Roma, 3 set – “Nuove ombre oscurano il voto degli italiani all’estero, ma s’intravede un sistema per far luce sui quei presunti brogli, capaci di viziare l’esito delle elezioni politiche del 2006, che il centrosinistra ha vinto alla Camera per 24mila voti, e al Senato per una manciata di seggi, anche se con meno voti della Cdl”. E’ quanto si legge in un articolo apparso oggi sul Giornale. “Il segretario generale del movimento Azzurri nel mondo, Giampiero Pallotta, dall’Australia ha chiesto ufficialmente alla Procura di Roma di procedere al controllo dei voti dell’Oceania – prosegue il pezzo – con un sistema in grado di accertare la verità: una perizia calligrafica sulle preferenze assegnate ai candidati, per verificare in primo luogo se quelle migliaia di nomi sono state scritte effettivamente dalle stesse poche mani, e individuare gli autori degli brogli”. Ma Pallotta, scrive ancora il quotidiano – che ha ben pochi dubbi sulla irregolarità del voto – è convinto anche che non si sia trattato di “brogli fai da te”: il “mercato dei voti” sarebbe stato organizzato, in alcune precise “centrali”. “Il caso del voto in Australia – si legge ancora – ha fatto scalpore oltre un mese fa, per un video amatoriale pubblicato da Repubblica.it: voti di lista e preferenze assegnati in blocco all’Unione, vergati da un’unica persona ripresa di spalle. Centinaia di schede elettorali ammassate in un garage, sistemate nelle buste del Consolato italiano in Australia e sigillate. Altre buttate in una discarica. Operazioni inquietanti, tutte riprese dal videtelefono di un candidato australiano dell’Udeur, Paolo Rajo, che spiegò anche di aver rifiutato un ‘aiuto’ analogo, promessogli da una famiglia di Sydney ‘in cambio di qualche lattina di birra’. ‘Effettivamente è sconcertante’, commentò il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, auspicando una verifica. Il leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, giovedì è tornato a parlare di brogli: ‘Ci hanno fregato un milione di voti – ha detto alla festa dell’Udeur – troppe schede scomparse, bianche e molte irregolarità nel voto degli italiani all’estero’”.
“Ma quel video – continua il Giornale – era la prova di brogli reali, o solo la ‘rappresentazione’ di brogli possibili? Pallotta è sicuro: ‘E’ successo, lo sanno tutti, e molti si facevano vanto di aver raccolto o votato decine di schede, chi 30, chi addirittura 100’. Il dirigente di Forza Italia punta il dito contro in una direzione ben precisa: ‘I patronati operanti in Australia – spiega Pallotta – sono una trentina. Corrispondono alle sigle sindacali italiane, e hanno un orientamento politico molto preciso. Solo quattro-cinque, quelli Enas, fanno riferimento alla destra, tutto il resto è in mano alla sinistra. In Australia la percentuale di ‘affluenza’ è stata bassa, intorno al 30%, hanno votato soprattutto gli anziani, e molti voti sono passati da lì’”. In un altro articolo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro riporta le dichiarazioni di Michele Maero, perito in scritture e consulente tecnico presso il Tribunale di Torino, secondo il quale “saremmo in grado di stabilire con relativa facilità se quei segni grafici appartengono a un’unica mano”. I “segni grafici” a cui si riferisce Michele Maero, scrive il Giornale, sono “i voti di preferenza vergati su quelle 24mila schede australiane che recano il nome dei due eletti dell’Ulivo chiamati in causa dal segretario di Azzurri nel Mond”o. Tre lauree, psicologo, Maero è docente di Grafoanalisi e di perizie grafiche, e presiede il Collegio nazionale dei periti grafici. Spiega che “l’unica difficoltà è rappresentata dal numero delle schede, che ovviamente dovrebbero essere vagliate in originale”. Ma il problema “si può risolvere con un esame a campione, che accerti se ci sono state irregolarità, per poi procedere su tutto il resto se queste emergono nelle prime tranches”. “Con lenti e lampade a raggi ultravioletti – aggiunge la collega Maria Lilla Cimini – partendo da scritture comparative preesistenti possiamo accertare senza possibilità di errore l’identità di chi ha scritto quei nomi. Si valutano segni e abrasioni particolari che ovviamente possiamo mettere in luce anche in presenza di camuffamenti”. “Non abbiamo mai esaminato un caso di brogli elettorali – ammette la professoressa Cimini – ma non dà particolari problemi con un esame approfondito degli originali. Noi siamo pronti”.