Roma, 2 set – Prima di ogni diminuzione della pressione fiscale occorre necessariamente apportare tagli alla spesa pubblica. È quanto ha sostenuto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “L’Italia – ha ricordato il ministro – ha la peggiore qualità della spesa pubblica di tutta l’Europa occidentale, insieme alla Grecia. E’ illusorio pensare di riportare il Paese a una crescita duratura senza affrontare il problema della spesa pubblica”. Un problema che va risolto riqualificando, non solo tagliando: “Il rapporto fra gli italiani e il loro settore pubblico – ha continuato Padoa-Schioppa – va molto oltre la dimensione economica. Un fatto civile, che attiene alla partecipazione alla cosa pubblica di ciascun membro della società, sia persona, sia impresa. In questo senso credo che il compito per questa Finanziaria non sia più facile, ma più difficile”. Il ministro, insomma, intende richiamare tutti al realismo: “Pensare che si possano tagliare le tasse senza affrontare contemporaneamente il problema della spesa pubblica è illusorio. Significherebbe soltanto far aumentare il debito e far deragliare nuovamente i conti pubblici”.
Un tema, quello della pressione fiscale, che per Padoa-Schioppa non può essere risolto con la demagogia: “La protesta fiscale è un’espressione per certi versi deviata di una salutare presa di coscienza di due peculiarità italiane che invece sono degne di stare al centro dell’attenzione. Il problema non è tanto che gli italiani pagano troppe tasse. E’ che la distribuzione del carico fiscale è fortemente distorta dall’evasione e che la qualità dei servizi pubblici non è proporzionata alla spesa”. La centralità della questione evasione fiscale è emersa prepotentemente, nelle parole del ministro: “Se sono vere le stime di 100 miliardi di euro di evasione l’anno vuol dire che sui contribuenti in regola grava un pesantissimo sovrappiù di carico tributario. Naturalmente nessuno che non sia in regola dice di evadere il fisco. Nel coro di chi sostiene che in Italia si pagano troppe tasse ci sono quelli che pagano più del dovuto e quelli che non pagano nemmeno il dovuto. E’ difficile distinguere le voci stonate da quelle intonate. Ma è un problema di coscienza civile. Troppo raramente il mancato adempimento fiscale è sentito come qualcosa di cui vergognarsi”.
Non sono mancati, ovviamente, i commenti del mondo politico alle parole del ministro dell’Economia. “Poveri noi – ha dichiarato polemicamente Roberto Calderoli – Padoa Schioppa vive veramente sulla luna oppure pensa di essere sostenuto da una maggioranza di britannici o di californiani, ma purtroppo per lui è sostenuto da una maggioranza di partiti che fanno della spesa pubblica la loro ragione di vita”. L’esponente leghista non crede, inoltre, ai tagli alla spesa pubblica annunciati dal ministro: “I tagli di spesa preannunciati da questa maggioranza hanno la stessa concretezza di Alice nel Paese delle meraviglie. La verità è che non riuscendo a tagliare la spesa pubblica per i veti della sinistra Padoa-Schioppa sarà costretto ad aumentare le tasse come lo scorso anno”. Anche Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera, è intervenuto sulle parole del ministro, sostenendo che “non è opportuno rinviare il taglio delle tasse, sarebbe un drammatico errore per la nostra economia. E’ certamente vero che occorre tagliare le spese, ma le due cose possono e debbono essere fatte simultaneamente”. Adolfo Urso, deputato di An, pone invece l’accento sulle contraddizioni interne al governo: “Padoa-Schioppa smentisce lo stesso Prodi e si infila in un vicolo cieco che conduce alla crisi di governo. L’esecutivo è nel caos tra chi promette rigore e chi scende in piazza per chiedere più spesa. Era stato lo stesso presidente del Consiglio a dire che avrebbe ridotto le tasse – aggiunge Urso – ed ora il suo ministro dell’Economia fa esattamente il contrario, rinviando il calo delle tasse alle calende greche”. Anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella si mostra critico nei confronti delle tesi espresse da Padoa-Schioppa: “Senza soldi non si cantano messe”, ha detto l’esponente dell’Udeur alla festa del partito in corso in questi giorni a Telese. “Allora tagliamo il ministero della Giustizia, – ha commentato polemicamente Mastella – come fai a contrastare la criminalità senza risorse, senza mezzi?”.