– Roma, 8 lug – Terza questione nella disamina di Scalfari sull’Italia delle lobby sono “i bastoni tra le ruote di Veltroni”, espressione di un “lobbismo mediatico per impedire che il Partito democratico nasca”: “C’è chi lo spinge a ‘entrare nel merito’. Ma da due settimane Veltroni non fa altro”; “c’è chi spinge affinché si candidino altri esponenti del centrosinistra contro di lui. Anche se i loro programmi non siano alternativi ai suoi”, laddove “gli stessi che sospingono queste candidature alternative si dichiarano invece contrari a liste di sostegno a Veltroni. Vorrebbero che il sindaco di Roma affrontasse la competizione con gli altri alzando la bandiera del Partito democratico che ancora non c’è”, “che senso ha tutto questo? Nessuno, salvo quello di tagliare l’erba sotto i piedi di Veltroni”. La questione finale analizzata dall’editoriale di Scalfari è quella del referendum elettorale che si invita a sostenere: “Sarà uno stimolo al Parlamento, almeno così si spera, affinché legiferi nel solco dei quesiti referendari come la legge prescrive. Alcuni membri del governo, tra i quali soprattutto Mastella, minacciano dimissioni come se il governo possa impedire le procedure referendarie. È strano che il ministro della Giustizia ignori in questo caso leggi e procedure. O meglio: è ancora una volta una visione lobbistica della politica. Non va bene, onorevole Mastella. Non va affatto bene. Forse lei non se accorge, ma lo spettacolo che troppo spesso lei dà di sé è per noi molto avvilente. Lo eviti. Per favore”.