New York – Nel grande successo dell’export del “made in Basilicata” che nei primi tre mesi dell’anno registra il 145% in più nei Paesi Ue e il 22% in più nei Paesi extra Ue non ci sono solo i nuovi modelli di auto prodotti a Melfi ma ci sono anche l’aglianico del Vulture che arriva negli Usa e in Giappone, le fragole del Metapontino vendute in Germania e Belgio, i mercati di nicchia del pecorino di Moliterno e del caciocavallo e degli insaccati. A sottolinearlo è la Cia della Basilicata evidenziando che tra le attività economiche, quella agricola è la terza voce in termini di crescita percentuale (+7,8%) dell’export “made in Italy”, dietro soltanto ai mezzi di trasporto e ai prodotti per il trattamento dei rifiuti, mentre l’alimentare (+5,8%) è la terza “potenza” tra le attività manifatturiere. (9colonne)