– Roma, 10 lug – “Rispetto il segreto di Stato. Ma se il presidente del Consiglio riterrà di svincolarmi da questo segreto state tranquilli che sarò estremamente esaustivo. Ma solo se il premier mi autorizzerà”. L’ex capo del Sismi Nicolò Pollari, prima di pranzare insieme all’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga in un ristorante romano, conferma la sua intenzione di chiarire l’attività dei Servizi ai tempi della sua direzione. “Ho delle direttive e dei doveri da rispettare – ha spiegato Pollari – e lo farò sempre, perché sono un uomo delle istituzioni”. Ma se il premier Romano Prodi dovesse dare il via libera, Pollari è pronto a parlare “in tutti i contesti in cui il premier mi autorizzerà a farlo”. Pollari, domenica scorsa, aveva affidato al presidente della commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio la sua volontà di rivelare importanti segreti sugli ultimi anni della storia d’Italia. “Io sono l’unico portavoce di me stesso”, è stata la precisazione di oggi. Cossiga ha invece annunciato una sua proposta di legge proprio per impedire che il presidente del Consiglio possa disporre del segreto di Stato “e, se lo fa – ha aggiunto l’ex capo dello Stato – commette un reato contro la sicurezza dello Stato”. Cossiga si è quindi detto “convinto della necessità di fare una commissione bicamerale d’inchiesta”. Il dibattito prosegue trasversalmente tra i poli e sulla carta stampata. De Gregorio prende nuovamente le difese dell’ex numero uno del Sismi: “Le dichiarazioni di Pollari non rappresentano assolutamente un ricatto: quest’uomo si è chiuso in un silenzio di tomba, e quando si è visto raccontare come un eversore ha riflettuto con serenità e ha ritenuto che la cosa migliore da fare fosse quella di raccontare al Parlamento e al Paese tutta la verità, in modo da rivelare che mai il Sismi, sotto la sua direzione, si è mosso senza l’autorizzazione del governo”. (SEGUE)
