Roma, 19 set – Ulivo e sinistra radicale trovano l’intesa sulla risoluzione che sarà presentata domani nell’aula del Senato. Dopo una mattinata di fitti colloqui e negoziazioni l’annuncio è stato dato dai capigruppo della sinistra radicale Giovanni Russo Spena (Prc), Cesare Salvi (Sd), Manuela Palermi (Pdci) e Natale Ripamonti (Verdi). In una nota congiunta hanno dichiarato: “La convergenza dell’Ulivo sulle nostre richieste, in particolare su quella di congelare le nomine Rai fino al varo del piano industriale da parte del Cda è un risultato importante e molte soddisfacente. Ci sono a questo punto tutte le condizioni per una posizione compatta della maggioranza e per un pronunciamento del Senato tale da determinare un rilancio complessivo del servizio pubblico e garantire l’effettivo pluralismo dell’informazione Rai”. Poco dopo la “controfirma” da parte dei senatori dell’Ulivo Luigi Zanda, vicepresidente del gruppo, ed Esterino Montino, relatore del Disegno di legge di riforma della Rai: “Nel testo della risoluzione sottoscritto dal centrosinistra viene indicata come prioritaria – sottolineano i due senatori – un’accelerazione dell’iter del ddl Gentiloni e, nel contempo, si sollecita il Cda a presentare di un piano industriale entro il 31 dicembre”. “Si chiede, inoltre, che il Cda – proseguono – non proceda a nuove nomine fino all’approvazione del piano stesso, sulla base del quale dovranno poi essere valutate tutte le posizioni e gli incarichi dirigenziali delle consociate. Si valuta necessario, infine, che nel caso il Cda non ottemperi alla scadenza fissata per la presentazione del piano industriale vengano avviate le procedure per il suo rinnovo che, in ogni caso, avverrà alla sua naturale scadenza, senza alcuna proroga”. Prima che l’accordo sulla risoluzione venisse raggiunta più di un leader del centrodestra si era detto pronto a votare con la sinistra radicale per “far cadere Prodi”. Su tutti Gianfranco Fini. Il leader di Alleanza nazionale aveva chiesto retoricamente: “Qual è il problema di votare sulla Rai con la sinistra radicale se presenta una mozione che stigmatizza le scelte di Prodi e l’azione del governo sulla tv pubblica?”. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, aveva invece sottolineato che “quando in aula non si hanno maggioranze su temi come quello dell’informazione pubblica, credo che dovrebbe essere buon gusto da parte di chi guida il paese di prenderne atto e trarne le conseguenze”. Il capogruppo azzurro ha spiegato inoltre che la Cdl, Udc compresa, sta lavorando a una mozione con la quale si chiede la revoca del provvedimento di nomina del neoconsigliere Fabiano Fabiani, “non perché non autorevole o competente ma perché gli manca il requisito dell’indipendenza, che è previsto dalla legge”. Un’altra risoluzione invece sarà presentata da Willer Bordon e Roberto Manzione, esponenti di Unione democratica, che propongono, tra le altre cose, l’immediato azzeramento ed il conseguente rinnovo del consiglio d’amministrazione della Rai. Insomma, l’intesa c’è ma non è unanime. Secondo il vicepresidente del Senato Gavino Angius sbaglia chi parla di accordi fatti: “Le notizie secondo cui al Senato tra le forze dell’Unione si sarebbe raggiunta una intesa sulla cosiddetta risoluzione della sinistra radicale non sono fondate. Non credo che possa essere considerato un passo avanti prefigurare una nuova spartizione delle nomine, anche se successive ad un nuovo piano industriale”. Secondo l’esponente di Sinistra democratica “c’è ancora molto da discutere”. Francesco Storace, leader della Destra (che sta prendendo in considerazione l’ipotesi di non partecipare al dibattito per protesta), sostiene: “Domani non verrà approvata nessuna risoluzione, né quella del centrosinistra né quella del centrodestra per cui non succederà nulla ed è quello che vuole l’Ulivo”.
(Fca)