Roma, 28 set – Andare alle urne e tornare al governo: questo il progetto di Berlusconi secondo quanto dichiarato dal leader della Cdl in un intervento telefonico nella giornata di chiusura della “Festa dell’amicizia” della Democrazia cristiana per le autonomie. “Non accetteremo nessun governo di transizione e chiederemo un ritorno immediato alle urne anche scendendo in piazza”, ha affermato l’ex presidente del consiglio. Che ha poi proseguito dicendosi convinto che “avremo presto la possibilità di ricaricarci del governo del Paese, e questo avverrà in fretta. Presto riusciremo a dare all’Italia un governo in cui non ci sia nulla di antisistema, di antagonista come avviene nel governo della sinistra ma che sia un governo pienamente democratico, pienamente volto allo sviluppo, pienamente europeo, pienamente occidentale”. Il leader di Fi ha inoltre previsto una sorta di “crisi di identità” per molti esponenti della Margherita, che con la creazione del Pd potrebbero anche cambiare schieramento. Il 14 ottobre, data delle primarie del nuovo soggetto politico, “si spegneranno le luci sulla Margherita – ha detto Berlusconi –. Ci saranno molti in Senato e nelle amministrazioni locali che sono stati eletti con il simbolo della Margherita che si sentiranno sciolti dall’impegno verso un partito che è morto, che non c’è più, e saranno perciò liberi di decidere in piena autonomia se entrare nel Pd, in un’altra formazione del centrosinistra o molto più probabilmente in una formazione di centro che si richiama alle radici ideali della Dc”. Al leader del centrodestra ha risposto Francesco Rutelli, vicepresidente del consiglio, nonché esponente di quella Margherita chiamata in causa da Berlusconi. “Quante volte – ha detto l’ex sindaco di Roma impegnato nel cuneese al convegno su “Il Piemonte dei piccoli Comuni” – Berlusconi ha detto delle cose che si sono rivelate poi delle panzane? Non gli rispondo proprio”. Nessun dirigente della Margherita, ha continuato Rutelli, “baratterà la sua dignità e il consenso ricevuto dagli elettori per un disegno tanto piccolo”, mentre già in mattinata aveva ribadito che “il Pd è una risposta alla crisi della politica perché semplifica. Molti si lamentano che ci sono troppi micro-partiti che hanno la pretesa di condizionare la politica del Paese. Con il Partito democratico i Ds e La Margherita fanno una scelta coraggiosa per dare un contributo di pulizia ed efficienza attraverso una nuova formazione riformista e moderna che crede nella partecipazione dei cittadini”.
(Deg)