Ha perso perché davanti ce n’è uno, solo uno, più forte. Roger Federer si è dovuto inchinare sul Centre Court, dove a quasi 33 anni e 338 giorni giocava la sua decima finale a Wimbledon, la 26esima in uno Slam, a Novak Djokovic: 7-6 (1) 6-7 (10) 6-4 6-3 per il serbo, che non a caso nelle ultime quattro stagioni ha chiuso l’anno al numero uno del ranking mondiale. King Roger ha sperato sino a pochi minuti prima della finale che piovesse: giocare con il tetto chiuso gli avrebbe senz’altro dato una mano perché avrebbe velocizzato gli scambi su quella che è già la sua superficie prediletta, l’erba. Non è un dettaglio da poco: nell’edizione 2012 dei Championships, suo ultimo titolo negli Slam, King Roger giocò semifinale e finale sotto l’amato tetto mettendo in fila lo stesso Djokovic e poi Murray. Non lo hanno chiuso neppure dopo una breve interruzione per qualche goccia di pioggia nel corso del terzo set. Una beffa per lo svizzero, che avrebbe fatto volentieri la danza della pioggia. Invece la pioggia è arrivata a fine match e si è dovuto attendere che il tetto si chiudesse per assistere alla premiazione. (Sis – 12 lug)
