Roma, 9 ott – Niente seggi elettorali nelle scuole per le primarie del Partito democratico in programma domenica prossima in tutta Italia. Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha comunicato oggi ai direttori scolastici regionali, provinciali e ai dirigenti scolastici che, “pur nel rispetto delle autonome determinazioni delle singole istituzioni scolastiche e della concorrente competenza in materia degli enti locali”, non ritiene che le consultazioni per le elezioni primarie del Pd rientrino tra quelle previste dalle norme che regolano l’uso dei locali per attività diverse da quelle scolastiche. Al di là della stessa questione di legittimità Fioroni ha sottolineato anche “l’inopportunità di creare disagio al regolare svolgimento dell’attività didattica, anche in relazione alle necessarie operazioni di pulizia e di sistemazione dei locali nel giorno precedente e in quello successivo alla consultazione”. La polemica, accennata dal centrodestra, muore quindi sul nascere. Già ieri l’ufficio tecnico amministrativo nazionale per le primarie del Pd aveva dovuto premettere che le spese per gli eventuali seggi allestiti nelle sedi di scuole e comuni sarebbero state a esclusivo carico degli organizzatori delle primarie. “Chi pulisce e chi custodisce le scuole?”, aveva rilanciato Maurizio Gasparri, già autore di un’interrogazione ai ministri dell’Interno e alla Pubblica istruzione. “Chiedo di sapere – ha dichiarato questa mattina il deputato di Alleanza nazionale – chi aprirebbe le scuole, visto che secondo gli organizzatori nessun custode o bidello lavorerà pagato dai cittadini per le elezioni primarie, posto che l’apertura degli istituti scolastici non può essere affidata a militanti di partito, né persone incaricate dai partiti potrebbero introdursi nelle scuole per pulire le stesse”. E dopo la nota di Fioroni, Gasparri avverte: “Vigileremo affinché non si verifichi in alcun caso un uso improprio di luoghi che servono per l’attività didattica e, semmai, per le elezioni vere, non per le manifestazioni di parte”. Nelle file del centrodestra Isabella Bertolini ringrazia il ministro: “Ieri eravamo stati i primi a chiedergli espressamente di vietare questo uso improprio di strutture pubbliche. Rimane lo sconcerto – aggiunge però la deputata di Forza Italia – per una scelta incomprensibile, giustamente e tardivamente bloccata, che avrebbe provocato uno sperpero di denaro pubblico per un’iniziativa politica di parte”. Secondo Marco Follini, leader dell’Italia di mezzo, Fioroni smentisce “quell’equazione tra partito e stato che per noi è una tentazione ricorrente e insieme un pericolo mortale”. Tra i cinque candidati è invece Rosy Bindi la prima a ringraziare: “Sono molto contenta perché oggi ho un appello di sedicenni su Youtube che invita a votare per me, e penso che i sedicenni possano fare volantinaggio fuori dalle scuole, ma forse sarebbe meglio che i quarantenni lo andassero a fare da un altra parte”.
(Fca)