Roma, 12 set – I test di medicina saranno annullati. Ma solo a Catanzaro. E’ questa la decisione che il ministro dell’Università e la ricerca Fabio Mussi ha preso in merito ai test d’ingresso incriminati. La corruzione va sconfitta, il livello di riservatezza dei dati va innalzato e anche le procedure d’accesso all’università vanno riviste ma il test non si può annullare dappertutto. Il ministro ha inviato due lettere ai rettori delle università di Catanzaro, Francesco Saverio Costanzo, e Bari, Corrado Petrocelli: al primo ha chiesto l’annullamento della prova (non solo medicina, ma anche odontoiatria e veterinaria), al secondo l’esclusione dei ventuno candidati indagati, mentre a Messina Mussi ha chiesto alla procura di verificare la congruità dei risultati. “Non esistono i presupposti giuridici per annullare i test di accesso alle facoltà a numero chiuso in tutte le sedi – ha precisato il ministro –. Sarebbe una ingiustizia per tutti coloro che si sono comportati correttamente”. L’esponente dell’esecutivo ha giudicato “molto grave che una commissione di illustri professori (dieci docenti) chiamata a formulare 80 quiz possa su ottanta averne sbagliati due, uno con una doppia risposta giusta e un altro con cinque tutte sbagliate. Si tratta di una percentuale intollerabile. Fortunatamente questa commissione ha esaurito il suo compito”. Il leader di Sinistra democratica è poi passato alla situazione di Bari dove “pare – ha detto – che ci siano docenti universitari coinvolti” nella vicenda. “Come in altri casi – ha assicurato Mussi – ci sarà la costituzione di parte civile del governo e chiederemo ai rettori e alla Corte di disciplina del Cun – ha annunciato – il massimo della severità, perché, un bene prezioso dell’università è il suo prestigio. Chiederò dunque alla Corte di disciplina del Cun di intervenire per liberare l’università dai corrotti”. Il ministro non esclude inoltre di rivedere le regole di ammissione alle facoltà: “Certi numeri chiusi – ha sottolineato Mussi – sembra che proteggano più delle corporazioni che non il fabbisogno. Bisogna verificare questi standard”. “E’ bene che gli scandali vengano alla luce – ha proseguito Mussi – e gli scandali vengono alla luce perché questo governo e questo ministero hanno posto la questione morale e della trasparenza al centro”. Prima della conferenza stampa di Palazzo Chigi, Mussi aveva chiamato i vertici della Guardia di Finanza manifestando al generale Cosimo D’Arrigo il suo apprezzamento e il suo ringraziamento per i risultati ottenuti. Sempre questa mattina, Mussi ha avuto un colloquio telefonico con l’Alto commissario per la Prevenzione e il contrasto della Corruzione nella pubblica amministrazione, prefetto Achille Serra, con il quale si incontrerà la prossima settimana.