Roma, 17 ott – “Vi sono molte buone ragioni alla base della decisione del governo italiano di investire strategicamente nel rapporto con i Paesi dell’America meridionale”. Così Franco Danieli, viceministro degli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, ha esordito nel suo intervento alla III Conferenza Nazionale Italia-America Latina e Caraibi. “Prima tra tutte – ha spiegato il senatore – la cospicua presenza in quella zona di comunità italiane: attualmente in America Latina risiedono 1.130.000 cittadini italiani, circa un terzo del totale di 3,7 milioni di italiani residenti all’estero. Essi sono presenti soprattutto in Argentina (535mila) e Brasile (260mila), dove le domande per il riconoscimento della cittadinanza da parte degli oriundi sono circa un milione (oltre 500.000 in Brasile e quasi altrettante in Argentina)”. Il viceministro ha proseguito: “In America Centrale la distribuzione dei connazionali per età è abbastanza equilibrata, con una presenza delle fasce 0-14 anni e 45-64 anni rispettivamente del 23,3 % e del 24,4% e con gli anziani oltre i 65 anni pari a solo il 9,5% del totale. Per contro, in America Meridionale la popolazione di cittadinanza italiana di età compresa tra 0-14 anni rappresenta solo il 9,5% del totale, mentre le altre fasce, quella da 25 a 64 anni e quella degli ultra-sessantacinquenni, sono il 26,4% del totale. In Argentina e in Venezuela le persone con più di 65 anni superano addirittura il 30% del totale dei residenti”. “Questa composizione anagrafica – ha dichiarato Danieli – induce ad interventi mirati ai giovani, essenzialmente di studio e formazione professionale”. Da parte del senatore, poi, un riferimento all’importanza dell’integrazione sociale per le comunità italiane all’estero: “Tra i 358 parlamentari di origine italiana nel mondo ben 254 (oltre il 70%) appartengono alle istituzioni latino-americane. Ci sono cittadini italiani che ce l’hanno fatta, e sono in tanti, e ci sono sacche di indigenza e di povertà. Ricordo che un’indagine consolare di qualche anno fa accertò che il 16% circa della popolazione italiana in America Latina fosse in condizione di indigenza”. Cosa chiedono le comunità italiane in latinoamerica? “Rimane ancora, ovviamente, la richiesta di assistenza per le fasce di indigenti, ma è in costante aumento la richiesta di relazioni culturali, di cooperazione e di scambi universitari, di borse di studio, di cinema e di teatro”. Il viceministro ha poi informato la platea dei progetti che la Farnesina ha in cantiere in America Latina: “Innanzitutto, sottolineo la prossima realizzazione, a Roma nel 2008, della prima Conferenza dei Giovani italiani nel mondo, molti dei quali mi auguro proverranno dall’America Latina e dall’area caraibica”. Danieli ha poi rivelato: “Ho incontrato i rappresentanti del Ministero dell’Università, ma soprattutto il rettore dell’Università di Pisa e Presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Stiamo lavorando insieme per realizzare l’Università Italo-Latinoamericana”. “Un altro esempio di rete da creare – prosegue – è la creazione di veri e propri Musei italiani all’estero. Ho già avuto riscontri positivi nei confronti di tale idea, tradotti nella immediata disponibilità a trovare idonei luoghi espositivi e a garantirne la gestione. Ancora: sono rimasto colpito dall’intesa tra le Agenzie Spaziali Italiana e Argentina (Asi e Conae), per la creazione di una costellazione satellitare denominata Siasge, Sistema Italo-argentino Satellitare per la Gestione delle Emergenze. I dati, ottenuti attraverso una tecnologia di assoluta avanguardia, verranno elaborati in entrambi i Paesi e utilizzati per la prevenzione e la gestione delle catastrofi naturali ed in molte altre attività”. “Infine – ha concluso il viceministro – un’annotazione di metodo: occorre fare sistema, con l’America Latina come con il resto del mondo.
(Cat)