– Roma, 13 lug – Repubblica intervista il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che lancia l’allarme su un nuovo patto mafioso tra Sicilia e transfughi americani dopo la cattura di Bernardo Provenzano e il ritorno degli Inzerillo a Palermo, i mafiosi sterminati nella guerra con i Corleonesi, con le loro influenze Oltreoceano. E fa anche un nome: quello di Frank Calì, siculo-americano che sta trattando appunto la nuova intesa. Nell’intervista Grasso spiega le prospettive di medio termine di Cosa Nostra che saranno anche al centro, lunedì, di una missione della commissione parlamentare antimafia a Palermo per una serie di incontri con magistrati, prefetto e questore. La missione parlamentare analizzerà anche l’omicidio di Nicola Ingarao, il 13 giugno scorso, “il primo omicidio ‘pubblico’ di mafia a Palermo, dopo quindici anni” si legge nell’articolo firmato da Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo. Tuttavia Grasso non ritiene che la morte di sia la vigilia di una nuova guerra di mafia: “Prima di Ingarao, nel gennaio del 2006, scompare per ‘lupara bianca’ Giovanni Bonanno, reggente di Resuttana. Le evidenze investigative in nostro possesso dimostrano che quel delitto è il risultato di una decisione condivisa da tutte le componenti di Cosa Nostra. Voglio dire che non sempre un omicidio annuncia un conflitto. Al contrario, l’eliminazione di un mafioso può anche liberare il campo per rendere possibile un’ampia intesa di ‘pace’. Anche la morte di Ingarao si potrebbe spiegare così”. Nota che “sicuramente le famiglie mafiose hanno trovato un accordo. Quel che era considerato il problema degli Inzerillo si è assolutamente risolto”, “se fino alla fine del 2005 alcune ‘famiglie’ palermitane pensavano di preparare una serie di omicidi, tutto questo non è più attuale”. Un passo indietro che Grasso spiega così: “Dentro Cosa Nostra tutti hanno l’interesse a lavorare per l’unità dell’organizzazione nella convinzione che soltanto insieme possono garantirsi la continuità. Non vogliono più commettere gli errori del recente passato. Hanno compreso che se vogliono avere un futuro devono intendersi”. E “sono alla ricerca di prospettive di pace e prospettive di investimento”. E gli Inzerillo sarebbero indispensabili per questa strategia di arricchimento. (SEGUE)