Roma, 13 set – “Hanno finito per mettere le mani sulla Rai, così hanno tutte le istituzioni del Paese e adesso hanno anche lo strumento per poter fare la comunicazione che vogliono”. Mentre Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, arrivando alla festa di Azione Giovani, pronunciava queste parole, il ministro Tommaso Padoa-Schioppa era atteso alla Commissione di Vigilanza Rai per chiarire le circostanze della sostituzione del consigliere Angelo Maria Petroni con Fabiano Fabiani, nominato pochi giorni fa dal Tesoro. Ad ascoltarlo però il titolare del Tesoro ha trovato soltanto parlamentari della maggioranza. In segno di protesta la Casa delle libertà ha infatti abbandonato l’aula perché, hanno spiegato i capigruppo di Forza Italia, An, Lega Nord e Udc, l’audizione “non ha alcun senso dopo che il consigliere Rai Angelo Maria Petroni è stato defenestrato. Noi volevamo ascoltarlo prima di questo atto di arroganza da parte della maggioranza che vuole il governo della Rai”. In un documento congiunto, la Cdl ha sottolineato che si tratta di “un problema di rilievo istituzionale reso ancora più evidente dal fatto che mentre il Capo dello Stato ha ritenuto di incontrare il presidente di questa commissione, il ministro ha ritenuto addirittura di disertarla adducendo motivi politici che non gli hanno però impedito nello stesso giorno di tenere una riunione con alcuni capigruppo di maggioranza di questa commissione, confermando ulteriormente che la decisione di revocare Petroni ha obbedito solo ad una logica politica e non ad un reale interesse aziendale”. In assenza dell’opposizione il ministro Padoa-Schioppa ha illustrato la vicenda dal suo punto di vista, affermando di aver operato “con correttezza e per necessità quale azionista di controllo della Rai”. “Il dato di fatto che la questione cruciale dei contenuti e dell’offerta editoriale non sia stata affrontata e risolta – spiega il ministro – ha mostrato in tutta la sua evidenza come le difficoltà e le disparità di valutazioni persistano: tale situazione è stata attestata dallo stesso presidente Petruccioli che ha sottolineato come le scelte editoriali, da un punto di vista strategico le più rilevanti per l’azienda, siano state ‘accantonate’, essendosi limitato il Cda all’approvazione a maggioranza di un ordine del giorno – peraltro votato con il voto contrario di tre consiglieri – con il quale il Consiglio si è impegnato ad affrontare i suddetti temi editoriali alla ripresa dei lavori dopo il periodo feriale”. Il ministro ha quindi ribadito di aver limitato le proprie scelte e iniziative a quelle di esercizio dei diritti dell’azionista, “tenendo ben presente l’esigenza di tutela del patrimonio della società e dell’interesse pubblico connesso al ruolo svolto dalla società medesima”. Quanto alla scelta di Fabiani, si tratta di una figura che ha come segni distintivi “autorevolezza, competenza e indipendenza”.