Roma, 3 ago – “Il senatore Nino Randazzo e l’onorevole Marco Fedi, eletti nelle liste dell’Unione-Prodi nella ripartizione elettorale Africa-Asia-Oceania-Antartide della circoscrizione Estero nelle elezioni politiche del 2006, con l’assistenza degli avvocati Gian Michele Gentile e Marco Gentile dello ‘Studio Legale Associato Mereu-Gentile’ di Roma, hanno presentato querela nei confronti di Paolo Rajo, di Sydney, della giornalista Alessia Manfredi e del direttore responsabile di Repubblica.it, di Roma, per il reato di diffamazione a mezzo stampa, commesso con la diffusione di un video, contenente un falso, in data 9 luglio 2007, nel quale sarebbero rappresentati brogli elettorali nell’espressione del voto a favore dei due parlamentari eletti”. Lo si apprende da una nota congiunta diffusa dalle segreterie dei due parlamentari. La querela – sottoscritta presso gli uffici della Stazione Carabinieri di Roma San Lorenzo in Lucina – è stata presentata alla Procura della Repubblica di Roma, “dinanzi alla quale – prosegue il comunicato – è già pendente l’indagine avviata d’ufficio in merito alla diffusione del video ed ha ad oggetto anche le dichiarazioni rese dall’autore del video alla stampa nei giorni successivi alla diffusione del filmato”. “Altra querela – si legge ancora – verrà presentata nei prossimi giorni, sempre per il reato di diffamazione a mezzo stampa, nei confronti del sig. Joe Cossari, di Melbourne, referente di Forza Italia, per le dichiarazioni rese l’11 e il 17 luglio 2007, e nei confronti del giornalista Mattias Mainiero e del direttore del quotidiano Libero, per gli articoli pubblicati in data 11 luglio 2007. Contemporaneamente il senatore Randazzo e l’onorevole Fedi avviano analoga azione legale in Australia con richiesta di risarcimento per danni morali e materiali. Il senatore Randazzo e l’onorevole Fedi intendono, con tale iniziativa, smascherare lo squallido tentativo di aggressione alla loro reputazione posto in essere con detta diffusione di video e dichiarazioni varie, e porre fine ad ogni ulteriore speculazione sulla legittimità della loro elezione al Parlamento della Repubblica e del voto del 2006”.