Roma, 7 nov – Se è vero infatti che gli italiani all’estero sono ambasciatori naturali della nostra cultura e della nostra tradizione è vero anche, ed è stato sottolineato nell’intervento di Narducci, che essi rappresentano un sistema industriale, e quindi economico, che è un’ enorme risorsa anche per l’Italia. “Per parlare di politiche per gli italiani all’estero è necessario definire un campo d’azione, anche giuridico, ampio, all’interno del quale il Cgie avrà un ruolo fondamentale” ha spiegato Narducci. Di “politica di riforme che non avanza come auspicato e desiderato” ha parlato il Segreatrio Generale Elio Carozza, che ha chiesto un impegno fattivo anche da parte delle Regioni e delle Province autonome, sottolineando la necessità di iscrivere, almeno due volte l’anno, le questioni relative agli italiani all’estero all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni. “Un primo incontro- ha dichiarato Elio Carozza – potrebbe già avvenire in occasione della sessione ordinaria della Conferenza Stato-Regioni del 6 dicembre, al quale il CGIE parteciperà con una rappresentanza composta dai componenti della Commissione Tematica e del Comitato di Presidenza”.
Tema molto discusso nella prima giornata di lavori è stato il progetto di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare. Secondo il presidente Narducci “non c’è riunione all’estero che non abbia al centro questo tema molto sentito” e che prevede, con la nuova Finanziaria, la chiusura di alcune rappresentanze consolari italiane all’estero e l’apertura di nuove, in alcune regioni geografiche considerate cruciali dal Governo nei nuovi assetti geopolitici mondiali.(SEGUE)