Roma, 6 nov – “In questi giorni abbiamo sentito parole offensive indirizzate ai senatori della circoscrizione Estero, in particolare in Commissione Bilancio da parte del collega Polledri della Lega Nord. Voglio dire al senatore Polledri che le risorse per l’assistenza non sono destinate ai nipoti e alle zie dei senatori della circoscrizione Estero, ma a quelle donne e a quegli uomini che hanno contribuito allo sviluppo anche della Padania. Le sue parole non toccano e non raggiungono i senatori rappresentanti degli italiani nel mondo, ma offendono milioni di donne e uomini che, nel mondo, con il loro lavoro, con il loro attaccamento e il loro senso di appartenenza hanno fatto ben più che la loro parte per il progresso e l’ammodernamento dell’Italia. Quelle parole infangano solo chi le pronuncia”. Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi da alcuni senatori nei confronti dei loro colleghi eletti all’estero, il senatore dell’Ulivo Claudio Micheloni della circoscrizione Estero ripartizione Europa ha risposto così intervenendo oggi in Senato durante l’assemblea antimeridiana per discutere del disegno di legge sulla finanziaria 2008. E riguardo al documento, in discussione in questi giorni a Palazzo Madama, Micheloni ha aggiunto: “I senatori della circoscrizione Estero hanno rappresentato le istanze della comunità italiana residente all’estero – ha affermato il senatore dell’Ulivo -, ottenendo buoni risultati ma anche compiendo grandi rinunce”, rinunce che secondo il senatore sono state fatte per “senso di appartenenza e dello Stato, guardando all’interesse generale del Paese e non solo ai pur legittimi interessi della propria circoscrizione”. “Questa finanziaria – ha dichiarato il senatore Micheloni – reca sui capitoli del Ministero degli Affari Esteri per gli italiani all’estero un aumento di circa 25 milioni di euro, otto milioni dei quali sono dedicati al capitolo per l’assistenza di circa 50 mila italiani, emigrati di prima generazione, che in America latina vivono, o meglio sopravvivono, al di sotto della soglia di povertà. Sono donne e uomini – ha sottolineato il senatore dell’Ulivo – che hanno contribuito allo sviluppo dell’Italia del dopoguerra con le loro rimesse; donne e uomini che la vita non ha risparmiato e che oggi vivono in stato di indigenza”. Più rispetto e considerazione ha chiesto Micheloni per gli italiani all’estero che con il loro lavoro tanto hanno contribuito “allo sviluppo dell’Italia contemporanea”. “Non tutti sono consapevoli – ha aggiunto – che gli anni del miracolo economico italiano sono stati anche gli anni delle più grandi ondate di emigrazione e del più grande flusso di rimesse da parte degli emigranti”. “Le risorse che la finanziaria destina alle Comunità italiane all’estero devono essere considerati come un investimento – ha proseguito il senatore -, e come un investimento con un ritorno veramente incalcolabile. Vi do solo questo dato: nel 2006, dagli ex emigrati pensionati che hanno deciso di trascorrere il loro pensionamento in Italia sono giunte in Italia, provenienti dalle Casse pensioni di soli sei Paesi europei, rendite pensionistiche per oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro. Questa cifra, poi, si può raddoppiare per la parte versata dalle casse pensioni private, senza parlare dell’inestimabile indotto che gli italiani all’estero rappresentano per l’economia italiana sia per il turismo che per le esportazioni. Essi rappresentano la presenza viva del made in Italy che tanto successo riscuote all’estero”. Il senatore Micheloni ha poi voluto ringraziare i colleghi della circoscrizione Estero, i senatori Pollastri, Turano, Randazzo e Pallaro “che hanno svolto una riflessione e un lavoro collettivo, senza cercare di difendere interessi particolari e senza cercare una visibilità personale”. “Ringrazio – ha aggiunto – anche la senatrice Rebuzzi, dell’opposizione, che ha condiviso con noi e con il governo un momento di riflessione comune. Ringrazio anche il Governo, con il quale abbiamo ancora diversi confronti aperti e non risolti. Il principale è sicuramente la riforma della rete consolare, ma in questa fase della finanziaria abbiamo apprezzato la capacità di dialogo e lo spirito costruttivo dei sottosegretari Letta, Sartor e Grandi. Per queste brevi e parziali considerazioni – ha concluso il senatore – voteremo convinti questa finanziaria”.
(Sis/Cle)