Roma, 4 set – Sono più di 3 milioni i pensionati che riceveranno insieme alla pensione di ottobre la somma aggiuntiva, la cosiddetta “quattordicesima” prevista dalla legge 127 del 2007 e dalla concertazione tra governo e parti sociali. Per altri 466.000 pensionati Inps di cui non si conosce il reddito l’aumento arriverà solo a seguito di una verifica e quindi probabilmente tra novembre e dicembre. I pensionati Inpdap potenzialmente interessati alla misura (servirà una verifica reddituale) sono circa 25.000. “Un atto di coerenza, e di puntualità”, lo ha definito il ministro del Lavoro Cesare Damiano, secondo cui la misura consentirà già da ottobre di partire con l’erogazione. “Per raggiungere questi obiettivi – ha aggiunto il ministro – gli istituti hanno costituito una task force per arrivare con il sindacato, a questo risultato positivo”. La somma complessiva destinata ai pensionati è di circa 926 milioni di euro, mentre l’importo medio della “quattordicesima” è di 301,70 euro. Ad avere diritto all’aumento sono i pensionati che hanno almeno 64 anni e redditi personali non superiori a 8.504,73 euro l’anno (654,21 euro mensili). La somma aggiuntiva varia perché è calcolata anche in base all’anzianità contributiva del pensionato. Se pensionato da lavoro dipendente: fino a 15 anni di anzianità contributiva, la somma aggiuntiva è pari complessivamente a 262 euro; da 15 a 25 anni di anzianità contributiva, la somma aggiuntiva è pari complessivamente a 327 euro; se l’anzianità contributiva è superiore a 25 anni la somma complessiva aggiuntiva è pari a 392 euro. Le cose cambiano se il beneficiario è un pensionato da lavoro autonomo: fino a 18 anni di anzianità contributiva la somma aggiuntiva è pari complessivamente a 262 euro; da 18 a 28 anni di anzianità contributiva, la somma aggiuntiva è pari complessivamente a 327 euro; se l’anzianità contributiva è superiore a 28 anni la somma complessiva aggiuntiva è pari a 392 euro. Nel caso in cui il reddito personale sia di poco superiore al limite stabilito, la somma aggiuntiva sarà proporzionalmente ridotta. Per esempio, se il reddito è di 8.600 euro, con un’anzianità contributiva fino a 15 anni, la somma aggiuntiva sarà pari a 166,73 euro complessivi (8.504,73 + 262,00 – 8.600 euro). Quanto alla distribuzione per provincia resa nota dal ministero del Lavoro, Milano (150.020) batte Roma (147.491) per numero di beneficiari. Seguono le province di Napoli (con 107.286 pensionati beneficiari dell’aumento), Torino (97.528), Salerno (71.571), Bari (67.127) e Palermo (64.773). I pensionati che godranno di un aumento medio maggiore saranno i 18.258 della provincia di Ferrara, mentre si dovranno “accontentare” di una somma aggiuntiva media di 285 euro i 34.555 beneficiari della provincia di Agrigento.