– Roma, 9 lug – Il ministro della Difesa commenta quindi la proposta di riforma elettorale di Enzo Bianco, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato: “Si tratta di una ipotesi di testo base – spiega – nel cui merito mi rifiuto di entrare, tanta è la distanza dalla legge di cui il Paese. Il punto fondamentale è che all’inizio di maggio ci era stato promesso un calendario che prevedeva entro giugno un voto conclusivo in Commissione, in modo tale che prima della pausa estiva il Parlamento potesse varare almeno in una delle Camere. Anche solo a guardare alle date, una cosa dunque è sicura: la possibilità che la riforma arrivi in porto nei tempi preventivati è prossima allo zero”. E aggiunge: “Mentre si dice di voler cambiare la legge elettorale, si varano proposte, sapendo che mai saranno approvate. E io dico fortunatamente. Se approvate, peggiorerebbero infatti ulteriormente la situazione”, “il nostro obiettivo è la difesa di un assetto bipolare attraverso una legge di tipo maggioritario. La proposta che Bianco è riuscito a presentare, reintroduce invece una logica proporzionale che mette in discussione il bipolarismo”. Secondo Parisi il referendum “è l’unica salvezza. Il referendum è lo strumento che la Costituzione offre ai cittadini quando il Parlamento fallisce. Dobbiamo essere grati a quei volenterosi che hanno messo nelle mani dei cittadini un’arma per difendere la democrazia governante. Il fatto è che la legge elettorale vigente è da tutti definita una porcata, e perfino Casini dice che l’attuale meccanismo impedisce la governabilità del Paese. Insomma l’unica cosa condivisa è che l’attuale legge va cancellata. Di fronte alla impraticabilità della via parlamentare ordinaria, ognuno deve dunque assumersi le sue responsabilità”. Parisi ribadisce che alle primarie del 14 ottobre si candiderà alla guida del Pd se Veltroni si ritrovasse a correre da solo: “La battaglia che conduco da anni per la democrazia dei partiti e nei partiti, non mi lascerebbe alternativa che candidarmi. Naturalmente: qualora ce ne fossero le condizioni. Nessuno è così scemo da partecipare a gare delle quali è stato già proclamato il vincitore”.