– Roma, 12 lug – Secondo l’Istat, i lavoratori a termine o temporanei, includendo nella definizione gli occupati a tempo determinato ed i lavoratori autonomi con contratto di collaborazione o prestazione occasionale, pari all’11,8% sul complesso degli occupati, rappresentano il 27,6% degli occupati appartenenti alla classe di età 15-29 anni, raggiungendo il 32,3% in relazione alla sola componente femminile. Tra i lavoratori temporanei, oltre il 40% appartiene a questa classe di età, il 30% appartiene alla generazione dei trentenni ed un altro 30% non ha meno di 40 anni. Oltre il 40% dei lavoratori a termine vive in famiglie in cui nessun altro membro è occupato o, se lo è, ha un contratto a termine. Il rischio di rientro nella casa dei genitori è elevatissimo e riguarda il 43% dei giovani adulti che ne erano usciti per motivi lavorativi. Si sostiene di voler sostenere la famiglia ma, paradossalmente, è proprio a questa, alla rete familiare ed alla sua capacità/possibilità di agire da cuscinetto in caso di perdita di lavoro e/o reddito che è affidata, per quanti possono contarvi, la possibilità di tentare l’ingresso nella vita adulta. Per quanti non possono contare su questo sostegno pensare di stipulare un contratto di affitto, da soli o in coppia, può risultare essere un rischio non sostenibile, specie nel quadro di un mercato immobiliare fortemente orientato alla proprietà e di un’offerta di locazione del tutto inadeguata e scarsamente accessibile. Tanto più proibitivo può risultare pensare alla costruzione di un proprio nucleo familiare in quanto scelte particolarmente vincolanti e difficilmente reversibili (sposarsi, fare un bambino) vengono percepite come un rischio troppo elevato. Lo raccontano chiaramente, in modo drammatico, alcuni dati: in Italia il 59% degli under 35 vive con la famiglia di origine, ovvero oltre il doppio rispetto a quanto registrato mediamente nei paesi dell’Europa a 15 (29%). Si tratta di un caso unico nei Paesi dell’Europa a 15. Anche tra gli altri paesi dell’area mediterranea la percentuale di giovani che si trova nella stessa situazione è decisamente più bassa: in Portogallo è il 36,5%, in Grecia il 27%, in Spagna il 10%. Gli under 35 che non hanno ancora acquisito un’autonomia abitativa dalla propria famiglia di origine non raggiungono i venti punti percentuali in Austria (19,5%), Germania (16,5%), Svezia (15,5%), Danimarca (12,5%) e Finlandia (12%).