Ginevra, 5 nov – Nel prestigioso Victoria Hall di Ginevra, la locale associazione dei Reduci ed ex combattenti, in collaborazione con il consolato generale d’Italia, ha celebrato con un concerto della Banda dell’arma dei carabinieri di Roma l’89esimo anniversario dal 4 novembre 1918, data che sancì l’uscita vittoriosa dell’Italia dalla prima guerra mondiale. Erano circa 20 gli anni passati dall’ultima apparizione a Ginevra della banda dell’arma dei carabinieri, ma la tradizione e la notorietà che avvolge l’orchestra non ha privato l’evento della partecipazione di una moltitudine di italiani e ginevrini, con la presenza di un parterre internazionale accorsi per ascoltare dal vivo l’esibizione del gruppo, diretto dal Maestro Massimo Martinelli. L’entusiasmo del pubblico ha raggiunto il culmine quando la Banda ha eseguito l’inno nazionale italiano, a cui si è aggiunto il canto dei nostri connazionali in sala. All’evento erano presenti: Mario Fridegotto, vice capo missione presso l’ambasciata d’Italia a Berna, il generale Luigi Epifanio, addetto alla Difesa presso l’ambasciata, Giovanni Caracciolo di Vietri, ambasciatore presso le Nazioni Unite, la principessa Maria Gabriella di Savoia, Francesco Celia, il presidente del Comites, il presidente del Consiglio Municipale di Ginevra, Guy Dossan, Monica Bonfanti, capo della polizia della città, e tanti connazionali ed amici dell’Italia, tra cui una numerosa rappresentanza diplomatica internazionale. Non è mancato il saluto di Nunzio Crusi, presidente dell’Associazione dei reduci ed ex combattenti di Ginevra che, assieme al comitato organizzativo, ogni anno ricorda e onora la memoria dei caduti italiani della guerra del ‘15-’18, come i caduti di tutte le guerre e di coloro che in tutto il mondo, al di là della loro divisa, hanno dato la vita al servizio del proprio Paese. La manifestazione si è conclusa con una consueta messa solenne, seguita dalla commemorazione sulla tomba dei caduti al cimitero di St Georges, accompagnata dalla banda dell’arma dei carabinieri e dai discorsi ufficiali di Domenico Pedata, console generale d’Italia e di Nunzio Crusi.
(Cld/Cep)