Bassora, 3 set – Dopo quattro anni cinquecento soldati inglesi se ne vanno dall’ultima base militare nel cuore della città di Bassora, la seconda città irachena. Di fatto lasciano ai militari iracheni il controllo dell’ex palazzo di Saddam Hussein e si riposizionano nei pressi dell’aeroporto appena fuori del territorio urbano. Stando alle dichiarazioni di un portavoce del governo inglese la riconsegna del palazzo di Bassora rientra “in un programma di trasferimento di autorità alle forze irachene”, ma non rappresenta il ritiro delle truppe dal territorio perché “valutazioni simili sono affidate ai generali su campo” ha spiegato il portavoce di Downing Street. Per il quotidiano Sunday Times la Gran Bretagna ha in programma – per il prossimo ottobre – di trasferire l’intera responsabilità di Bassora alla sicurezza irachena. Sempre secondo il quotidiano, l’esecutivo laburista intende cedere il controllo della provincia di Bassora alle forze di sicurezza locali per aprire così la via al rimpatrio di gran parte dei propri militari, se non dell’intero contingente. Non era stato senza difficoltà per le truppe britanniche entrare nella città sciita e farne il proprio quartier generale. Dal marzo 2003, quando ebbe inizio l’invasione per rovesciare il regime di Saddam Hussein, si calcola che sia arrivato a 150 il numero delle perdite subite dalla Gran Bretagna nel conflitto iracheno e che 120 soldati inglesi siano caduti in combattimento. Bassora – seconda città dell’Iraq per importanza e il principale centro petrolifero nel sud del paese – è stata fin dall’inizio della guerra l’unica roccaforte degli alleati di Washington nel cuore della città. Il generale Mohan Fahad al-Firaiji, comandante operativo delle forze di sicurezza locali, ha annunciato: “L’esercito iracheno ha adesso assunto la responsabilità per la protezione del palazzo”. E ha aggiunto: “l’intera area è interdetta all’accesso. Nessuno può avvicinarvisi, eccetto chi è autorizzato”. Era da gennaio scorso che le autorità locali attendevano il passaggio di testimone. Oggi, il riposizionamento delle truppe del Regno Unito pare confermare la volontà del governo guidato dal premier Gordon Brown di affrettare i tempi per l’abbandono integrale del paese. L’8 giugno scorso, membri del consiglio e funzionari britannici avevano tagliato il nastro della ristrutturazione dell’edificio del consiglio nella città di Bassora, pagata dal governo britannico, per un valore di 500.000 dollari. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, è arrivato a sorpresa in Iraq insieme al segretario di stato Condoleezza Rice, al consigliere per la Sicurezza, Stephen Hadley, e al ministro della Difesa, Robert Gates. L’Air Force One del presidente degli Stati Uniti è atterrato nella base di al-Asad, a ovest di Baghdad, nella provincia di al-Anbar. La zona è roccaforte della guerriglia e centro del “triangolo sunnita”. Non si conosce l’itinerario in territorio iracheno ma è certo che Bush incontrerà i vertici del comando statunitense. Si tratta della terza visita di Bush in Iraq e arriva a pochi giorni dal Congresso del 10 settembre, quando il capo delle forze Usa in Iraq, il generale David Petraeus, presenterà l’atteso rapporto sulla situazione nell’ex paese di Saddam Hussein. A Baghdad tutto procede come al solito: un’autobomba è esplosa nel centro della città, accanto ad un cinema nella zona al Alawi, uccidendo due persone e ferendone altre due. Secondo le cifre riportate dal sito “Iraq body count” sono quasi 77 mila i civili uccisi dall’inizio del conflitto.