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SICUREZZA: CITTA’ ITALIANE A CONFRONTO SU DEGRADO E CRIMINALITA’

it@withub.it by it@withub.it
6 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 6 set – Sicurezza, legalità e degrado urbano. Dopo il provvedimento contro i lavavetri messo a punto dall’amministrazione comunale fiorentina, il tema dell’illegalità e della criminalità organizzata è entrato nell’agenda di Palazzo Chigi. Sarà pronto fra tre settimane un disegno di legge ad hoc per la sicurezza nelle città. Il testo – stando alle anticipazioni – “prevederà iniziative per combattere la criminalità organizzata e l’illegalità diffusa, soprattutto nelle aree metropolitane, con particolare attenzione per la prevenzione e il contrasto delle molestie e delle violenze nei confronti delle donne”. Il ddl, in linea con il piano di sicurezza impostato dal guardasigilli Clemente Mastella e dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, dovrebbe contenere norme sulla custodia cautelare obbligatoria per chi è sospettato di aver commesso rapine e furti di particolare violenza, contemplare processi accelerati in presenza di prove schiaccianti contro chi è stato arrestato e dare un giro di vite sull’affidamento nel caso di crimini che rappresentano un grave allarme sociale. Tra le nuove disposizioni non mancheranno provvedimenti antimafia, misure più dure sulla prostituzione e contro chi guida ubriaco. Inoltre sarà fondamentale l’istituzione di un codice nazionale unico a cui dovranno attenersi i sindaci. Una sorta di decalogo che dovrebbe consentire un agire comune delle amministrazioni comunali, contendendo iniziative singole come le misure del sindaco Dominici a Firenze, il blitz anti-degrado del sindaco Veltroni o la chiusura della “strada del sesso” nel comune di Lecce. Nel frattempo i sindaci di diversi comuni avanzano ipotesi su possibili procedure da intraprendere per dichiarare guerra alla criminalità. Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati insieme al primo cittadino di Firenze, Leonardo Dominici rilanciano sul piano delle idee: “che ai sindaci e alla polizia municipale possano essere assegnate funzioni di polizia giudiziaria è, in determinate situazioni, di qualche utilità”. “Parlo però di pochissimi compiti, definiti con molta precisione, per non cambiare la natura al ruolo dei sindaci”, ha dichiarato Cofferati rispondendo ai giornalisti di Qn. A chi lo ha soprannominato il sindaco-sceriffo, risponde: “Ma una volta, quando eravamo piccoli, gli sceriffi non erano i buoni? E anche quando mi paragonano a Tex Willer, ricordo che Tex è amico degli indiani”. Sulla stessa linea il sindaco Dominici: “Non sono contrario a interventi di polizia giudiziaria”. E ha continuato: “Penso che sia giusto che anche i sindaci, in casi limitati, possano fare ricorso a provvedimenti per allontanare alcune presenze indesiderate. Norme precise devono garantire, a italiani e stranieri, che naturalmente siano rispettati i diritti fondamentali della persona. Il foglio di via può anche andare bene. Se posso farlo come la questura, allora ho un problema: bisogna indicare i casi in cui la polizia municipale può intervenire con poteri analoghi a quelli delle forze dell’ordine”. Il rischio – mentre l’esecutivo prepara il pacchetto sicurezza – è che si mettano sullo stesso piano problematiche molto diverse. Oggi un sondaggio di Panorama rivela che la causa principale del degrado urbano – per il 56% degli intervistati – sarebbe la sporcizia, seguita dall’accattonaggio (43,3%), dalla prostituzione (41,3%), dalle scritte sui muri o monumenti (36%), dalle auto in doppia fila (24,3). Tra le richieste di soldi a “infastidire maggiormente” sarebbero gli accattoni (47%), i parcheggiatori abusivi (17,3%), i lavavetri (15%). Il fatto è che la sicurezza, il degrado e l’illegalità sono problemi avvertiti in maniera diversa da città a città e assumono senz’altro differenti espressioni: se per l’amministrazione di Firenze i lavavetri al semaforo costituiscono un problema, già non lo sono più per il vicinissimo comune di Prato dove l’illegalità è rappresentata dalle contraffazioni e dove un sistema di rotonde ha quasi eliminato completamente i semafori dalla cittadina. Viene da chiedersi inoltre: può la ricetta della grande città avere successo anche nelle aree non metropolitane? Il sindaco di Parma, Pietro Vignali, ad esempio, ha chiesto di entrare nel “pacchetto legalità” e lo è andato a dire personalmente al primo cittadino di Bologna, per inviare poi una lettera al ministro Amato. L’amministrazione di Parma fa sapere che il problema della città sono sopratutto gli atti di vandalismo, scritte su muri e palazzi ed episodi di microcriminalità, piccoli furti e minacce per strada. In misura minore, sono da calcolare la sporcizia e la prostituzione. “Spendiamo 1 milione e 600 mila euro per mettere a posto il degrado, insomma quanto spenderemmo per un asilo” sostiene il sindaco. Tra le proposte future il sindaco di Parma auspica più finanziamenti, più risorse e più poteri ai sindaci. Ad esempio, spiega: “c’è molta lotta sulla contraffazione, ma una volta che la merce viene sequestrata al sindaco non viene data facoltà di distruggere o occuparsi della merce”. Stesso discorso vale per gli orari di chiusura dei locali o “per intervenire su alcune attività notturne dove si concentra la delinquenza”. Il sindaco di Parma, una cittadina di 160 mila abitanti, dove gli immigrati costituiscono il 10-12% della popolazione, pensa che il pacchetto sicurezza possa portare “buone soluzioni” e sottolinea che è d’accordo all’istituzione del reato per le violenze sulle donne all’interno delle mura domestiche. Sono passati solo due giorni dal vertice a Palazzo tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e i ministri Mastella, Parisi e Pollastrini, il viceministro Minniti ed il sottosegretario Micheli sui contenuti del ddl. Intanto a Bergamo il prefetto, Camillo Andreana, ha convocato oggi una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare un punto della situazione a livello provinciale a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico. Così ogni istituto della provincia di Bergamo avrà un suo referente tra le forze dell’ordine. “L’inizio dell’anno scolastico rappresenta un’occasione che va celebrata – ha detto – e alla quale va assicurata la massima attenzione”. “E’ necessario però – ha aggiunto – creare un raccordo più efficace tra i direttori scolastici e i responsabili della sicurezza, per dare assistenza sia ai ragazzi sia ai docenti. Ciò non vuol dire militarizzare la scuola – ha precisato – ma creare rapporti che permettano di tenere monitorata ogni situazione per la sicurezza di tutti”. Mentre a Bari, il presidente del consiglio comunale, Giuseppe De Santis, chiede un provvedimento “urgente”: rimuovere alcuni gazebo e panchine che sarebbero utilizzati “in maniera impropria diventando ricettacolo di rifiuti e bisogni fisiologici nonché dormitorio per i senza fissa dimora” perché questo “non è un bel biglietto da visita della nostra città per tutti coloro che transitano dalla stazione ferroviaria”. In Veneto – da qualche giorno – è stata approvata una legge regionale che proibisce il consumo notturno di alcol e anticipa la chiusura dei locali. E se in questa regione si cercano soluzioni per impedire la guida in stato d’ebbrezza, Bari risponde con le “panchine dei barboni da rimuovere” e Bergamo rilancia con il poliziotto scolastico di fiducia. Intanto dalla sinistra di governo c’è una presa di distanza perché da più parti sottolineano: “non possiamo inseguire le destre sul loro terreno”. Per il segretario del Prc, Franco Giordano, “bisogna distinguere la criminalità da chi ha invece delle difficoltà come ad esempio i lavavetri”; mentre per Malan, “occorre espellere gli stranieri, anche comunitari, che non dimostrino di avere mezzi di sussistenza adeguati” e l’esponente di Fi annuncia un disegno di legge per fissare il livello minimo di reddito a 550 euro al mese. In questa Italia dalle diverse emergenze sul piano sicurezza e legalità e dalle differenti soluzioni arriva anche una buona notizia: secondo i dati del ministero dell’Interno calano i furti d’auto, anche se la Campania resta prima con 31.239 auto sottratte, seguita dal Lazio (30.935) e dalla Lombardia (28.606).

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