TURANDOT 2.0, A CAGLIARI UN ALLESTIMENTO “SOCIAL”
Turandot, un nome che richiama immediatamente una delle musiche più conosciute al mondo: quel “Nessun Dorma” che Puccini scrisse tra il 1920 e il 1924 e che lasciò all’ascolto dei posteri, dato che la sua scomparsa prematura gli impedì di poter assistere alla sua stessa opera. Oggi, il Teatro Lirico di Cagliari ne produce un allestimento che vede molti punti di innovazione, a cominciare dalle scenografie in chiave contemporanea che il Sovrintendente del Teatro, Mauro Meli, ha affidato ad un artista sardo di fama internazionale: Pinuccio Sciola. Ma la nota più innovativa del progetto è sicuramente la comunicazione social che il Teatro sta facendo, in aggiunta a quella tradizionale. In occasione del nuovo allestimento di Turandot (che ha debuttato venerdì 27 giugno mentre le repliche si susseguiranno per tutta l’estate) il Teatro ha previsto un vero e proprio palinsesto di post, tweet e hashtag particolari. Ad esempio l’operazione #Cantaperlalirica, finalizzata a stimolare il passaparola, sarà lanciata attraverso la pubblicazione di alcuni video che avranno come protagonisti i membri del teatro (maestranze tecniche ed artistiche). I contributi saranno postati nei profili social del teatro, dove gli utenti potranno realizzare a loro volta il proprio video e pubblicarlo sulla pagina Facebook del teatro https://www.facebook.com/teatroliricodicagliari. È previsto addirittura il live della Prima sui profili social del teatro: tutti i momenti della rappresentazione di questa sera, infatti, verranno raccontati su Facebook e Twitter (@Teatro_Lirico) attraverso foto e video postati in diretta. Inoltre, si potranno seguire il backstage dello spettacolo con i tecnici, la preparazione degli artisti prima di andare in scena e sbirciare l’eleganza degli ospiti nel foyer. Questo si aggiunge alle altre attività che rendono il Teatro Lirico di Cagliari particolarmente avanzato dal punto di vista tecnologico: il Teatro ha, infatti, creato – prima istituzione musicale al mondo – un proprio Centro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, con il quale ha realizzato già diverse applicazioni per avvicinare i bambini alla musica, e il MediaLab, uno spazio di co-working aperto alla collaborazione tra professionisti della comunicazione, studenti, ricercatori, imprese creative, centri di ricerca e associazioni. (red)
OSTIA ANTICA CONFERMA IL SUO PROGETTO DI CLASSICITA’
Sarà lo spettacolo “La Dea dell’Amore” di Woody Allen ad aprire, il prossimo 5 luglio alle 21, la terza stagione estiva del Teatro Romano di Ostia Antica. Oltre alla commedia diretta e interpretata da Antonello Avallone, molti gli appuntamenti in cartellone. L’11 luglio sarà in sul palco del teatro romano “Elena” di Ghiannis Ritsos con Mariangela D’Abbraccio per la regia di Francesco Travassi. L’Elena di Ritsos è la speranza, o meglio la consapevolezza (che è anche atto di fede del poeta) che qualcosa si salva sempre dal naufragio, dalla distruzione totale. Seguono “Pulcinella e l’Imperatore” (17 luglio), per la regia e coreografia di Aurelio Gatti e “I fratelli” di Publio Terenzio Afro (19 luglio), con Pietro Longhi e Felice della Corte per la regia di Silvio Giordani. Due attori d’eccezione, Maurizio Donadoni e Cinzia Maccagnano, interpreteranno il prossimo 23 luglio “Gli argonauti / Giasone e Medea”, costruzione drammaturgica da Apollo Rodio, Franz Grillparzer ed Euripide, con regia e coreografie di Aurelio Gatti. E’ nell’accettare di mettere in discussione le proprie certezze che si rivela la vera‚ straordinaria spregiudicata intelligenza degli Argonauti e in genere di tutti i “navigatori” che decidono di uscire dalla rotta stabilita dalla convenienza e dalle consuetudini per rischiare di perdersi‚ buttando a mare le proprie convinzioni ormai ben ancorate nel calmo golfo dell’inamovibile buonsenso. In realtà‚ il loro è un viaggio onirico‚ visionario‚ tramite il quale raggiungeranno il fondo della loro anima‚ quel luogo remoto e inviolato dove appare la luce della coscienza‚ della consapevolezza. Un viaggio di iniziazione per danza‚ teatro e musica. La regia di Paolo Fallai per tre donne esemplari “Carmen Medea Cassandra / il processo” (venerdì 25 luglio), con due splendide interpreti Rossella Brescia e Vanessa Gravina, regia e coreografie di Luciano Cannito. E’ possibile cancellare il grigio di un pregiudizio di genere? Cassandra, Medea e Carmen ci provano, ma finiscono uccise dagli stessi drammaturghi che le hanno raccontate o create. Vincenzo Zingaro, in veste di regista, propone un tuffo nell’immaginario di Aristofane con l’allestimento de “Le nuvole” (26 luglio). Ospite d’eccezione di quest’anno Giorgio Albertazzi (29 luglio) con una sua narrazione su Miti ed Eroi “Mito e infinita dolcezza del morire corteggiando la morte… come da Garcia Lorca”. Debora Caprioglio, Antonella Piccolo e Chiara Cavalieri, sono le interpreti della pièce tratta da Aristofane “Cercasi Dea, disperatamente” (30 luglio) per la regia di Rosario Cappolino. La Dea in questione è Estia, dea della casa, scomparsa misteriosamente. Possibile sostituirla con una umana? Grazie anche alle descrizioni Omeriche delle protagoniste, lo spettacolo metterà in luce la complessità della figura femminile sia sulla terra, sia nell’ Olimpo, ma sempre in modo ironico e accattivante oltre che fedele ai testi di riferimento. La stagione si chiuderà il 6 agosto con “Agamennone” di Eschilo, per la traduzione di Pier Paolo Pasolini, con Renato Campese, Cristina Cirilli, Pietro Conversano e Laura Mazzi, regia di Pietro Conversano. (PO / Cle)
A ROMA APPUNTAMENTO CON AGORA’ – TEATRO E MUSICA ALLE RADICI
E’ ripartita l’Estate romana a San Basilio con la terza edizione della rassegna a ingresso gratuito “Agorà – teatro e musica alle radici”, a cura dell’associazione culturale romana Il Naufragarmedolce. L’edizione 2014 si arricchisce così – a settembre – di due spettacoli originali: “Rosadilicata”, spettacolo di teatro-canzone di e con Chiara Casarico dedicato alla cantante siciliana Rosa Balistreri a 24 anni dalla sua scomparsa e “Il fronte delle donne”, concerto-spettacolo di Lucilla Galeazzi appositamente creato per il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che si terrà come nelle precedenti edizioni al Centro di cultura ecologica del Parco di Aguzzano, insieme al sestetto vocale Le Vocidoro. Dopo lo spettacolo “Zit!”, che ha aperto la manifestazione, il 22 luglio sarà la volta di “Finestre”, mentre il 24 luglio sarà in scena “Storie di pane” entrambe presso il Cortile Ater. “Finestre”, di e con Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, sono “canti per resistere”, una declinazione della difficoltà di vivere oggi e della necessità di “resistere” ad una quotidianità sempre più stressante. In scena le finestre vengono aperte e chiuse come sipari. Il canto diventa parte integrante della drammaturgia, per raccontare in musica e poesia storie e pensieri del nostro re-esistere, citando Elsa Morante e Pasolini. “Storie di Pane” di e con Emanuele Bolco e Chiara Casarico, è uno spettacolo che racconta ricordi e archetipi. Una storia raccontata attraverso la musica, i ricordi, le suggestioni, i personaggi, i proverbi, gli scioglilingua, portando lo spettatore nel magico mondo del racconto, in un ipotetico giro del mondo da nord a sud, con un movimento circolare dalla testa al cuore. (Cle)
A MILANO OMAGGIO A STREHLER CON “NON CHIAMATEMI MAESTRO”
In prima nazionale, è in scena al Teatro Libero di Milano fino al prossimo 15 luglio “Non chiamatemi maestro”, spettacolo liberamente tratto dagli scritti e dalle testimonianze di Giorgio Strehler. Diretto da Corrado d’Elia, lo spettacolo è un canto d’amore per il teatro, un inno alla sua fragilità, alla sua incertezza e alla sua caducità. Giorgio Strehler, il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero, è il punto di partenza e necessariamente il punto di arrivo. Così muovendo dalle sue parole, dai suoi scritti, dalle sue testimonianze nasce un percorso poetico a nuovo, una nuova scrittura, nuove suggestioni che ci restituiscono un mondo solo apparentemente perduto, ma ancora oggi attuale. Un universo che appartiene a tutti gli artisti e a tutti coloro che amano l’arte e il teatro. Gli album di Corrado d’Elia sono eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Assoli suggestivi ed intensi che l’attore-autore racconta sul palco in profonda solitudine. (Cle)
DANZA, TEMPO E MORTE IN “SKETCHES OF A DYING TIME”
Andrà in scena dal 3 al 6 luglio a Milano presso lo Spazio Tertulliano lo spettacolo “Sketches of a Dying Time” con la compagnia EgriBiancoDanza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco. Una serata di danza contemporanea composta da due balletti – “The earth died screaming” e “Nowhere” – il cui titolo in inglese si presta ad una duplice interpretazione: frammenti di un tempo che muore ma anche frammenti di un tempo di morte. Incentrato sulla musica di Tom Waits, “The earth died screaming” evoca uno scenario post-umano in cui la lotta per un territorio vivibile si fa sempre più aspra. tutti, nessuno escluso, vogliono sopravvivere, costi quel che costi: l’uomo è in effetti un animale sociale, ma il più feroce se si tratta di sopravvivenza. “Nowhere” è la nuova creazione 2014 di Raphael Bianco, affronta il tema del cambiamento, delle proteste e delle lotte per l’affermazione di nuove idee che si sono susseguite nella storia dei popoli. Lo scontro con la realtà delle cose e con il deserto dell’impotenza prevale spesso a spegnere ogni velleità di cambiamento. Questo è “Nowhere”, balletto più che mai attuale per la contemporaneità del soggetto, declinato su musica elettronica e testimonianze vocali di protagonisti anonimi delle rivoluzioni di ogni tempo e luogo. (Red)