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Storie della Resistenza
in mostra a Roma

it@withub.it by it@withub.it
17 Aprile 2015
in Archivio speciali - Mostre
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STORIE DELLA RESISTENZA
Roma, 17 apr – Fino al 14 maggio, presso Casa della Memoria e della Storia di Roma, si svolge la mostra “Storie della Resistenza Italiana con uno sguardo sull’Europa resistente”, con cui si rende omaggio ai caduti per la libertà e a tutti i protagonisti, riportando alla memoria la lotta contro il fascismo e il nazismo ricordando i settanta anni dalla Liberazione. “Storie della Resistenza Italiana” è un racconto per immagini della Resistenza italiana es europea che abbraccia il periodo che va dalla fase iniziale della Seconda Guerra Mondiale per concludersi con la promulgazione della Costituzione Italiana avvenuta il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore l’1 gennaio 1948. Ripercorrendo le fasi cruciali della lotta partigiana, la mostra mette in evidenza la fitta trama degli avvenimenti con una particolare sottolineatura degli aspetti di solidarietà, sacrificio e partecipazione dei popoli, stimolando la riflessione su quegli eventi storici e politici che hanno determinato la fine del nazi-fascismo in Europa e l’affermazione democratica con i suoi principi fondativi. (red)

DA CIMABUE A MORANDI
Si intitola “Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice dedicata alla scuola pittorica bolognese” la mostra, curata da Vittorio Sgarbi, allestita fino al 17 maggio a Bologna. L’esposizione si propone di far convergere in una unica sede espositiva, Palazzo Fava, quanto di più significativo la città di Bologna ha realizzato in campo artistico ed ha acquisito nel corso di oltre sette secoli, rendendola un centro tra i più importanti dell’arte europea. Nelle sale affrescate dai Carracci e dalla loro scuola, è possibile seguire attraverso numerosissime opere provenienti da chiese, musei, istituzioni e importanti collezioni private, lo svolgimento della storia dell’arte a Bologna. A ottant’anni dalla celebre prolusione di Roberto Longhi all’Università di Bologna (1934, uscita l’anno successivo con il titolo Momenti della pittura bolognese) sulla tradizione artistica della città, grande, ma subordinata dalla critica a Firenze e a Venezia, la mostra intende riproporre non solo i principi e il metodo dell’illustre studioso, ma anche ripercorrere la storia dell’arte italiana, prima che bolognese, attraverso una serie di significative testimonianze dalla fine del Duecento al Novecento: da Cimabue a Giorgio Morandi, consacrato proprio da Longhi come più importante pittore italiano del suo tempo. Il titolo della mostra rende omaggio al contempo a Carlo Cesare Malvasia e alla sua Felsina pittrice, la fonte più importante e autorevole per la storia della conoscenza della pittura bolognese dal Medioevo all’età barocca, pubblicata nel 1678. (red)

OMAGGIO A LUIGI NONO
Bologna, 17 apr – Si tiene fino al 17 maggio al Museo della Musica di Bologna la mostra “Luigi Nono, una biografia”, dedicata al musicista, compositore e intellettuale Luigi Nono (1924-1990). La mostra, inserita nel progetto “Resistenza Illuminata. Omaggio a Luigi Nono nel settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione 1945-2015”, traccia una biografia del compositore attraverso l’ampia documentazione fotografica conservata presso l’Archivio Luigi Nono di Venezia – oggetto negli ultimi anni di un progetto di riordino, catalogazione e digitalizzazione -recentemente arricchita di immagini che illustrano e completano la biografia noniana, negli anni dell’infanzia, dell’adolescenza e del periodo di studio a Venezia e a Padova. La mostra è articolata in 11 sezioni con 200 fotografie originali e 500 immagini digitalizzate, che forniscono una chiave d’accesso inedita alla biografia del compositore, documentando nel contempo momenti di storia della musica contemporanea, del teatro, dell’arte: dai luoghi familiari negli anni Venti e Trenta – la grande casa materna di Limena, le escursioni in laguna fino a Torcello, le soleggiate giornate a Bassano, le montagne di Cugnach – agli anni di formazione, ambientati in una Venezia colta e, malgrado il periodo difficile, capace di guidare con mente libera gli ideali del giovane Nono. L’album idealmente ricostituito in mostra non solo ripercorre le vicende musicali italiane e internazionali – dagli incontri giovanili di Nono con Bruno Maderna e Gian Francesco Malipiero, agli anni dei corsi a Darmstadt, attraverso le esperienze allo Studio di Fonologia della Rai di Milano, i viaggi e le lezioni in America Latina, l’amicizia e la collaborazione con Claudio Abbado, Gidon Kremer, fino agli anni all’Experimentalstudio di Friburgo -, ma racconta anche le relazioni del compositore, spesso amichevoli, con scrittori (Giuseppe Ungaretti, Italo Calvino, Edmond Jabés), con personalità della politica (Fidel Castro, Pietro Ingrao, Giorgio Napolitano), con esponenti del teatro (Erwin Piscator, Peter Weiss, Heiner Müller) e dell’arte (Emilio Vedova, Alberto Burri, Renato Guttuso). (red)

ALLE ORIGINI DI LITTLE ITALY
Palermo, 17 apr – Si tiene fino al 16 maggio, al Politeama di Palermo, “Partono i Bastimenti” che ripercorre la storia dell’emigrazione italiana nelle Americhe attraverso foto e una ricca raccolta di documenti e oggetti originali: modelli in scala di navi storiche dell’emigrazione, passaporti di diverse epoche, biglietti e documenti di navigazione, riproduzioni di puzzle di Ellis Island, opuscoli di norme per gli emigranti, libri, giornali ed oggetti delle Little Italy, insegne ed etichette di prodotti italiani degli anni ‘20 (pasta e pomodori). E poi lettere e foto rare, quadri ad acquarello e ad olio di famosi transatlantici (ma anche un modello del transatlantico “Giulio Cesare” con il quale, negli anni ’20, andò in Argentina la famiglia del futuro Papa Francesco), poster delle compagnie di navigazione, orari di arrivi e partenze, valigie e bauli contenenti oggetti tipici degli emigranti, dai corredi agli strumenti musicali, dai libretti da messa al quadro del santo protettore del paese di origine. E inoltre viene presentata una ricca collezione di “copielle”, cioè piccoli spartiti originali di canzoni, quasi tutte in dialetto napoletano e siciliano, in voga nella Little Italy dei primi decenni del secolo scorso, così come diversi bellissimi spartiti originali di tango realizzati da autori italiani, emigrati o discendenti di emigrati. Uno spazio importante è dedicato alle guerre degli Stati Uniti combattute anche da emigrati italiani, da quella per l’indipendenza dall’Inghilterra alla guerra civile, fino al secondo conflitto mondiale. (red)

LE FERITE DELLA GRANDE GUERRA
Inserita nel programma ufficiale per le commemorazioni del centenario della Prima Guerra mondiale, la mostra “1915/18 La guerra addosso. Menomazioni fisiche e turbe psichiche nelle file dell’Esercito italiano” che si tiene fino al 4 maggio Palazzo D’Accursio, a Bologna, ha come tema l’impatto della Grande Guerra sul corpo e sulla mente dei militari italiani. Oltre a causare un enorme numero di morti, la Prima guerra mondiale si distinse infatti per l’altissima percentuale di combattenti sottoposti a gravi mutilazioni fisiche o fortemente provati dal punto di vista psichico. Attraverso un percorso articolato su immagini fotografiche, documentari e filmati dell’epoca, la mostra si pone l’obiettivo di evidenziare le radici di tali traumi, ponendo l’accento sulla gestione dell’emergenza sanitaria nella zona di guerra e al di fuori di essa, con particolare riferimento al ruolo svolto dall’Emilia. Situata a ridosso del teatro delle operazioni, l’Emilia Romagna mostrò una notevole capacità organizzativa nel ricovero e nella cura dei militari provenienti dal fronte dell’Isonzo e poi del Piave, che trovarono ospitalità presso le numerose strutture ospedaliere provinciali. Migliaia tra soldati e ufficiali furono accolti all’interno di padiglioni appositamente creati nei manicomi e negli istituti neuropsichiatrici di molte città emiliane, tra le quali Bologna, Imola, Parma, Reggio Emilia, Ferrara. Per i mutilati e gli storpi, le cure erano invece affidate agli istituti di specializzati di Parma, Modena, Piacenza e Bologna. Tra tutte queste città, due in particolare costituiscono nella mostra oggetto di attenzione per la rilevanza del servizio svolto: Reggio Emilia, con il grande manicomio San Lazzaro (affiancato nell’ultima fase del conflitto dal Centro psichiatrico militare di prima raccolta) e Bologna, con l’Istituto Ortopedico Rizzoli e la Casa di rieducazione per invalidi e mutilati di guerra. (Red)

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