– Roma, 9 lug – “Qualche tempo fa, mentre divampavano le polemiche sui privilegi e sui costi della ‘casta’, ossia di coloro che vivono di politica (circa 400 mila persone), al ministro Santagata venne affidato il compito di preparare una proposta che rimettesse un minimo di ordine e di decenza in quella delicata materia. La proposta avrebbe dovuto essere pronta per il 15 giugno. Alla scadenza la proposta non era pronta e quindi la scadenza stessa venne rimandata di un paio di settimane, al 30 giugno. Ma anche in quella data la proposta non era pronta e venne indicato un nuovo termine, ossia il Consiglio dei ministri del 6 luglio. In effetti per quella data una proposta c’era, ma il Consiglio non ha ritenuto di doverla approvare. Pare che qualche ministro l’abbia trovata insufficiente e qualche altro demagogica. Risultato: se ne discuterà ‘nei prossimi Consigli dei ministri’. E’ facile immaginare che la montagna partorirà il topolino”. Lo denuncia sulla prima pagina della Stampa un editoriale di Luca Ricolfi dal titolo: “I tagli? Iniziamo dai ministri”. “Nella migliore delle ipotesi – nota Ricolfi – il disegno di legge Santagata sarà limato e corretto durante i preparativi per le vacanze estive, dopodiché – in un giorno più o meno lontano – inizierà stancamente la navigazione nel labirinto delle procedure parlamentari (sempre che il Parlamento non sia già in disarmo causa la fine precoce della legislatura). La proposta del ministro non è certo esaltante, ma non è neppure completamente vuota, visto che qualche intervento concreto lo prospetta: ad esempio, la riduzione del numero di componenti degli organismi più pletorici, limiti vari alla costituzione di enti inutili (a partire dalle comunità ‘montane’… al livello del mare), norme più stringenti in materia di incompatibilità e trasparenza. Il fatto stesso che le proposte governative incontrino vari tipi di resistenze – soprattutto negli enti locali, che dovrebbero farsi carico della maggior parte dei tagli – indica che qualcosina si sta provando a fare”.