Roma, 5 ott – Da una parte il “ku kux klan dell’informazione”, Santoro, Floris, Travaglio e l’Espresso, dall’altra i giudici Clementina Forleo e Lugi De Magistris protagonisti ieri sera della puntata di “Annozero”, dove il secondo dei due ha denunciato “le pressioni ricevute da ambienti istituzionali”. Clemente Mastella risponde a tutti durante una conferenza stampa convocata proprio per denunciare quello che definisce un “linciaggio mediatico” attuato nei suoi confronti. Il guardasigilli annuncia una querela “da alcuni miliarducci” per l’Espresso, pronuncia un ironico “viva Emilio Fede” e invia un messaggio chiaro al consiglio d’amministrazione della Rai: “O vengono date regole certe di convivenza nel servizio pubblico, o il mio partito attiverà i meccanismi parlamentari per sfiduciare il consiglio d’amministrazione. In Senato, dove i numeri sono più ballerini, faremo mozioni di sfiducia”. Un messaggio tra le righe anche per la maggioranza. Mastella non risparmia infatti il collega “nemico” Antonio Di Pietro, invitando Ballarò a far vedere i voli di Stato presi dall’ex magistrato “perché quei voli li ha presi anche lui, pure se ha smentito di averli presi”, critica alcuni silenzi della maggioranza, attacca “la sinistra gaudente e corrosiva” ma poi rassicura: “A Prodi dico che dal mio gruppo non arriverà nessuno sgarbo. Siamo politici leali”. Ma è quando parla della Rai che il leader dell’Udeur diventa una furia: “Floris e gli altri lavorano per il ritorno del Cavaliere”, tuona il guardasigilli. “Perché vi lamentate di Fede?”, aggiunge riferendosi alla trasmissione di Giovanni Floris, Michele Santoro andata in onda ieri sera: “Il Cda della Rai – ha ribadito – deve stabilire delle regole per consentire a tutti di esserci, secondo il criterio del servizio pubblico. Non possono esserci oasi nelle quali ognuno fa ciò che vuole”. “Se fosse una tv di Berlusconi… Voi parlate di Fede, ma Fede è su un canale privato. Andare in dieci contro uno non è buon giornalismo”. Mastella ha poi ironizzato sugli stipendi di Michele Santoro e Marco Travaglio nonché sulla presenza di Beatrice Borromeo nello studio televisivo di Annozero: “Travaglio scrive su tanti giornali, occupa più tempo a scrivere che a pensare ma certe regole di trasparenza non valgono solo per i politici, devono valere anche per chi fa servizio pubblico”, dice da una parte. “Il mio governo deve fare molto, soprattutto per quei 7 milioni di italiani che, soprattutto al sud, non hanno, come la signorina Borromeo, ville di famiglia e isole su qualche lago”, colpisce dall’altra. Quanto al contenuto della trasmissione, che anche il presidente del Consiglio Romano Prodi ha giudicato poco seria e poco professionale, Mastella ha mandato messaggi chiari anche ai due magistrati: “Ricordo al gip – dice alla Forleo – che era lei a chiedere la separazione delle carriere dei magistrati e io mi sono battuto per evitarla”. “A De Magistris – il pm di Catanzaro per il quale Mastella ha chiesto il trasferimento – ricordo che io ho fatto piazza pulita delle toghe lucane. Ho le mani pulite. Lui è da tre anni sotto ispezione e allora vuol dire che non ho iniziato io a occuparmi di lui”. L’apparizione di ieri sera del Pm di Catanzaro, secondo il guardasigilli, “è una intimidazione rispetto al Csm che deve giudicare la sua posizione tra tre giorni”. Passano poche ore da queste dichiarazioni e al Csm arriva da Mastella un’integrazione sul caso De Magistris, che potrebbero far slittare la decisione.
(Fca)