Roma, 25 set – “Sul ripetutissimo assunto che gli italiani nel mondo rappresentano una “risorsa” si è sempre tutti d’accordo, su come valorizzare la conclamata “risorsa” resta una generale discordanza di pareri”. Lo afferma il senatore de l’Unione Ninon andazzo intervendo oggi all’incontro “Valori e valore degli italiani all’estero” in riferimento alla Finanziaria 2008 organizzato in Senato. Il senatore de l’Unione si sofferma “su quegli aspetti delle politiche per gli italiani all’estero che sono coperti da voci di bilancio in ogni Finanziaria: informazione, scuola, cultura”. Un trinomio corrispondente a capitoli di bilanci ministeriali sui quali corrono “voci” di ulteriori tagli nella Finanziaria 2008. “Voci che – secondo Randazzo – non possono non preoccupare i rappresentanti parlamentari degli italiani all’estero”. Il senatore cita poi il Paese in cui è stato eletto e parla delle diverse esigenze delle Comunità italiane. “In Australia o nell’America settentrionale o nella stessa Europa – spiega Randazzo – non si presentano i problemi economici e le istanze sociali che affliggono invece tanti connazionali in altre aree del mondo e necessitano di interventi straordinari urgenti, dall’ assistenza agli anziani alle famiglie indigenti e ai disoccupati ai contributi di solidarietà, o anche alla copertura assicurativa sanitaria”.“Le comunità presenti in più prospere e stabili società si aspettano, oltre ad una risposta alla generale richiesta di potenziamento dei servizi consolari, una particolare attenzione, e non ulteriori tagli di bilancio, proprio ai settori dell’informazione, della scuola e della cultura”. “Ridurre ancora i già modesti bilanci di questi settori – aggiunge il senatore de l’Unione – significherebbe rinunciare ad un programma per l’estero di mantenimento e diffusione di lingua e cultura, rinunciare a darsi come nazione una credibile politica culturale nel mondo nel contesto e nel confronto con le grandi politiche culturali di Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Stati Uniti ed oggi della stessa Cina”. Randazzo cita poi la scuola italiana all’estero che “richiederebbe ben altri approfondimenti e risorse oltre ad una riforma della vigente legge 153”. “Il grande problema – conclude Randazzo – è la necessità di una politica (policy, non politics) che individui una mission, una rotta, i tempi, le risorse (non importa se molte o poche, purché siano certe).La diffusione dell’italiano nel mondo è un problema politico, e non tecnico”.
(Sab)