– Roma, 11 lug – Il sindaco di Roma indica quindi quali devono essere i punti caratterizzanti di questo “nuovo Patto tra le generazioni italiane: “Vuol dire, allora, far sì che le istituzioni del nostro Paese siano in grado di garantire la trasmissione ai giovani della conoscenza, delle competenze, del sapere. Vuol dire restituire fiducia all’investimento in capitale umano, e quindi dare spazio al merito nelle scuole, nelle università, nelle imprese, nei concorsi pubblici. Vuol dire costruire una vera e nuova politica per la casa, pensando soprattutto ai giovani. Vuol dire dotarsi di un moderno sistema di ammortizzatori sociali. E preoccuparsi per la copertura pensionistica di milioni di persone comprese fra i 20 e i 50 anni che stanno nel regime contributivo, e per i quali è cruciale il buon funzionamento del secondo pilastro, quello della previdenza complementare. Vuol dire puntare ad una vera libertà di scelta per le persone. Si vive di più e si può chiedere di restare sul mercato del lavoro più a lungo. Certo, non a chi ha svolto per anni e anni un lavoro usurante, a chi è stato alla catena di montaggio o in una fonderia, a chi ha fatto turni di notte”. “La libertà – aggiunge – può esistere solo se esistono alternative per gli individui e le tutele necessarie. La scelta non deve limitarsi soltanto a ‘quando’ andare in pensione. Si possono pensare misure di sostegno all’invecchiamento attivo, al part-time in uscita, alla formazione continua, anche per la popolazione anziana, che tante risorse ed energie può portare non solo alle proprie famiglie, ma all’intero corpo sociale”.