(24 mar) Le vendite di vino nella Grande distribuzione hanno fatto segnare una timida inversione di tendenza nel 2014 e una più robusta ripresa nel primo bimestre del 2015. Ma per consolidare il trend si dovranno aumentare le vendite all’estero, puntando soprattutto sulla Grande distribuzione internazionale. Questo è quanto è emerso a Vinitaly dalla tavola rotonda organizzata da Veronafiere, in collaborazione con Iri, sul mercato del vino nella Grande distribuzione. Alla presentazione delle statistiche sono seguiti gli interventi dei relatori sul tema delle vendite di vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione estera. Già oggi negli Usa il vino italiano rappresenta il 35% (a valore) del totale dei vini importati dal mondo e collocati a scaffale, e in Germania questa percentuale è del 30%, come ha riferito l’Iri. Ma la percentuale può crescere notevolmente sia per la maggiore disponibilità delle catene estere sia per un progetto che il governo italiano sta mettendo a punto, come ha riferito Emilio Gatto, direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare del ministero delle Politiche Agricole: “Il ministero delle Politiche agricole sta lavorando alla identificazione di Paesi ‘bersaglio’ in cui avviare progetti di collaborazione, che dovranno vedere direttamente interessata la Gdo nazionale per la stipula di accordi con i grandi player internazionali, per far crescere la commercializzazione dei nostri vini. Il progetto è in fase embrionale ma prenderà corpo con la collaborazione dei diversi portatori di interesse coinvolti”. Sul come presentarsi sui mercati esteri è intervenuto, tra gli altri, Gianluigi Ferrari, General Manager del Gruppo Core di Bruxelles, che associa le catene Conad, Rewe Group, Colruyt Belgio, Coop Suisse: “Non basta essere degli ottimi artigiani per vendere nel mondo, è necessario essere degli ottimi commercianti. Questa è la fondamentale differenza con i francesi. Anche nel vino soffriamo di nanismo e provincialismo aziendale. Dobbiamo uscire dalla logica dell’export inteso come il puro e semplice fatturare e spedire un pallet di prodotto, passando alla logica di andare a vendere. Per far questo le nostre aziende hanno bisogno di dimensioni che possano consentire di organizzarsi correttamente nei più importanti Paesi stranieri”. (Red)