Roma, 25 set – “Il rinnovo del Comitato degli italiani all’estero è in ritardo di cinque anni. Dunque, è difficile immaginare che sia divenuto urgente negli ultimi 60 giorni. Tutti i senatori eletti del collegio Estero hanno regolarmente ricordato ai Governi (a questo e al Governo precedente) la necessità di mettere mano al rinnovo di tale Comitato. Addirittura nell’Aula di questo ramo del Parlamento nella scorsa legislatura fu approvato un testo di riforma dei Comites e del Cgie che poi, per interessi non delle comunità degli italiani all’estero, è stato affossato alla Camera dei deputati. Dunque, l’urgenza non esiste in questo caso”. Lo ha detto il senatore del Pd eletto all’estero Claudio Micheloni, nel corso della discussione generale sul decreto missioni. “Il provvedimento oggi in esame però contiene qualcosa di positivo, ed è questa la cosa che più disturba noi rappresentanti delle comunità degli italiani all’estero. L’articolo 10 prevede infatti la creazione dell’elenco degli elettori, da noi richiesta ancor prima che si svolgesse la prima tornata elettorale, perché è uno strumento che permette di uscire dall’ambiguità della gestione del voto all’estero. Diversi disegni di legge contengono la proposta di creare un elenco degli elettori”. Secondo Micheloni “qui ci si impone, invece, di fare l’elenco degli elettori in meno di due mesi, senza garantire neanche l’informazione a tutti gli elettori. Con questo decreto decidiamo, infatti, di cambiare le modalità, senza garantire ai cittadini che hanno il diritto per il rinnovo dei Comites, vale a dire di Comitati eletti a suffragio universale sulla base di una legge dello Stato italiano, di essere informati. Questo è quello che stiamo facendo”.
(Sis)