(10 giu) La sua storia è iniziata nel 1846 a Vigevano, prima che iniziasse quella dell’Italia unita. Oggi Peroni – di proprietà SABMiller, uno dei più grandi produttori di birra a livello mondiale con sede a Londra – rappresenta uno dei simboli della birra made in Italy, non solo in Italia ma anche all’estero. Una storia di successo che il nuovo Ceo Tommaso Norsa ha tutta l’intenzione di voler rafforzare nel presente e proiettare nel futuro: “SabMiller – spiega Norsa – ha deciso di investire in Italia proprio perché ha creduto fortemente nelle potenzialità e nella forza del made in Italy. Questo vuol dire 517 milioni di euro di Pil prodotti, 623 milioni di contributi e tasse versati allo Stato e 19mila posti di lavoro lungo la filiera produttiva. Quest’anno abbiamo deciso investimenti sull’innovazione e sull’adeguamento degli stabilimenti di Roma, Bari e Padova per 18 milioni di euro”. Il nuovo Ceo sottolinea inoltre che il gruppo Peroni è stato “l’unico a incrementare la propria quota di mercato dell’0,7%, attestandosi al 19,9%. In un momento difficile per il mercato europeo e italiano –aggiunge Norsa -, abbiamo riscontri importanti dall’export. La nostra Nastro Azzurro, la birra italiana più venduta nel mondo, sta diventando un prodotto di punta di tutto il gruppo SabMiller. Per parlare di cifre: registriamo un +5% nel Regno Unito e un +10% nell’Asia Pacifica, compresa l’Australia. Sono convinto che questo trend potrà migliorare ancora, soprattutto nei mercati emergenti, ormai decisivi per la nostra attività”. (Roc)