PANARIELLO TORNA ALL’ANTICO A FIRENZE
Debutta “Panariello sotto l’albero. Vent’anni dopo”, l’imperdibile show natalizio che Giorgio Panariello, a distanza di vent’anni, torna a riproporre nella sua città fino al 29 dicembre e dal 2 al 4 gennaio all’Obihall di Firenze (via Fabrizio De André – biglietti a partire da 29 euro – ore 21.00). Ospite d’eccezione per le serate di dicembre (27, 28 e 29) sarà la fiorentina Simona Bencini, voce storica dei Dirotta su Cuba. “Era da molto tempo che avevo in mente di riprendere questo spettacolo – racconta il comico toscano – I personaggi storici, come Mario il Bagnino sono sempre presenti ma ci saranno delle novità come, ad esempio, Suor Cristina. Di lei, come di tutti gli altri personaggi che ho fatto, mi incuriosisce sempre quello che non vediamo e che non sappiamo. Così me la sono immaginata durante un concerto dal vivo”.
(Red)
LAURA KIBEL E “VA’ DOVE TI PORTA IL PIEDE”
Prosegue Il Vittoria delle Meraviglie, la nuova stagione di family show del Teatro Fantastico al Teatro Vittoria, con “Và dove ti porta il piede”, il cavallo di battaglia di Laura Kibel che riunisce pezzi storici del suo repertorio internazionale; con ironia, ritmo e colori affronta temi universali come la lotta tra bene e male, la pace, l’amore. Uno spettacolo fuori da ogni schema, un teatro di figura sorprendente e originale cha ha fatto il giro del mondo, grazie alle brevi storie senza parole che l’artista mette in scena. Trasformando a vista parti del suo corpo in personaggi, racconta amori, conflitti, slanci e tenerezze di questi speciali burattini in carne ed ossa, e porta gli spettatori di ogni età in un viaggio ironico e divertente, in un mondo dove il gioco del teatro si può fare con tutto, anche con i piedi. Laura Kibel, pluripremiata, è stata oggetto di tesi di laurea, ha collaborato con il prestigioso Cirque Du Soleil di Montreal, si è esibita in tutta Europa, Russia, Corea, Messico, Giappone, Stati Uniti, India, affermandosi come la solista italiana di teatro visuale più conosciuta all’estero. In programma domani, 27, dicembre.
(Po/Red)
AL GHIONE LA COMICITA’ DI PINO AMMENDOLA
Una esilarante commedia degli equivoci è quella che l’autore, attore e regista Pino Ammendola porta quest’anno, come ogni tradizione delle festività natalizie, al teatro Ghione. Fino all’11 gennaio è in scena A Natale divento gay, una nuova produzione dell’eclettico artista tutta giocata su ritmi frizzanti, tempi comici perfetti e adrenalina positiva da capogiro, con un messaggio di fondo inteso a stravolgere e placare alcuni reconditi preconcetti sessisti. Peppino è un impenitente donnaiolo di mezza età con una giovane fidanzata gelosa quanto ‘burina’. Non è ricco ma confida in uno zio che ha fatto fortuna in America con una catena di pizzerie e che ha promesso di cedergli la sua lucrosa attività per ritirarsi. C’ è un solo piccolo neo nel suo piano… Ha fatto credere allo zio di essere gay esattamente come lui. Comunque la sua vita scorrerebbe tranquilla se non fosse che a Natale lo zio arriva a Roma per conoscere il suo compagno e benedire la loro unione. Inutile dire che Peppino sarà costretto a convincere un amico di fingersi il suo compagno. Questo scatenerà una serie di esilaranti equivoci ed un finale assolutamente imprevedibile.
(Red)
CEDERNA E “L’ULTIMA ESTATE DELL’EUROPA”
Parte mercoledì 7 gennaio dal Teatro Gobetti di Torino (ore 20.45 – Corso Rossini, 12) la tournée di Giuseppe Cederna che presenterà nei maggiori teatri italiani “L’ultima estate dell’Europa” con le musiche originali eseguite dal vivo di Alberto Capelli, alla chitarra e percussioni, e Mauro Manzoni, ai flauti, sassofoni e clarinetto basso. Questi i primi appuntamenti della tournée: Teatro Stabile di Torino – Teatro Gobetti – dal 7 all’11 gennaio; Teatro Comunale di Occhiobello (RO) – 16 gennaio; Galleria Toledo di Napoli – 27, 30 e 31 gennaio; Teatro Comunale di Boretto (Re) – 17 febbraio; Teatro Fraschini di Pavia – 27 febbraio; Teatro Biondo di Palermo – Sala Strehler – dal 12 al 22 marzo.
(Red)
ALL’ARGENTINA LA PRIMA DI “GO DOWN. MOSES”
Dal 9 al 18 gennaio al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale Go Down, Moses di Romeo Castellucci, una riflessione sui differenti momenti della vita di Mosè, così come ci vengono narrati nel libro dell’Esodo. Nelle vicende di quest’uomo vi è qualcosa che inerisce la sostanza del nostro tempo. Come nel Mosè di Michelangelo – descritto nelle pagine che Freud ha dedicato a quest’opera – il profeta del monoteismo è presentato come un uomo che reagisce di fronte alle difficoltà che questo Dio, senza nome e senza immagine, gli pone innanzi: l’abbandono del suo corpo neonato nelle acque del Nilo; il mistero del roveto ardente, dove si manifesta nel kabod l’abbacinante e terribile splendore della gloria di YHWH; i quaranta giorni passati sul monte Sinai, dove riceve le tavole della legge; e infine la scoperta, al suo ritorno, del vitello d’oro eretto dal suo popolo per essere adorato. Il personaggio Mosè è dissolto nelle scene, tralascia la narrazione biografica per estendersi su concetti, sentimenti e caratteri presaghi di una rivelazione che agisce ora, nel tempo attuale.
(Red)