Roma, 4 set – Nessun contrasto con Prodi a proposito di tasse. E’ Francesco Rutelli a sottolinearlo, dopo che le sue dichiarazioni di lunedì scorso erano state interpretate come un motivo di contrasto rispetto all’operato del premier. “Le cose che ho detto – puntualizza l’esponente della Margherita – sono largamente coincidenti con le posizioni del governo e pienamente coincidenti con ciò che ha detto Romano Prodi pochi giorni fa. Sono sorpreso dell’interpretazione data alle mie parole”. Dopo aver ribadito che la maggioranza deve iniziare a ridurre la pressione fiscale già con questa Finanziaria, l’ex sindaco di Roma ha inoltre auspicato un intervento sull’area casa e in particolare sull’Ici e sugli affitti, pur nel quadro di un generale contenimento della spesa. “Occorre contenere la spesa – ha concluso il vicepremier – e orientare la finanziaria verso i ceti popolari del paese a tutela del potere d’acquisto dei cittadini. Questa è la linea del governo ed è questa la linea di Prodi. E’ sbagliato costruire delle divergenze quando non ci sono”. Il tema fisco, però, continua ad essere al centro del dibattito politico. Il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano è ad esempio intervenuto sul Messaggero per avvertire che “se bisogna tagliare le tasse allora sarebbe opportuno partire riducendo quelle sul lavoro dipendente. Vogliamo portare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20% come scritto nel programma, e allo stesso modo proponiamo che la tassazione sugli aumenti contrattuali nazionali sia ridotta e portata anche questa al 20%. La politica di redistribuzione – ha continuato l’esponente di Rifondazione comunista – è una precondizione essenziale per tenere assestata l’economia, non si può tenere in piedi il sistema economico mortificando la realtà sociale”. Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera, ha dal canto suo sottolineato come, dopo un periodo di necessaria linea del rigore per “sistemare i conti pubblici allo sfascio dopo la gestione allegra della Cdl”, vi siano oggi “tutte le condizioni, per restituire ai cittadini il frutto dei loro sacrifici, riducendo la pressione fiscale già a partire da questa Finanziaria”. Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, ha invece invitato ad evitare “tagli alla spesa sociale e ambientale” e ad effettuare una “riduzione della pressione fiscale per i lavoratori dipendenti e per il ceto medio”. Le risorse necessarie, ha continuato l’esponente ambientalista, dovranno essere reperite dalla lotta all’evasione e da tagli alle spese militari. Anche il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha invitato a pensare di pari passo risanamento dei conti pubblici e miglioramento della pressione fiscale. “Le due cose – ha detto – vanno fatte. C’è un fardello eccessivo che pesa su tutti e rallenta lo sviluppo del Paese”. Sul versante dell’opposizione, invece, si punta l’attenzione sulle divisioni interne allo schieramento di governo. “Anche sulle tasse la sinistra si divide – commenta ad esempio Antonio Tajani, presidente dei deputati europei di Forza Italia -. La lite tra Veltroni e Prodi ha come unico obiettivo non l’interesse dei cittadini, ma la guida della disarticolata coalizione governativa. Alla fine, la pressione fiscale non diminuirà perché la sinistra radicale, ancora una volta, riuscirà a determinare la politica rapace del governo Prodi. Né le cose cambierebbero con Veltroni. L’unica soluzione è andare al voto”. Maurizio Gasparri di An, invece, vede “un governo i cui membri non parlano più la stessa lingua e che ha quindi il dovere di lasciare la scena. Il nuovo duetto Veltroni-Rutelli testimonia che questa maggioranza è morta. In questo caos al quale va subito messa la parola fine, a rimetterci sono soltanto i cittadini, che devono confrontarsi con stipendi bassi e nuovi aumenti dei prezzi”.