´ambito della responsabilità dell´elettore che naturalmente non è soggetto ad alcuna forma di controllo”. Sottolinea inoltre che “con la legge Tremaglia si preferì privilegiare la partecipazione alle elezioni di quanti vivono all´estero, introducendo il meccanismo del voto per corrispondenza, con tutti i rischi impliciti che il sistema comporta, rispetto a quello certo e controllabile del voto presso i seggi istituiti nei nostri consolati. Questo peraltro è quello che già avviene nel corso delle elezioni al parlamento europeo, da parte dei cittadini italiani residenti in un Paese dell´Unione europea”. Alla richiesta di fornire chiarimenti avanzatagli ieri in Senato “dal Comitato per gli italiani nel mondo – che è una sorta di commissione composta da parlamentari rappresentativi di tutte le forze politiche”, Danieli sottolinea che “ho risposto che il governo non solo è pronto, ma è felice di rispondere in Parlamento”. In merito al filmato ricorda inoltre che “il senatore Nino Randazzo e l´onorevole Marco Fedi hanno preannunciato il loro ricorso alla magistratura. Tocca dunque ai giudici fare chiarezza e perseguire gli eventuali responsabili”.