Como, 9 set – “Manterremo la rotta del rigore e non aumenteremo né debito né tasse”. Così, da Cernobbio, sul Lago di Como, si è espresso il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, intervenendo alla giornata conclusiva del workshop Ambrosetti dedicato all’economia italiana. E a Joaquin Almunia, commissario dell’Unione Europea agli Affari economici, che ieri aveva fatto notare come l’Italia sia, rispetto all’anno scorso, “meno determinata nel risanamento” ha garantito che “la rotta sarà la stessa nel bello e nel cattivo tempo”. Il ministro dell’Economia ha sottolineato che la seconda finanziaria del governo Prodi “parte da condizioni migliori rispetto la prima” perché “molte cose importanti sono state fatte”, riferendosi “alla legge delega sul federalismo fiscale, al lavoro sulla struttura del bilancio, alla ripresa del controllo sulla spesa corrente” e in particolar modo “sulla sanità”. Padoa-Schioppa ha poi voluto evidenziare che “finora sono state smentite tutte le previsioni negative”, quelle che preannunciavano “la caduta del governo sulla Finanziaria e non è accaduto”, e anche “quando si diceva che la sinistra avrebbe lasciato la linea del rigore e ciò non è successo”. “Abbiamo smentito – ha aggiunto il ministro – tutte le peggiori previsioni”. Tra le ricette per rilanciare l’economia italiana, Padoa Schioppa ha ribadito che occorre “agire dal lato della spesa pubblica”. Continuando a delineare le linee della Finanziaria che sta tratteggiando, ha rassicurato che il governo non aumenterà né il debito né la pressione fiscale “perché siamo un Paese già fortemente indebitato e sottocapitalizzato”, e “occorre mezza generazione per ovviare ai problemi, un anno non basta”. Poi ha fatto notare: “Cinquant’anni fa in pochi avevano le scarpe tra gli italiani poi l’Italia però a piedi nudi ha costruito le infrastrutture”. “Perché quindi oggi il Paese non dovrebbe risolvere il problema della “sottocapitalizzazione del Paese in mezza generazione?”, ha concluso. A Cernobbio si sono alternati diversi esponenti politici, non solo della maggioranza di governo. Tra le file della maggioranza, con Padoa-Schioppa a smentire qualsiasi aumento della pressione fiscale, c’era il segretario dei Ds, Piero Fassino, che “lo esclude nel modo più assoluto”. Il ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani si è spinto oltre prevedendo una diminuzione: “Non sono possibili miracoli ma se la lotta all’evasione proseguirà con successo allora si potrà alleggerire la pressione fiscale” e comunque – ha dichiarato Bersani – la Finanziaria avrà come obiettivo un “mix equilibrato” tra riduzione della spesa pubblica, lotta all’evasione fiscale e controllo sul debito pubblico, “tutti ingredienti di una buona ricetta di finanza pubblica”. Sono intervenuti anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano che ha assicurato di vigilare sull’inserimento in Finanziaria del protocollo sul welfare firmato con i sindacati lo scorso 23 luglio. Mentre Antonio di Pietro, ministro delle Infrastrutture, ha chiesto di tenere presente tra le priorità l’intervento fiscale sulle rendite finanziarie e ha evidenziato: “Quando parliamo di Bot e Cct, in cui un padre di famiglia investe dopo aver lavorato e pagato le tasse con i soldi che mette da parte, tassare ulteriormente è un’ingiustizia. Altra cosa è equiparare le tasse sui redditi da rendite finanziarie più speculative per renderle in qualche modo comparabili a quelle da lavoro dipendente”. Al meeting anche il leader dell’Udc Casini che propone “uno scudo fiscale per proteggere i cittadini, che stabilisca una soglia entro cui non si può essere tassati”, insomma un sistema fiscale alla francese. Le critiche all’intervento di Padoa-Schioppa – che Fassino ha apostrofato a margine come “ottimo” – arrivano dall’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti”: “Se consideriamo che l’economia sta rallentando – ha detto – sarà alla fine una finanziaria piena di contraddizioni e tasse” e questo anche perché la stima di crescita fatta dal governo è troppo alta. “Se una finanziaria – ha ribadito Tremonti – inizia con una percentuale di crescita impossibile, allora sarà caotica”.