Roma, 13 set – La serie B non si ferma, ma gioca tutta di sabato, alle 16, senza anticipi o posticipi. E’ quanto ha deciso l’assemblea di Lega oggi pomeriggio in merito alle frizioni dei giorni scorsi legate alla mancanza di un contratto per i diritti televisivi della serie cadetta. Dopo un anno di splendore, con una B ricchissima di campioni, tifosi e squadre titolate come Juve, Napoli e Genoa, sembra in effetti che quest’anno la seconda divisione patisca un certo disinteresse delle aziende televisive. E in un calcio in perenne emergenza economica, in cui gli introiti dei diritti tv sono una boccata d’ossigeno indispensabile per le società, la questione rischia di farsi seria. La serrata, ad ogni modo, per adesso è stata evitata. Nei giorni scorsi, infatti, si era parlato addirittura di bloccare il campionato per la quarta giornata in programma tra domani, venerdì e lunedì prossimo. Così non sarà, ma la battaglia per il contratto va avanti. I rappresentanti dei 22 club di B, infatti, si sono dati appuntamento per un’altra riunione, che si terrà probabilmente a Roma alla fine della prossima settimana. “Finché non si troverà un accordo- ha affermato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese -, la serie B continuerà a giocare di sabato senza anticipi e posticipi. Non fermiamo il campionato, la serrata non serve. Però non ci accontenteremo delle offerte che abbiamo avuto finora, ma. Comunque la prossima settimana, a Roma, ci sarà un’assemblea: o si chiude o si chiude, altrimenti non ci sto più. Il tempo sta per scadere”. Stessi concetti sono stati espressi dal presidente della Triestina, Stefano Fantinel, che ha dichiarato: “Il fatto di aver scelto di scendere in campo è una decisione da gentiluomini per dimostrare che vogliamo risolvere il problema. Noi non vogliamo disturbare nessuno, chiediamo solo ciò che le nostre squadre e le nostre società meritano”. L’organismo di rappresentanza delle squadre cadette, insomma, sta cercando di usare la questione anticipi e posticipi per acquisire potere contrattuale nello scontro con le emittenti televisive. In quest’ottica dovrebbe probabilmente rientrare la decisione di far giocare alle 15 il big match della quarta giornata di serie A, Roma-Juventus.