Le più innovative tecniche e attrezzature di rilevamento aereo, l’ausilio di un satellite della Nasa e una stazione meteorologica scientificamente avanzata al servizio della ricerca glaciologica. Al via il progetto “Levissima Spedizione Ghiacciai” in collaborazione con l’Università di Milano per studiare la fusione dei ghiacciai nell’Alta Valtellina. Il progetto, realizzato anche grazie al contributo tecnologico dell’Associazione EvK2CNR, è partito sul Ghiacciaio Dosdé Orientale, nel gruppo Piazzi delle Alpi Lombarde. I ghiacciai sono una risorsa preziosa e sensibile come ha evidenziato il “Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani” da poco concluso dai ricercatori dell’Università di Milano guidati da Claudio Smiraglia. Questa ricerca ha infatti evidenziato che negli ultimi 50 anni il numero dei ghiacciai italiani è aumentato, passando da 824 a 896, ma la superficie complessiva si è ridotta di oltre un terzo. Il nuovo progetto “Levissima Spedizione Ghiacciai” vuole contribuire a spiegare i meccanismi che negli ultimi anni stanno accelerando i processi di fusione del “cuore freddo” delle nostre montagne.
Negli ultimi anni i ghiacciai sono sempre meno bianchi e candidi, anche a causa di sabbie (in qualche caso provenienti addirittura dal Sahara) e polveri conseguenti agli incendi boschivi, alla disgregazione delle rocce e ai fumi di combustione dei motori diesel. E’ il cosiddetto black carbon (scientificamente è l’ aerosol prodotto dall’ incompleta combustione delle biomasse) ovvero polvere e fuliggine che rendono meno bianchi e riflettenti neve e ghiaccio, incrementando così la radiazione solare assorbita e quindi la fusione. Oggetto della prima fase del progetto “Levissima Spedizione Ghiacciai” è lo studio della superficie dei giganti bianchi alpini. Infatti l’ incrementata fusione glaciale di questi anni è una diretta conseguenza dell’ aumento del detrito superficiale. Questo se sparso e diffuso aumenta l’ intensità della fusione, mentre se si accumula in spessori superiori ai 5 cm diviene una vera e propria “coperta” che la natura sta utilizzando per aumentare il “tempo di sopravvivenza” dei ghiacciai. Le prime verifiche della validità dei rilievi spaziali sono state svolte nel laboratorio en plein air che è il Ghiacciaio Dosde’ Orientale, nel gruppo Piazzi, dove da 7 anni sono collocati sofisticati strumenti scientifici utili a misurare le condizioni meteorologiche ed energetiche alla superficie del Ghiacciaio. (8 ott – red)