Roma, 24 ott – Sessant’anni di attività, sessant’anni di assistenza e sostegno agli italiani emigrati in ogni parte del mondo con lo scopo di favorirne l’integrazione e l’affermazione come vere comunità italiane all’estero. Oggi, l’Anfe – Associazione nazionale famiglie emigrati – ha celebrato il suo sessantesimo anno di operosità, una rete presente in Argentina, Brasile, Venezuela, Stati Uniti, Canada, Australia e in numerosi Stati europei (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Inghilterra, Francia, Svizzera, Germania) avendo stabilito una rete capillare di strutture fortemente apprezzate dai nostri connazionali all’estero. “Sono gli italiani nel mondo il nostro interesse – ha sottolineato il presidente dell’Anfe, Learco Saporito, aprendo la celebrazione di questo pomeriggio – non solo emigrati o immigrati, ma le ‘famiglie’ italiane all’estero. Il tema di questo convegno ‘Emigrazione ed Immigrazione oggi’ – ha aggiunto – riguarda due grandi fenomeni: per l’immigrazione il tema fondamentale è porre le condizione per l’integrazione; per l’emigrazione importante è dare dignità alle nostre comunità all’estero, e per dignità si intende il loro riconoscimento e la oro partecipazione su scelte fondamentali”. A presiedere il Comitato d’onore delle celebrazioni, Maria Pia Garavaglia, vicesindaco di Roma. “Sono qui – ha sottolineato – perchè questi 60 anni coincidono con la storia italiana dentro e fuori i nostri confini”. E sull’importanza che l’associazione dà al tema della famiglia, come custode e portatore di tradizioni, il vice sindaco ha sottolineato che proprio i nuclei familiari degli emigrati italiani all’estero “hanno il compito di portare la nostra cultura nei paesi dove sono andati a vivere; in questo modo ciò che se ne ricava l’utile, perché le relazioni tra i popoli portano la pace. Bisogna conoscere queste comunità e bisogna farle conoscere, far conoscere quegli italiani che all’estero hanno ottenuto successo, che si sono affermati”. “Per rendere visibile – continua Garavaglia – tutto questo, tutto il bene che ne abbiamo ricavato dopo 60 anni, dobbiamo ricordare anche gli immigrati di oggi nel nostro paese che, come noi durante questo periodo, possono essere utili alla nostra società. Se accettiamo che – continua – un’immigrazione ‘accolta’ sia giusta aiuteremo il nostro paese. Sono gli immigrati che possono aiutarci a capire veramente l’immigrazione”. Rapporti proficui, dunque, rapporti che secondo Claudio Micheloni, presidente del comitato per le questioni degli italiani all’estero, “si deve basare su un lato più associativo che politico”. Micheloni, presente oggi alle celebrazioni, ha sottolineato che “questo tipo di approccio permette un vero e proprio confronto tra le parti”, un incontro che può migliorare soprattutto “facendo conoscere la storia dell’immigrazione a tutti i nostri studenti”. E sul valore delle comunità italiane all’estero è intervenuto anche il senatore dell’Unione Edoardo Pollastri: “è la famiglia il fondamento, il vero raccordo, perché è la famiglia che ha mantenuto quei valori etici così forti. In particolare “è la donna che ha mantenuto la tradizione e i valori per creare l’uomo che faccia parte del mondo globalizzato mantenendo però i proprio valori”. Presenti al convegno anche i rappresentanti delle varie delegazioni all’estero, ai quali è stata consegnata una medaglia di “fedeltà Anfe”.
(Cep)