Roma, 5 nov – “Nella discussione della Commissione Continentale dei Paesi dell’Europa e dell’Africa del Nord, la preoccupazione che ho avuto modo di esprimere oggi a imembri che la compongono è relativa alla mancata attenzione del governo verso il Consiglio Generale degli Italiani all’estero”. Queste le parole dell’onorevole Gianni Farina, eletto in Europa per nella Circoscrizione estero nelle fila de l’Unione, commentando i lavori della riunione delle Commissioni del Cgie, in corso oggi a Roma. “La legge istitutiva del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) prevede, anzi “impone” la consultazione di questo Organismo sulla Finanziaria”. “Qualsiasi cambiamento che verrà deciso in futuro e che riguarda l’Europa – prosegue l’onorevole Farina – deve essere fatto anche attraverso la consultazione con gli organismi elettivi delle migrazioni, con tutti i presidenti dei Comites che di questo settore conoscono i dettagli più reconditi”. “Noi – ha proseguito Farina – non siamo contrari ai cambiamenti, l’importante è che si diano servizi ai connazionali all’estero. Lo Stato deve assicurare una serie di servizi fondamentali”. “Nel corso dei lavori odierni – spiega ancora farina – un serio approfondimento è stato fatto dal l’onorevole Claudio Micheloni, anche lui eletto in Europa nella Circoscrizione estero e presidente del Comitato dei Parlamentari, che ha illustrato alcuni emendamenti presentati alla legge Finanziaria che coinvolgono gli italiani all’estero. Si è parlato di assistenza ai connazionali indigenti dei Paesi latino americani, di riorganizzazione dei consolati, di previdenza, scuola, cultura. Non sono mancate poi – conclude Farina – proposte sul mantenimento dei contributi per il Cgie”. “Il Cgie deve infatti essere messo in grado di funzionare al meglio, sostenendo il alvoro delle Commissioni continentali perchè è lì che si affrontano i problemi reali. Sarebbe utile aumentare il numero delle Commissioni tematiche e passare da due a tre volte l’anno le occasioni di lavoro”.
(Cep)